mercoledì 19 ottobre 2011

figure

E' vero, dice la collega dell'Hospice che tu non vedi la paziente da prima della diganosi perchè è sempre stata ricoverata da allora, ma vorremmo lo stesso che il modulo di attivazione dell'ANT lo compilassi tu perché non vogliamo fare la figura di richiederla direttamente noi.
Guarda, le rispondo, la richiesta di attivazione l'ho già complilata, ma la scheda con la diagnosi e l'esame della paziente non l'ho fatta perchè non ho mai neppure visto una lettera di dimissione, un esame, un referto, nulla. Hai presente la figura che faccio IO a scrivere il contrario? 
Ah, dice, ma allora ti possiamo faxare le copie. Dei referti, dice, perché noi li abbiamo.
Bene, dico, il mio fax è sempre acceso.
Mi arriva il modulo, è la prima pagina del contratto, non spetta a me compilarlo, ma al medico che attiva l'assistenza, ma se proprio lo vogliono domani andrò in USL e, col medico funzionario davanti, cercherò di capire come mettere per iscritto questa strana cosa senza che ci sia un falso, su quelle carte. E che si capisca bene che io, medico curante, non ho visto la paziente sin dall'inizio di settembre e che non intendo dichiarare il contrario in nessun modo e per far contento nessuno, chiunque sia e qualunque sia la sua bravura o i meriti della sua attività professionale. la verità è la verità, e le balle sono balle. In Sanità Pubblica, poi, le balle sono falso in atto pubblico. 
M., come sono inc****ta!!!
E in tutto questo, lo sanno che io non voglio penalizzare la mia paziente, e se ne approfittano....

5 commenti:

  1. santa pazienza nemmeno davanti ad una paziente Hospice si fermano, nemmeno all'hospice hanno un minimo di...non so nemmeno io.
    quanta amarezza

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  2. io sono troppo sanguigna, forse, e certamene ho la brutta abitudine di non monetizzare ogni singolo atto del mio lavoro; capisco che altre organizzazioni abbiano come presupposto principale quello di tradurre in lire ogni attività, sia come entrata eche come uscita.
    Però, anche se io sono sanguigna, rimango convinta che la forma corretta sia indispensabile, ma soprattutto che sotto la forma della correttezza ci debba essere la sostanza della corretteza. Poi uno mi può dire: ma insomma, professionalmente hanno lavorato bene o no? Si, lo hanno fatto. Eppure, se manca la correttezza, è come se non avessero lavorato bene. Potrei sbagliarmi, ma credo che il paziente abbia bisogno di sentirsi sicuro della correttezza del medico o comunque di chi lo assiste. Se non lo è continuerà a chiedersi se ha fatto bene o no  a fidarsi, se doveva andare da un altro, se si poteva fare una cosa in più, eccetera, e soprattutto se lo potranno chiedere i parenti, dopo, e finire col tormentarsi ache per una vita. 
    Non è una sciocca fissazione di un medico antiquato, è una cosa fondante, io credo. 

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  3. condivido ogni parola - specie il passaggio "Poi uno mi può dire: ma insomma, professionalmente hanno lavorato bene o no? Si, lo hanno fatto. Eppure, se manca la correttezza, è come se non avessero lavorato bene." nel tuo commento di risposta.
    Io ho perso mia madre lo scorso dicembre per una brutta forma di carcinoma peritoneale e mi sono dovuta inc....e anche solo per conoscere nel dettaglio la stadiazione e per avere i vari referti alla dimissione/trasferimento dall'ospedale alla casa di cura/hospice....
    Di solito non sottolineo competenze comuni ma all'inizio blateravano (il primario soprattutto e non faccio nomi xché siamo di Bologna..) di tumore al collo dell'utero quando c'erano sintomi e segni completamente diversi e non si vedeva un tubo negli esami specifici (in compenso si vedeva qualcosa nel peritoneo....). Rimane il dubbio che sia stata "curata" bene

    Non voglio intasare il tuo blog, quindi mi fermo qui:-)

    Buona serata

    Simona

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  4. blog addio per chi non ha il nuovo indirizzo :(

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