sabato 25 dicembre 2010

perché no?

a  volte splinder si mangia i post. L'ho sempre presa come l'occasione per riflettere se quel post fosse veramente importante scriverlo. questo lo è. 
divido tante cose con i lettori del blog, ma sono sempre restia a espormi troppo da quando ho capito che queste informazioni possono essere, per dirla con ottonieri, giocate su un piano personale, a tu per tu.
ma questo non è un segreto, ha una dimensione pubblica, per così dire, e presto dovrò dire ai miei pazienti che ho cambiato numero di telefono e loro si chiederanno perché e non ci sarà motivo di mentire.
a maggior ragione è giusto dirlo qui.
Vivo in una nuova casa, da circa un mese. Sono venuta qui per allontanarmi da mio marito e dalle sofferenze che , seppure inconsapevolmente,  infliggeva a me e ai nostri figli e sono certa di aver fatto bene. Lo sono tanto più adesso che mi rendo conto che lui cerca ancora di farci soffrire per alleviare la sua, di sofferenza, senza riguardi ora come prima e senza consapevolezza ora come prima. La cosa difficile  non è andarsene. La cosa difficile è sentirlo chiedere aiuto e riuscire a rispondere no.

11 commenti:

  1. La cosa difficile è sentire te stessa che vuoi dargli "aiuto" e dirTi di no.Ma piano piano ci si fa. Ciao Cecilia, auguroni.

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  2. Appartengo alla categoria di chi soffrendo ha fatto soffrire e di chi ha capito che certe persone meritano  il massimo sforzo per cercare di cambiare ed imparare che la felicità può non essere irraggiungibile....A volte certi dolori sono la leva che cambia il mondo (interiore) e devo ammettere che quasi solo le donne hanno il coraggio del dolore....Buon Natale, di cuore!

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  3. non potevi continuare a vivere così in bilico, e condivido il pensiero di Mammamsterdam, non si può aiutare chi non vuole farsi aiutare.
    Come dico sempre: stavi buttando perle ai porci.
    Buon Natale Capsicum

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  4. Non conosco i dati. E quindi non so. Quello che so è che è mi dispiace.

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  5. Intendevo dire che ci sono abitudini mentali con cui bisogna fare i conti, tutto qui. Anche io sono andata via, per gli stessi motivi anche. Ho lasciato i figli, vivo sola, bene, in genere. Ma l'abitudine a portare "soccorso", a pensare che ci sia bisogno di noi (verso i figli più che altro, anche se grandi) è dura a morire e fa sudare anche in pieno inverno.
    Alessandra

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  6. Grazie, per tutti noi la vita è sempre molto ma molto più complessa delle sue descrizioni. Non c'è modo di renderla facile e a volte neppure di viverla onestamente. Ma guardiamo avanti. L'essere pronti è tutto e l'essere sereni ne consegue. 

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  7. Capisco cosa intendi... io ho fatto un anno sabbatico per capire cosa volevo veramente,  sono stata un anno per modo di dire fuori di casa. Come prova, non aveva senso, mi sono resa conto. La nuova casa di prova non era la mia casa, con le mie cose che mi seguono da una vita. Non ho voluto dirlo alla mia vecchissima madre, per cui ero sempre in ansia che scoprisse la cosa e mi morisse lì (o facesse morire me, con le raccomandazioni),e poi a casa erano rimasti mia figlia col nipotino di pochi mesi, il suo compagno, i gatti. Alla fine sono tornata indietro, per i soldi e per mia figlia, perchè sinchè non saranno autonomi i soldi non saranno sufficienti per permettermi di essere libera.
    In ogni caso, ho provato, e provo, quel che dice anonimo al commento 1... e ho nostalgia comunque del mio tempo, ero io a decidere, e ora sono tornata nel puzzle, e mi sento di nuovo soffocare.
    Mio marito è una specie di essere autistico, col quale non riesco più a interagire, da tempo, e mi crea uno stato d'ansia perpetuo. Ma allo stesso tempo mi spiace, perchè io bene male mi sono rifatta un'altro mondo, e mi ci muovo benissimo senza di lui. Ma sono stanca morta di questa situazione a mezzo...
    Credo di essere stata un po' confusa,ma il discorso è ben complesso.

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  8. Per dire solo che comunque mi dispiace per la sofferenza che comunque provi e che ci sono.
    spighetta Linda

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  9. Benvenuta tra noi.

    Ma ora che l'hai reso pubblico avrai la fila dei pretendenti davanti alla porta..

    :-)

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  10. @ Mare: uhh, non credo proprio :DD @tiptop: è come dici, si vorrebbe sempre risolvere tutto, ma a volte non si può farlo per tutti, bisogna scegliere. In fondo se siamo adulti siamo sempre soli. E' il prezzo della maturità, la perdita dell'illusione d'essere figli di qualcuno che comunque continua a pensare a noi. E a proteggerci. E ad accudirci. E tutto il resto e il resto e il resto e il resto.
    Ma noi che non siamo i figli,l noi che siamo le madri, noi restiamo sole.

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