mercoledì 28 luglio 2010

dolore pelvico

un povero MMG a volte deve andare girando per consulenti per scoprire perché e percome nessuno gli cura i pazienti.
Insomma, alla fine oltre la terapia che ho messo io nessuno è andato, si sono stretti nelle spalle ed hanno consigliato un pellegrinaggio estero, ma la cosa mi fa rabbia, perché la mia è una terapia sintomatica, palliativa, e solo ala lunga forse "curativa" e mi ruga tanto lasciare senza risposta la mia personale curiosità. Lo so, lo so, direte chi se ne frega della tua personale curiosità, non dovresti aspirare al bene del paziente?
Uh, ma io ve l'ho detto mille volte che non sono buona, che non occorre essere buoni per essere un buon medico, basta essere patologicamente curiosi. A me le domande senza risposta mettono prurito ai neuroni. Il fatto che questo vada a vantaggio anche del paziente ne fa la cosa migliore, infatti il mio impegno è indipendente dal fatto che il paziente sia buono, cattivo, giovane, vecchio, simpatico o antipatico, e in certa misura anche dall'entità del mio guadagno economico.
Io non resisto ad una domanda senza risposta. Così oggi ho lungamente spremuto uno dei migliori consulenti della regione e gli ho estirpato tutte le notizie possibili, compresa la sua personale opinione.
Le notizie non sono soddisfacenti. Ma probabilmente la cura che ho intrapreso è la più efficace in assoluto. Stando così le cose credo che sconsiglierò il "viaggio della disperanza" a Ginevra per consultare specialisti a pagamento che probabilmente non ne sanno molto di più.
Se deve tentare dei blocchi anestetici selettivi su tronchi nervosi, tanto vale che lo faccia qui, con la mutua, da uno specialista non solo competente ma anche onesto.
Per chi fosse curioso, i dolori pelvici non sempre sono dovuti a endometriosi, a volte sono di natura ignota, legati a non meglio identificate infiammazioni dei tessuti nervosi periferici, e quindi la domanda "perché" non ha ancora risposta.
Come ho scritto qualche post fa, la medicina, come tutte le altre scienze, é ancora "da fare"

12 commenti:

  1. Vengono evocati, questi dolori, dalla palpazione profonda?
    O sono soltanto riferiti dalla paziente?
    Vaginismo?

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  2. se si vuole proporre per una consulenza, siamo aperti a tutto. 

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  3. Mannò, quale consulenza?
    Non sono così presuntuoso.
    D'altro canto, considero paradossale che qualcuno si rechi a Ginevra per una consulenza simile.
    Per quanto mi risulta il capitolo "dolore pelvico" è vastissimo.
    Potrei conoscere l'età della sua paziente e la terapia in corso?

    Patologie concomitanti?
    La paziente ha figli?
    E' sposata?
    Saluti.
    Celacanto.
     

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  4. Non volevo apparire troppo intrusivo.
    Lasciamo perdere le comunicazioni personali e rispettiamo l'anonimato della paziente.
    Intervenivo per scambiare quattro chiacchiere, nulla di più.
    Mi pare, dunque, che si sia esplorato l'esplorabile, per quanto attiene ad una etiologia organica.
    Rimane, per quanto ci si trovi nel campo dell'opinabile, una etiopatogenesi, diciamo, per intendersi, "funzionale".
    Se la paziente non ha tratto giovamento dai comuni analgesici:FANS, paracetamolo-codeidina, tramadolo.
    Se, dicevo, questi farmaci non fossero stati efficaci, le ipotesi sono sostanzialmente due.
    1)Dolore neuropatico di natura imprecisata ( potrebbe trattarsi d'equivalente epilettico in cui il dolore fosse l'espressione fondamentale).
    2)Dolore "nevrotico"( lo scrivo con molte parentesi).


    Nel primo caso so potrebbe tentare un farmaco del tipo :tegretol (per analogia col la nevralgia trigeminale) od altro altro anticomiziale( stabilizzatore di membrana) come il depakin ( a posologie lentamente crescenti).
    Nel secondo, ex adiuvantibus, non disdegnerei un triciclico, amitriptilina ad es. Seguendo con molta attenzione l'evoluzione e sostenendo la paziente con colloqui ravvicinati.
    Lei è una persona scrupolosa e, anche se mi ha ripreso a proposito della "corazza difensiva, stimabile.
    Cordialità.
    Celacanto. 

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  5. stiamo provando con pregabalin e amitriptilina nell'ipotesi di un dolore neuropatico innescato da una endometriosi di per sè inattiva ma protrattasi a lungo, nel contempo fentanyl come analgesico; i risultati sono stati accettabili, ora cerchiamo di levare il fentanyl e vedere se pregabalin e amitriptilina da soli mantengono il risultato, ma una quota di dolore permane comunque. Lei sa bene che ci sono casi difficili, di tanto in tanto. In questo blog non parlo della parte, per così dire, tecnica del lavoro del medico, anche se certo è quella che mi compete in primis, parlo invece di cosa vuol dire questo lavoro per me e cosa vuol dire la malattia per i miei pazienti. Siamo persone che si incontrano. Ci sono miei pazienti tra i lettori del blog; non mi disturba sapere che conoscono le mie debolezze, spocchia compresa, e i miei dubbi, nè sapere quanto io li stimi. Ho portato l'eperienza di questo blog ad un congresso, tre anni fa, e, mi creda, nessuno ha capito di cosa parlassi. Erano focalizzati sull'informazione medica, sulla correttezza scientifica delle informazioni che si ooffrono, su come garantirla eccetera eccetera. Nessuno dei colleghi è riuscito a capire che ci può essere un modo umano di offrirsi e mettersi in gioco. Se con Francesco Campione distinguiamo un modo biologico, uno personale ed uno umano di affrontare ogni cosa, tra i medici predomina il biologico e, ohimè, è rarissimo l'umano.

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  6. Daccordo su tutto.
    Saluti.
    Celacanto

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  7. ho letto i post lasciati dal medico e penso che la signora sua paziente sia davvero fortunata. quasi un anno fa sono stata operata  per una cisti endometriosica all'ovaio e da allora mi si è scatenato un dolore pelvico che non mi consente più di avere una vita normale. il medico che mi ha operata dice che non sa che fare, non mi ha fatto nessun controllo se non un'eco transvaginale. ho dovuto rivolgermi a numerosi medici e molti di essi dicono che il dolore pelvico cronico è un dolore con il quale ci si convive. io ho insistito nonostante  parlassero di psicologo, nessuno però se non un bravo urologo , dopo mesi di sofferenze si è soffermato sul mio caso. l'urologo mi ha fatto fare una semplice urinocultura con metodo PCR risultato: michoplasma hominis. dico ci voleva tanto? adesso i dolori ai reni sono passati, sto finalmente risentendo lo stimolo di urinare, che nel frattempo era scomparso, ma il dolore all'altezza delle ovaie permane, nonostante enantone da 6 mesi. mi piacerebbe che un medico si soffermasse sul mio caso e mi aiutasse. così anch'io farò un viaggio della speranza. penso che i medici dovrebbero soffermarsi di più e fare delle ipotesi, provare e non lasciare soffrire così la gente. ecco che leggere le righe lasciate dal medico preoccupato per la sua paziente mi ha fatto sperare che anch'io possa trovare un medico che prima di essere tale sia anche un essere umano. grazie

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  8. gentili dottori, sono intervenuta ieri lasciando il mio post dove racconto in breve il mio dolore cronico. stamane vorrei lasciare un altro post nella speranza che qualcuno di voi lo legga e mi possa dare qualche consiglio. vi racconto in breve la mia esperienza. circa un anno fa inizio ad avvertire un mal di pancia strano, che dura circa un mese con diarrea mattutina. mi dicono si tratti di colon irritabile. dopo un mese la diarrea passa, ma avverto un fastidio in fossa iliaca sinistra, persistante notte e giorno. contatto il ginecologo, in quanto so di avere una cisti all'ovaio destro. so dia averla da anni ma non mi ha dato mai disturbi. il ginecologo dice che bisogna toglierla e che i fastidi passeranno. nel frattempo troviamo una candida, che però non viene presa in considerazione. così mi operano ad ottobre e da lì inizia il mio calvario. da subito avverto dolori al basso ventre e ai reni, ma tutti mi dicono che devo stare tranquilla che dopo l'intervento è normale avere dolori e che mi passeranno. io aspetto il primo mese, contorcendomi nel letto, il secondo mese uguale, il mio gine dice che non capisce come mai, non fa alcun controllo e convince i miei ad andare dallo psicologo ( voglio precisare che fino ad un anno fa ero una persona sanissima che non ha mai fatto uso di farmaci e avevo una vita normale, un lavoro e tanti amici, adesso non ho più niente di tutto ciò visto che riesco a stare in ppiedi per poche ore e il dolore non mi passa mai). il psicologo dice che sono sanissima e invita a consultare un bravo medico che possa capire cosa stia succedendo. dopo varie peregrinazioni da ginecologi che dopo un'ecografia dicevano che non c'era niente, e l'umiliazione crescente di non essere creduta e il dolore che aumenta, faccio vari controlli in un ospedale. qui i medici cercano ancora l'endometriosi, perchè la cisti tolta era endometriosica. di endometriosi nemmeno l'ombra. nel frattempo sono imbottita di voltaren, contramal, ossicodone, divento stitica e non avverto più lo stimolo dell'urina. inoltre ho bruciori tremendi. tengo il ghiaccio sul basso ventre e , quel pò che riesco a chidere occhio,dormo con panni bagnati tra le gambe. mi sottopongono ad enantone, tuttora non ho il ciclo ma i dolori non passano. da risonanza effettuate emerge spiccato varicocele pelvico, ma nessuno gli da importanza. ora non so che fare. il ginecologo dice che a questo punto non dovrebbe trattarsi di endo ma non mi da altro via da seguire e io non so più cosa fare. non ho più una vita e a questo punto ammetto che sto per sfiorare la depressione. stavolta davvero dopo un anno di dolore, per il quale nessuno sà dove inviarmi. vi prego se qualcuno di voi possa darmi qualche consiglio o consigliarmi dove andare io gli sarei grata. il mio dolore è inguinale, bilaterale, costante, che aumenta se sto troppo in piedi. sembra come se avessi due fuochi lateralmente all'altezza delle ovaie, come se avessi qulcosa dentro che ingombra. scusate ancora, ma quando ho letto il post del medico che cercava di aiutare la sua paziente, ho pianto, perchè nonstante io cerchi di farmi forza e di non lasciarmi abbattere, ho incontrato medici che ti guardano strano e ti dicono di farti una vacanza,  ti mettono contro la famiglia che rimane basita e non sa a chi credere mentre i dolori ti massacrano .
    penso alla mia vita primo di tutto questo e mi convingo di sperare ancora che possa tornare, nonostante sto perdendo la speranza di star bene e penso sia ingiusto soffrire così e non poter far nulla. scusate lo sfogo.

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  9. cara anonima, se mi scrive in privato e mi dice in che zona risiede, solo questo, posso provare ad inviarle qualche indirizzo di colleghi qualificati e scrupolosi, sempre che viva in una zona dove ho conoscenze utili. sono casi difficili, ma un buon palliativista o uno specialista in terapia del dolore possono aiutarla. cordiali saluti. P.S. per scrivere in privato bisogna andare sulla homepage di splinder, registrarsi anche con un nickname che consente di restare anonimi, indi dalla propria homepage di utente registrato di invia un messaggio privato a capsicum chiocciola splinder punto com. Grazie.

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  10. Gentle dott.sa, come sopra scritto, l'ho contattata mandando una mail privata. spero le sia arrivata, mi è venuto qualche dubbio, perchè non sono molto brava nell'aprire account e iscrivermi a siti internet. confido nella sua risposta. se non le arrivato nulla, può per favore lasciare un messaggio qui, e cercherò nuovamente di inviarle una ,mail.? grazie

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  11. caro cactus felice, ho cancellato il tuo commento percfhé non sono del parere di saprgere indirizzi medici come se fossero pubblicità di dentifrici. Conosco il centro che nomini, ma ti assicuro che ci sono centri altrettanto buoni molto più vicino. E ila mia paziente è stata operata e trattata appunto in italia, con risultati, al momento, molto buoni. Anche altre mie pazienti sonos tate operate e seguite in italia, nella mia città, molto bene dal punto di vista ginecologico e della terapia del dolore. Non amo i viaggi della speranza, sono più spesso dannosi che utili, preferisco l'ìinformazione e la crescita delle realtà nostre. Comunque il centro  di cui parli è buono. ma, in Svizzera? sei sicuro che sia "la cosa giusta" da auspicare? Ci rassegnamo così?

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  12. Di principio posso anche essere d'accordo, tuttavia sono perplesso dal contesto.
    Potendo scegliere se farsi operare in un centro di eccellenza, specializzato nel trattamento di quella patologia, tanto da aver fondato una scuola che insegna agli altri medici l'esposizione dei nervi pelvici e l'operazione, che ha all'attivo circa duecento interventi di quel tipo, ma in Svizzera, oppure esser fedeli alla causa e all'onore nazionale, e mettersi nelle mani di un medico inesperto, che nella migliore delle ipotesi si sta ancora formando - nessuna infamia in questo, anzi - e nella peggiore non sa cosa sta facendo, tu che faresti?
    All'ultima riunione dell'APE vi erano due ragazze che hanno perso l'uso della vescica una, e della gamba l'altra, perché operate in Italia - in centri di eccellenza, non faccio nomi in pubblico. Puoi biasimare qualcuno che eviti come la peste l'italianissimo SSN?
    Siamo sicuri che invece sia la cosa giusta suggerire la crescita e l'informazione delle nostre realtà a spese dei pazienti?
     

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