domenica 1 maggio 2011

pessima e le radici del perdono, in appendice il perdono riflessivo

pessima mi fa notare quanto sia interessante che la radice di perdono sia dono, e per una magica sincronicità ecco una citazione appropriata:
"Il senso etimologico delle parole è sempre necessario alla loro intelligenza profonda, anche - e soprattutto- se il oro senso originario è statoalterato dal tempo e dalle vicende. Il valore di uno scrittore, la serietà dei suoi intendimenti, la sua fantasia, il suo spirito si possono misurare dalla sua maggiore o minore curiosità per il senso etimologico delle parole. Amare le parole come D'Annunzio per la loro bellezza e sonorità, è amore da amtori superfiziali e offensivo per l'onore, per l'orgoglio, per l'anima delle parole: le quali invece si volgono commosse e riconoscenti a chi come Leopardi le scruta nell'intimo e mostra tanta amorosa curiosità per il segreto, per i segreti che ciascuna di esse racchiude. Leopardi sale tante volte al lirismo su per le scale dell'etimologia"
(Questo è Savinio, dalle cui tasche esce la casa dell'ozio, madre delle mie radici)



Quindi perdono, e condono, sono entrambi manifestazioni di liberalità. Si discute sul grado di questa liberalità, se essa si debba limitare a non pretendere risarcimento per  l'offesa recata, o debba giungere a risarcirla in vece dell'offensore, ripristinando i sentimenti e le relazioni che dall'offesa erano stati distrutti.

In assenza di perdono l'offesa si erge violenta e possiede l'offeso e l'offensore e li lega in un amplesso perverso.

Ora, nel primissimo mattino d'oggi, le ore piccole che talvolta condivido in chiacchiere con un amico, si contendeva al sonno uno spicciolo di pensiero cosciente

e ci dicevamo:


- ma perdonare a noi stessi?


 


- ah beh è più difficile... non ha lo stesso effetto


 


- consentirci di  essere felici anche se non siamo stati all'altezza delle nostre aspettative?


 


- significa prendere le distanze da se stessi . Il che converrai richiede un certo impegno.

Difficile procedere su questa pista di pensiero, ma probabilmente molto produttivo. Prendere le distanze da se stessi potrebbe essere una meta ultima, una saggezza compiuta.

Ma perdonare è comunque un atto riflessivo, nel senso che mentre libra il colpevole dall'obbligo di risarcimento, libra anche l'offeso dall'impegno a richiederlo, spezza la faida e consente alle ferite di richiudersi.

Come diceva Delfine così elegantemente: "se provo ad immaginare di perdonare mi sembra di vedere il mio livore allontanarsi, mi si apre il respiro, come dopo un'apnea. Ed il dolore è meno violento. " (grazie, cara)

Quindi un dono a se stessi di libertà dal legame sadomaso che chi ci ferise cerca di contrarre con noi, perché chi ci offende ha in mente di possederci, di levarci la proprietà dei nostri sentimenti, la libertà dei nostri pensieri, legandoli a sè in maniera cattiva. Direi che Campione ha ragione: il perdono è quanto di pù terribile si possa fare a chi ci ha ferito.

Baci. Caps

4 commenti:

  1. Apro un altro fronte,però,su questo argomento.
    Il perdono non va dichiarato, altrimenti perde la sua carica liberatoria e ridiventa cristiana carità- o può correre il rischio di essere inteso così,o peggio ancora, come lavaggio culpae. Poi, pensa alla costruzione del verbo: io ti perdono la colpa, la per-dono (la dono a lungo, per sempre, se possibile) a te,te la restituisco,me ne libero.

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  2. volevo dirti che ho citato una parte delle tue riflessioni sul perdono nel mio tumblr.
    spero non ti dispiaccia. Naturalmente ho citato la fonte
    bri

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  3. @ verderame: ne sono lusingata.
    @pessima: se hai bisogno di dichiararlo è perché non sei in grado di agirlo, credo. continuo a pensarci. baci.

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  4. Faccio mia una riflessione di Elisabetta Bucciarelli (che come sai non mi stanco di citare) nella fase in cui scriveva, appunto, il romanzo Io ti perdono:

    Ancora una volta va ribadito che la potenza del perdono sta proprio nella sua capacità di sciogliere i legami negativi ma non di riannodarne necessariamente di positivi. La concessione del perdono non comporta alcun obbligo per chi lo riceve, non è in grado di predeterminare alcuna conseguenza sul piano esistenziale dell'aggressore beneficiato.

    Il resto lo trovi qua:
    http://sbucciature.splinder.com/tag/perdono

    Ciao,
    A.

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