martedì 22 maggio 2012

Il "peso" della vita

Da qualche settimana i miei pazienti obesi mi chiedono di dire loro come si faccia a dimagrire. Questa cosa e' divertente per quelli che mi conoscono di persona, o meglio potrebbe esserlo. Ho bisogno di dimagrire quanto loro. Ma soprattutto mi sto chiedendo come mai adesso e come mai tutti insieme. Forse e' colpa delle voci da sala d'aspetto, che girano e girano e girano. Il mio collega ha una moglie dietista che, per un lavoro particolare, in collaborazione con un gruppo di ricerca ospedaliero, sta intervistando gli obesi e le loro famiglie. Cosi' adesso tutti vogliono dimagrire. Me lo stanno chiedendo. Uh, io le diete per i miei pazienti le faccio gratis. Se almeno le seguissero.... Ma e' difficile, io lo so. Dal mio picco di peso, alla fine dell'ultimo allattamento, sono scesa con enorme difficolta' e lotto continuamente per rimane qui. Ogni inverno risalgo un poco e ogni primavera mi intestardisco fino a tornare dentro una decorosa, accettabile taglia 48. Magra non sarò ' mai piu' . Ma obesa, me lo sono giurata, neppure. Pero' so quanto sia duro tenersi la fame, e magari avere il frigo pieno e dover cucinare per la famiglia e non assaggiare. E tenersi la fame, con l'occhio all'orologio o con la testa tesa ad inventarsi una occupazione. Lo so. Quindi non mi sento di osservarli con disprezzo e magari dire ma come cucinate! Ma cosa mangiate! Cucinano come e' tradizione cucinare in un paese in cui per due terzi dell'anno ci si svegliava in case fredde, ci si lavava con acqua fredda, si spalava la neve, e in cui si lavora e si lavora e si lavora. Comunque la maggior parte di loro non sono obesi. La maggior parte di loro non sono neppure grassi. Sno spesso in leggero sovrappeso, si. E quelli che sono obesi hanno una storia, una storia che io rispetto e non mi sento di deridere o disprezzare. Hanno tutti una storia proprio come me.

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