venerdì 5 novembre 2010

perché la comunicazione non arriva

Ehi, quelli che mi leggono spesso (qualcuno c'è) saranno stufi di sentirmi parlare di comunicazione, ma la comunicazione è alla base di tutto in medicina come in ogni altra attività umana, onanismo a parte.

ora sono qui, ad un bell'incontro in cui, fra le altre cose e all'interno di un percorso logico, si parla di responsabilità professionale del medico.
ma questo è marginale, anche la bravura del relatore e la chiarezza e interesse dell'esposizione è marginale.
Quello di cui vorrei parlare è il percorso logico e la comunicazione che dovrebbe veicolare.
Su una paltea di una trentina di medici, ce ne sono almeno una mezza dozzina, ma forse di più, a cui la comunicazione non arriva.

Ora sono qui e mi chiedo perché.
la comunicazione è chiara. Le cose che vengono dette sono evidenti. Ma le conseguenze sarebbero troppo dolorose per l'ego di alcuni colleghi. Così, semplicemente, si frappone un ostacolo insormontabile e la comunicazione non arriva.
Ecco, non escludo che il clima politico attuale stia aggiungendo la sua negativa influenza, ma la cosa che mi preme sottolineare è questa: la comunicazione irricevibile, cioè quella troppo dolorosa per essere accettata, non riguarda solo i pazienti messi difronte ad una cattiva notizia, riguarda anche noi medici, riguarda tutti.
Viene poco studiato, questo meccanismo. Troppo poco. 
Se non comprendiamo abbastanza bene uesto meccanismo è inutile che poi stiamo a parlare di consenso informato.

E' un discorso che mi piacerebbe essere abbastanza brava da riprendere e ampliare. intanto possiamo pensarci tutti un po'.
Saluti romani da Caps

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