martedì 5 luglio 2011

un altro Donaera: "FILASTROCCA"


Ti amo come ho amato 
i miei compagni del Gallipoli Calcio 
in quella finale di campionato 
vinta per miracolo al novantesimo; 
come ho amato ogni stralcio 
delle prime canzoni che suonavo 
con quella band che aveva un incantesimo: 
io, a schitarrare, non ero mai il più bravo.



Ti amo come ho amato 
le mosse rapide di autodifesa 
che mio padre mi ha insegnato 
e che hanno steso i bulli delle elementari; 
come ho amato mia sorella stesa 
in una culla piena di tubi strani – 
incantato dai piedini singolari 
e dalle minuscole dita delle mani.



Ti amo come ti amerebbe 
uno dei tanti passanti di questa via 
(e che sono certo saprebbe 
fare di meglio – non l’ennesima poesia).



Ti amo come non capirebbe – 
ricco borghese: come mai potrebbe – 
chi con mediocre strategia 
ha fatto sì che tu non fossi mia.



Ti amo come ti amano – 
e non lo sanno che ti amano – 
tutti quelli che non ti vedono – 
e non lo sanno che ti vedono.



Ti amo come ti amano – 
e non lo sanno che ti amano – 
tutti quelli che non ti amano – 
e non lo sanno che ti amano.

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