lunedì 19 marzo 2018

burocrazia

sono quasi le tre e ormai sono rassegnata. Non riuscirò entro oggi a fare le ripetizioni di ricetta e le richieste varie per i miei pazienti, a meno di non rinunciare all'ambulatorio del pomeriggio. Anche questa settimana sarò in ritardo. Così metto la cartellina delle richieste in borsa e parto in direzione del secondo studio. Burocrazia. tutta e solo burocrazia. Mi porta via quaranta minuti al mattino per lo scarico dati e circa un'ora al giorno per la stampa delle ricette.
E' utile questo? E a chi?
Si tratta di un tentativo di calmierare la spesa in modo improprio. Sembra che  si aspetti che così i MMG prescrivano di meno per perdere meno tempo, ma non è questo il vantaggio. Le attività del MMG possono essere controllate agevolmente, mentre per controllare le attività della specialistica, che in gran parte è accreditata, sarebbero necessarie modalità nuove. Così il MMG, costretto ad assumersi la responsabilità delle richieste e delle ricette improprie, viene ad essere la persona che assume la responsabilità di rifiutare terapie e accertamenti al paziente. Insomma, se da un lato veniamo giudicati troppo impreparati per prescrivere direttamente terapie e accertamenti specialistici, dall'altro siamo considerati in grado di decidere se rifiutarli o accettarli. Questo è poco logico, direbbe un mio amico, ma l'amministrazione della cosa pubblica è spesso il luogo della non logica, il luogo in cui le decisioni vengono prese sulla spinta della speranza, della disperazione, del facciamo qualcosa non importa cosa ma facciamolo.
Si tratta quindi anche di una modalità di controllo delle attività mediche sul territorio.
Si tratta anche, indirettamente e forse anche non volutamente, di un modo per scoraggiare i pazienti rispetto alla compliance. Se mi stanco di chiedere la ricetta, di aspettare che sia pronta, di andarla a ritirare, di passare in farmacia, a volte dover prenotare il farmaco, di tornare in farmacia per averlo. finisce che rimango senza per una o due settimane ogni due mesi; meglio ancora: la cardioaspirina, la metformina, persino la simvastatina  e il ramipril me li pago di tasca mia. Costano nell'ordine 2.35, 1.27, 5.62 e 2.74 euro. Meno della spesa per l'autobus.
Mettiamoci sull'altro piatto della bilancia il costo della carta e dei controlli sulla prescrizione , a carico dell'azienda. A carico del medico il costo del toner e  le ore di lavoro.
Non sarebbe finalmente il caso di razionalizzare tutto questo? Di trovare altre modalità per la somministrazione di farmaci di uso cronico e a bassissimo costo?
no, ok, no. Vado all'altro studio e mi porto in borsa le ricette. Le farò stanotte, tanto io non guardo la tv.

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