venerdì 25 marzo 2011

Andrea Donaera è un gran figo


Ti cerco 
nella Gallipoli più deserta.



Con gli amici si è giocato a fare i Bukowski, 
si è sboccato vicino ai bidoni e si è riso dei gatti che leccavano, 
si è perso tutto a poker, pure le cartine e adesso non fumiamo, 
si è parlato e la Veritas del vino si è fatta sentire,



ma io non ti ho detta. Non il tuo nome, non il tuo perché 
è uscito dalla mia bocca amarissima: 
forse ti ho costruita come Dio 
e ho timor di te, 
timore di nominarti invano 
e di pensarti troppo quando m’inginocchio ai piedi del letto.



Ti cerco 
nella Gallipoli più deserta, 
proprio te 
che a Gallipoli non ci sei mai, 
ma non sai che ti perdi: il mare di notte!



Mi merito questa pioggia, mi merito di non trovarti: 
ho peccato, troppo, 
starnazzando il tuo nome al buio di un paio di lampioni 
in pieno Corso Roma, 
svegliando gli uccelli sugli alberi 
e i pescatori che mi urlano di smetterla.


(Lo so che mi ripeto, lo so, ma è proprio un gran figo)

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