lunedì 17 gennaio 2011

strane cose della vita

Non mi ricordavo. ma anche se mi fossi ricordata, quello che sapevo a vent'anni non avrebbe avuto nulla a che vedere con oggi.
Di che? ah, di come si vive da soli.
Di come si rientra a casa e di come si riempie il tempo fino a notte, di come ci si organizza da soli, di come ridiventano più importanti gli amici, di come si debba accettare la compagnia di se stessi come preminente rispetto a quella degli altri. Di come si debba evitare di parassitare i propri figli. Di come si debba evitare di fare di se stessi un incomodo.
Ecco, tutto ha un prezzo, si sa, e questo è, oggi, per me, il prezzo da pagare per un po' di tranquillità. Forse per molti anni, forse per tutti gli anni.
Oh, bene, in realtà lo avevo messo in conto. Solo, dopo trent'anni,  non mi ricordavo come si fa. Dovrò reimparare. Ah, ho imparato tante cose, questa non sarà peggiore.

2 commenti:

  1. ma reimparare dopo 30 è più ftifcoso, ma lo si apprezza, forse, di più

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  2. c'è voluto un po', ma l'ho rimparato anch'io, anni fa. all'inizio sembra un'impresa impossibile, ti dici che non ce la farai, ma poi un po' alla volta ti accorgi che ce la puoi fare, che ti basti, che sei un buon amico di te stesso, che comunque vali anche se quello che è successo ti ha lasciato il sapore del fallimento.
    è come con la morte, tu mi potresti insegnare: ci vuole tempo e pazienza per rielaborare quel pensiero, pre renderlo accettabile, per riconoscere che, sì, la vita deve comunque continuare e tu ti devi impegnare a tirarci fuori il meglio.
    auguri, buon cammino! seguo il tuo blog, mi piace molto quello che scrivi e come lo scrivi. intuisco la tua umanità. grazie.

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