sabato 18 dicembre 2010

Filippo su FB

Anche l'amico mio Ottonieri, quello dell'Incompetente, come Nadia Cartocci è su Feisbuc, ma lui vale la pena di leggerlo, anche lì. 
Dovete sapere che un comune giovane amico s'è trovato massacrato di botte a Roma, mentre manifestava. 

Manifestava, sì! Sarebbe come a dice che camminava per strada insieme ad altre decine di migliaia di studenti e professori per dire: non mi piace quello che state facendo. Manifestava il proprio pensiero. Dice qualcuno, ma quando vedeva la gente coi caschi doveva capire che si metteva male e rintanarsi a casa. Uh, sì, infatti, ricordo bene come funziona.

Diceva mio nonno che quando loro scendevano in strada vestiti di nero, menavano duro perché la gente imparasse a rintanarsene in casa e lasciare a loro le piazze, le strade, le città e le campagne.Menavano duro perché la gente riconoscesse di non avere il diritto neppure di uscire, se non quando loro lo concedevano. Per questo menavano. Non per fare del male, diceva lui. E lui non dava neppure pugni, diceva, perché lui era un signore ed usava solo dare schiaffoni. Lo schiaffo è più umiliante, diceva, con lo schiaffo o con la bastonata arrivano due messaggi: il primo è che io sono più forte di te, il secondo è che tu sei un villano o addirittura un somaro e come un villano e un somaro ti meno, non come un mio pari.

Questo per dare un contesto storico ed insieme domestico e vissuto alla definizione "fascista". Perché mio nonno era fascista.

Sì, lo so, che i nonni delle persone perbene erano tutti partigiani, lo so. Immagino che tra chi mi legge non ci siano nipoti e pronipoti di fascisti, ma soprattutto non ci siano pronipoti di fascisti veri. Insomma, a parte mio nonno, erano tutti fascisti per forza, si sa.

E allora leggetevi Ottonieri, pensando a mio nonno, e al giovane amico romano, giovanilmente convinto di avere non solo la libertà di pensiero, ma anche quella di manifestarlo, parlando, vivendo, camminando per strada.

Ah, io in qualcosa mi dissocio da Ottonieri, attenzione:  se sono in un campo di nudisti io i vestiti me li levo. Per via che amo confondermi tra la folla, tutto qui 



Prima premessa: quando succedono cose simili, chi le commenta deve misurare le parole. Questo non vuol dire tacere, o edulcorare le proprie affermazioni:misurare significa usare parole né troppo grandi, né troppo piccole. In questo, applicherò un mio personale metro di giudizio.



 



Seconda premessa: in questo post userò spesso il termine "fascista". Sarà inteso non nel generico senso di "estremista di destra", né in senso direi "filologico". Lo userò nel senso di "fautore di uno Stato e una società totalitari, illiberali e violenti, con una ideologia di sfondo di destra". In altri contesti si potrebbe usare "stalinista", intendendo la stessa cosa con un'ideologia di sfondo di sinistra.



 



Quello che è successo a Roma non credo onestamente riguardi i Black Bloc (come qualcuno ha detto), a meno che usiamo questo termine come etichetta impropria; credo che chi ha partecipato alle manifestazioni armato, col casco, e tutto il resto, fosse italiano ed appartenesse a gruppi che io non conosco, ma che sono sicuramente criminali, antidemocratici e deficienti. In quella situazione, qualunque "ragionevole" rappresaglia diretta contro uno di questi tizi sarebbe stata per me giustificata. Io penso, tanto per dire, che Carlo Giuliani fosse appunto un criminale, antidemocratico e deficiente, e, sebbene io non creda che meritasse la pena di morte, quando si è preso una pallottola mentre cercava di sfondare una camionetta e far del male a un poliziotto, non ho versato lacrime. Ne trovo assurda e ridicola la beatificazione.



 



Ciò detto, è un fatto (per i miei parametri) documentato che la polizia a Roma non se l'è presa (prevalentemente) con questi. Se l'è presa con coloro che, manifestando, non indossavano caschi né impugnavano bastoni, ma avevano la colpa sostanziale di avversare gli stessi governanti contro i quali i criminali di cui sopra facevano mostra di compiere i propri atti violenti. Bene, molto semplicemente, chi assimila le due cose e dice con una certa malcelata soddisfazione che "gli sta bene" è un "fascista". Analogamente, ritengo che il motivo per cui accadono ricorrentemente fatti del genere è che nella polizia è diffusa e incentivata una forma mentis "fascista".



 



Chi manifesta per dissentire dal Governo (e, en passant, potremmo dire chequesto tipo di manifestazioni è uno dei pochi mezzi di pubblica protesta che sia applicabile in un Paese dove la politica è bloccata e i media sono monopolizzati dagli stessi soggetti che governano) esercita una forma di democrazia esattamente come chi pubblica un



giornale indipendente e come chi va a votare. Proprio come manganellare chi pubblica un giornale indipendente o chi va a votare per qualcuno che non sia El Conducador è "fascista", lo è manganellare chi manifesta per strada senza violare, soggettivamente, la legge. E chi manifesta non ha nessun dovere, per poter godere dei propri diritti civili, di dissociarsi da chicchessia, così come non ne ho bisogno io, visto che nessuno ha il diritto di "associarmi" ad altro che non siano i miei personali atti e parole; e non ne ha bisogno chi rappresenta partiti e posizioni politici contrari all'operato del Governo. Una simile pretesa è,ipso facto, totalitaria.



 



In questi giorni sono state espresse diverse opinioni che a mio modo di vedere sono "fasciste". Parole "fasciste" sono venute da membri del Governo e della maggioranza politica, e dai giornali che a questa maggioranza fanno riferimento. Non c'è da sorprendersi, perché tutti costoro agiscono abitualmente da "fascisti". L'idea, espressa più o meno scopertamente, che chi esprime pubblicamente una radicale contestazione al Governo è un eversore "fino a prova contraria", un criminale o fomentatore o fiancheggiatore di criminali, è paradigmaticamente "fascista" (o, a seconda dei contesti, "stalinista"). Non c'è da sorprendersi troppo, ripeto: l'Italia e' un Paese illiberale nel profondo, dove a seconda delle fasi storiche la Destra, la Sinistra, la Chiesa, fanno il possibile per negare i diritti civili che una Costituzione inopinatamente democratica afferma. L'ostilità per le libertà civili è un sentimento che si percepisce in molte espressioni di tanta gente, e nei tempi recenti è meno sotterraneo perché è stato sdoganato da un'intera parte politica, che rifiuta anche la tradizionale foglia di fico e dice apertamente che chi sale sul tetto di una scuola per protestare contro El Magnifico è un eversore.



 



Io a costoro non dico (come Bersani) "vergognatevi", come non direi "rivestitevi" a una colonia di nudisti. Dico che io i miei vestiti li tengo addosso, e non per caso: li ho scelti uno ad uno, so benissimo perché e a che cosa servono, e non mi perito di ricordare che significa non indossarli.

6 commenti:

  1. Splendidi post. Il suo e il tuo.

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  2. Caps, sei una delle voci che maggiormente ammiro e se non commento mai è per rispetto verso ciò che per me non necessita altro che pensiero.

    In questo post hai scritto ciò che io avrei voluto scrivere e, se non hai niente in contrario, mi permetterei di linkarlo dal mio piccolo, ombelicocentrico spazio.

    Cibo per i pensieri, come dicono gli inglesi. Grazie

    /graz

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  3. Obbligato.
    Però, bel tipo tuo nonno. Lucido lucido.

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  4. Condivido molte delle cose scritte in quest'ultimo post, ma trovo grave e sbagliato che si scriva "Carlo Giuliani fosse appunto un criminale, antidemocratico e deficiente".

    Io appartengo a una generazione che ha usato anche la violenza contro lo Stato, identificato semplicemente nella polizia.
    A posteriori, e con parecchi anni in più, posso riconoscere che quello era un modo rozzo di manifestare il dissenso, ma a nostra discolpa posso dire che eravamo molto giovani, e che abbiamo dovuto imparare a nostre spese come funziona il mondo.
    Rivendico anche il merito di aver contribuito a cambiare la società: prima della rivolta studentesca e operaia della fine degli anni '60 e inizio '70 la società era molto meno libera.

    Ora stiamo facendo dei passi indietro, ma se c'è una speranza essa riposa anche nei Carlo Giuliani di turno, che con rozzezza certo, ma anche con generosità provano a cambiare il mondo, in una lotta che non finirà mai.

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  5. polizia è diffusa e incentivata una forma mentis "fascista"
    su questo ti troveresti d'accordo con Giuliano Giuliani padre di Carlo,
    forse anche col padre di Federico Aldrovandi (gendarme e figlio di gendarmi)
    per tornare a Giuliano, che è una persona che vale la pena di conoscere, ti potrebbe spiegare pacatamente molte cose sui fatti che hanno portato alla morte di Carlo... si, forse è stato un po' deficiente a cadere in quella trappola, ma non confondere chi si difende con chi agredisce :-(

    armato, col casco,
    magari era solo un  servizio d'ordine, una sorta di polizia interna che decide cosa tu devi fare o non fare... solo che ha un po' esagerato, per difendere i gendarmi dal lancio di frutta e verdura un comune giovane amico s'è trovato massacrato di botte ... si, questo è decisamente un po' "fascista" quasi quasi dall'altra parte lo assumono ;- )
     

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