domenica 15 aprile 2012

un raccontino, per cambiare



MI SUGGERITE UN TITOLO?

Il pigiama pulito sulla pelle umida è un cenno di benessere stasera. Mi affaccio alla finestra, prima di chiuderla, mi immergo nel profuno d'umido e di glicine del giardino incolto. Il giovane killer dei tuoi fiori ha smesso di grattare per farsi aprire la porta di casa. Dorme anche lui.
Lascio una griglia tra le stecche delle tapparelle per non chiudere fuori il chiaro della luna quasi piena. Spero di essermi stancato abbastanza anche per oggi.
Mi lascio andare nella nicchia fresca del letto, la testa sul cuscino basso, una leggera vertigine di abbandono, e respiro. Respiro. Intorno il silenzio.
Allungo la mano verso il vuoto alla mia destra. Silenzio.
Il vuoto ha la forma della tua voce melodiosa e sommessa, delle tue piccole risate; dei tuoi racconti e dei tuoi ascolti intenti; il vuoto ha la forma della tua mano delicata e impudente, ha la forma dei tuoi capelli eccessivi, profumati; il vuoto ha la formadei tuoi sospiri.
Respiro ancora, risento il tuo respiro affannato, doloroso, il tuo dolore silenzioso, ripenso alle tue paure, alle raccomandazioni, ai discorsi faticosi e spezzati, le speranze folli, la disperazione quieta; ripenso, con rimpianto, alle ultime ore al tuo fianco, spiando la febbre, il tuo sguardo impaurito, il vuoto ha la forma di ogni minuto trascorso intensamente sperando di poterti trattenere ancora. Ancora un momento.
Allungo la mano nel vuoto qui accanto, un pozzo profondissimo che porta il nome segreto di te, mi volto a guardarti, poso la testa sulla tua spalla assente e piango, finalmente.

4 commenti:

  1. io direi, bene che scrivi, e poi suggerirei:
    cuscino basso

    fjo

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  2. la presenza di un'assenza. Claudia

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  3. "Vendesi scarpe bambino. Mai usate."

    Non è un possibile titolo del tuo racconto, ma un romanzo di 6 parole (leggendariamente attribuito a Hemingway) che mi è venuto in mente leggendolo!

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