lunedì 1 novembre 2010

La bellezza

La bellezza non è dunque un ornamento. E' una forma di salvezza e insieme una categoria morale. E' il sintomo, o forse, più precisamente, il farsi visibile e concreto del bene morale. (...) l'ingiustizia, il comportamento immorale, il male sono sempre, anche, violazioni di un codice profondo di bellezza. I contrari di bellezza sono, quasi sempre, parole che pertengono alla sfera etica quanto alla sfera estetica-. bruttezza, orrore, grossolanità, sgradevolezza, sconcezza; soprattutto il concetto vasto, e applicabile a molti campi dell'agire umano, di squallore.


Ecco, se volete continuare a leggere, si tratta di "La manomissione delle parole" di Gianrico Carofiglio, Edito da Rizzoli




3 commenti:

  1. O forse è a rovescio? Che sia il bene morale semplicemente un'espressione della bellezza?
    Quando mi resi conto che non credevo davvero in un premio extraterreno o nel giudizio di un essere superiore, abbandonai la religione ma non l'abito mentale, instillato soprattutto da mio padre, di un certo altruismo.
    A chi mi chiede, per esempio, perché dono sangue se non per motivi religiosi, rispondo proprio: "per un motivo estetico; trovo molto brutto che qualcuno muoia per mancanza di sangue".
    Ma forse qui non valgono nessi causali, e uovo e gallina in fondo coincidono.

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  2. Come forse hai visto altrove, ho letto anch'io quel libro, merita.
    Fa parte di quella categoria di riaffermazioni dell'ovvio che, hic et nunc, sono rivoluzionarie. Tristemente, rivoluzionarie.

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  3. @ max: la pretesa che la religione sia l'unica fonte del vero e del bene mi pare gravemente presuntuosa e profondamente falsa; come se l'onestà, la lealtà, la ricerca del vero, del giusto e del bello non fossero anche e soprattutto virtù laiche! del resto sai come la penso sull'argomento :-) @ filippo: infatti ho visto che condividiamo anche questo piccolo libro. E' molto triste che citare classici della letteratura e della filosofia debba essere rivoluzionario,; un vecchio libro che ho riletto di recente su suggerimento dell'anobiano Zardoz, un libro terribile e doloroso per quanto mi riguarda, è pure esso di una attualità molto triste: 1984. Se riguardi il pezzetto sull' "ora d'odio" troverai che la descrizione del grande nemico sembra il ritratto di Gianfranco Fini fatto da Emilio Fede. 

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