giovedì 12 gennaio 2012

origami, un vecchio amore

Molti, molti anni fa mi sono imbattuta negli origami.
Prima di sposarmi abitavo in una zona di Bologna piuttosto centrale e una delle mie passeggiate abituali era lungo Strada Maggiore. C'era una libreria che vendeva libri usati e, poco più avanti, un negozio di giochi che teneva un certo assortimento di carta per origami. allora nel pacchetto della carta erano comprese le istruzioni per piegare alcuni facili modelli. Comprai un libro molto, molto carino, usato, da titolo Origami moderno. Sì è poi perso nei traslochi, povero libro, ma con quello cominciò il mio interesse per l'arte di piegare la carta.

Si tratta di un passatempo che richiede molto tempo libero; non c'è da stupirsi se l'ho accantonato insieme col ricamo, il tombolo, la maglia, l'uncinetto, e altre simili amenità da studentessa. però qualche tempo fa, su una bancarella, ho trovato un libro molto interessante che contiene dei modelli bellissimi.

Tutti sanno, credo, che l'arte di piegare la carta in Giappone ha origini antichissime. Risale al primo secolo a. c., forse persino prima. La carta era un materiale prezioso e fragile, per questo un dono fatto con carta piegata aveva un che di sacro e veniva riservato a persone di riguardo o a intenti votivi. Un quasi-origami è il kusudama, una sfera fatta di fiori di carta legati o incollati tra loro ed avente lo scopo di augurare la salute o scacciare la malattia o la sfortuna. Kusudama vuol dire, più o meno: palla-medicina. Ecco, al momento sono attirata dai kusudama, ma non dai kusudama di antica tradizione, ma da un tipo di sfera o poliedro nato negli anni settanta del novecento.

Uno direbbe che dopo duemila anni l'arte di piegare la carta dovesse essere stata esplorata in lungo e in largo e non riservare più grosse sorprese. invece no.

Un certo signore, di nome Mitsunobu Sonobe, in quegli anni ha inventato un modo di piegare il classico quadratino di carta così da farne un modulo e con sei di questi, incstrati senza colla, si fa un cubo. e incastrandoli ancora a ancora una serie incredibile di poliedri. Questo modulo si chiama Sonobe e da esso è originata una valanga, una miriade di figure origami, costruite spesso nel più classico dei modi: con solo quadrati di carta piegati e incastrati, senza colla nè altri mezzi di congiunzione.

Con il modulo Sonobe si fanno dei bellissimi kusudama. ne potete trovare una parata incredibile qui: http://kusudama.me/#/Iso-Sonobe

Ecco, questo è il giochino che mi cattura in questi giorni. Vi piace?


1 commento:

  1. e certo...è proprio il lavorino che fa per me...con la manualità che mi ritrovo...

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