domenica 1 agosto 2010

settimane sottotono

da parecchie settimane scrivo sottotono, senza garbo nè contenuto.on ho desiderio di raccontare, benché abbia molte cose che meriterebbero di essere dette, diffuse, conosciute.


 Ci sarebbe da raccontare della gente maleducata.


Io l'ho detto molte volte, lo dico sempre, ho la fortuna di avere dei pazienti che sono gente educata, onesta, corretta, un migliaio di bravissime persone, io ho un culo spaventoso in questo, e così a volte mi dimentico del panorama usuale che offre l'umanità. Poi succede che un mio vecchio paziente finisce in una struttura e che io mi ritrovo ad avere a che fare coi suoi parenti, che non sono miei pazienti, e li trovo disgustosamente maleducati, prepotenti, stronzi, e un giorno dopo l'altro ad ogni contatto mi scopro a trattarli male, e funziona, sapete? gli stronzi vano trattati male, subito fanno un passo indietro. Ma se fossero miei pazienti credo che cambierebbero medico. Non importa, io sono in queste cose un po' come ziacris, una rompiballe davvero mostruosa, e la pago, va bene, se non lo fossi avrei millecinquecento pazienti e dopo i primi settecento il resto è tutto guadagno, perché le spese rimangono uguali, le spese di gestione dello studio, gli impiegati, i sostituti, noi siamo pagati a paziente. La pago, ma rompiballe sono e rimango. In compenso, se uno riesce a sopportarmi, c'è che lavoro piuttosto bene.


Comunque nel caso specifico sono stata secca secca col collega che mandava avanti e indietro i parenti del paziente, gli ho detto se hai bisogno di qualcosa, invece di farli girare tanto, perché non mi chiami? e lui ha detto ma io sai non avevo questo numero, è un cellulare, certamente privato, e io gli ho risposto è il cellulare di lavoro, è pubblico, registrato presso l'azienda usl, viene dato ad ogni paziente quando mi sceglie, rischi solo che ti risponda il mio impiegato ( a volte mentre visito lascio il tel all'impiegata, che risponde al mio posto, altrimenti non riesco a visitare). E lui ha risposto, eh, ma, io sono un ospedaliero, queste cose non le so.


Così, succede così che una povera donna ottiene il paradiso, credo. Tacendo in questi casi qui.


 Lui è un ospedaliero e queste cose di aziende usl, medici di famiglia, orari, telefoni, scelte, lui non le sa, e forse crede di non essere tenuto a saperle, mentre io, che ospedaliera non sono, devo conoscere le loro gerarchie, i loro orari, sapere chi è il primario di chi e di dove e a quali orari e condizioni li si può contattare in reparto. Ecco.


Non è mica maleducato, il collega. Non lo è, è solo stronzetto e spocchioso.


Uno di voi, anzi parecchi di voi mi fanno spesso notare come alcuni miei colleghi siano spocchiosi. Io sempre cerco di giustificarli, e il burnout di qui, e lo stress di là, e il troppo lavoro, ma un po' di spocchia ce l'hanno, non c'è che dire.


Mi batto il petto. Cenere sul capo. Pure io, per dire, tante volte un po' di spocchia ce l'ho.


Buon agosto, e andatevene al mare, se potete, con i figli o con i vecchi o con gli amanti, o con qualcuno che vi vuole bene.

5 commenti:

  1. mammaoggilavora1 agosto 2010 18:54


    ed e' il tuo essere rompiballe e integra che ti rende irresistibile, per lo meno nei tuoi racconti, grazie.

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  2. Lei sa benissimo che la spocchia dei medici, o quello che appare tale, è spesso una "corazza difensiva".

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  3. per favore, anonimo, non facciamo a non capirci. E' una vita che difendo i colleghi, la corazza difensiva di qua, il burn out di là, eccetera. Adesso parliamoci chiaro, eh? Quando si hanno dei problemi con la morte e il lutto si va da un collega psichiatra e li si affronta. Quando si hanno dei problemi di rapporto con la propria professione, idem si va da un collega psichiatra, si investono dei denari e li si affronta. Quando si hanno dei problemi come sopra e INVECE DI AFFRONTARLI NEL MODO CHE CONSIGLIEREMMO AD UN PAZIENTE ce li si nasconde, e si racconta a se stessi che è legittimo averci una corazza difensiva e farne pagare lo scotto ai pazienti e ai colleghi ALLORA  SI SBAGLIA, OK??? E siccome poi siamo tutti noi medici che ci rimettiamo nella stima della gente a causa di ciò, mi posso pure incazzare perché ci faccio mala figura, in quanto medico e collega, pure io. E aggiungo che forse il 90% del contenzioso medico paziente per responsabilità civile professionale è DOVUTO AD UNA CARENZA NEL RAPPORTO MEDICO PAZIENTE E MASSIMAMENTE ALLA CARENZA DI INFORMAZIONE, ALL' INCAPACITA' DI RELAZIONARSI CORRETTAMENTE E PER DIRLA NELLE PAROLE POVERE E ALLA BUONA CHE SI USANO IN QUESTO BLOG, ALLA SPOCCHIA. Noi non possiamo più tacerci che è responsabilità dell'intera categoria professionale ricreare un rapporto di fiducia coi pazienti; faccio rilevare ancora che tale rapporto di fiducia, mentre è ancora buono e solido con noialtri medici di famiglia, si va deteriorando giorno per giorno con gli specialisti e massimamente con gli ospedalieri. Vogliamo parlarne apertamente? vogliamo parlarne senza nasconderci dietro a un dito? Anonimo, se l'è letto il sottotitolo di questo blog? se lo rilegga, prego.

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  4. Non sono l'anonimo di sopra.
    Passo di qui una volta all'anno, commento e cavolo mi dimentico di ripassare. 
    Una volta in un commento dissi una cosa simile a quella espresssa da te ora e mi facesti pelo e contropelo. 

    Buone ferie.

    P.S. Mandami tranquillamente a fare la calza in Tibet, ripasserò nell'autunno 2011.

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  5. e avevi ragione e io avevo torto

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