martedì 8 giugno 2010

non sempre si può

in questi giorni diverse situazioni mi hanno portato a spiegare a diverse persone perché e percome non sempre si possa rispodere ad una domanda o risolvere un problema.



Il primo caso riguarda una signora, il cui marito è morto qualche mese fa e, nonostante l'autopsia, nessuno dei periti, neppure quello nominato dalla stessa signora, ha saputo dire perché. La signora è rimasta sconvolta dal fatto che in molti casi il meccanismo della morte sdia chiaro,  ma il motivo per cui si sia innescato non si conosca. Eppure ancora tante malattie sono "idiopatiche", cioè dovute ad una causa sconosciuta. Prendete il cancro al polmone. Tutti vi sarete sentiti dire la mia parente/il mio parente è morto col cancro al polmone e non ha mai fumato una sigaretta in vita sua. E' vero. Certamente la stragrande maggioranza delle neoplasie polmonari è dovuta al fumo, ma non tutte: alcune non si sa perchè.


Prendete la Miastenia. Una percentuale, minoritaria,k di casi è dovuta ad una neoplasia del timo, ma gli altri? Non si sa.


Prendete l'artrite reumatoide: sappiamo come si produce, quali sono i meccanismi autoimmuni che la cartatterizzano, ma perché si inneschino, questo non lo sapppiamo, nè abbiamo modo di prevederli o prevenirli. Prendete le malattie infiammatorie croniche intestinali: sappiamo un sacco di cose su di esse, ma il motivo per cui compaiono in Tizio piuttosto che in Caio e oggi piuttosto che fra cinque anni, no, non lo sappiamo.


La signora ha detto: non potevo rederci che oggi la medicina non sapesse tutto, non potevo crederci quando me l'hanno detto e ora che lei me lo conferma sono sbalordita.


Signora, le ho rispostyo, se la medicina fosse già tutta scoperta, nessuno di noi morirebbe mai o si ammalerebbe mai, si rende conto? La medicina è ancora quasi tutta da fare, quasi tutta da scoprire.


Qualche settimana fa ho assisitito alla presentazione di un libro e uno degli intervenuti diceva la stessa cosa a proposito della matematica. La gente chiede: ricerca? ma la matematica non è già tutta fatta? Non è già tutta lì?


No, nessuna scienza umana è "già finita", nessuna scienza umana ha prodotto la compiutezza del sapere, ma come, mi chiedo, COME SI PUO' PENSARE UNA CAZZATA SIMILE?


Bene, torniamo alla medicina. Prendiamo una terapia, qualunque terapia. Prendiamo una tonsillite. Prendiamo uno dei miei figli. Ha la tonsillite. Casino. Perché è allergico all'augmentin, alle cefalosporine, a tutte le penicilline, non può prendere i chinolonici perché è piccolo, restano i macrolidi. Ok, ma mica posso dargliene spesso, perché se si allergizza anche a quelli, addio! Quindi la tonsillite di mio figlio è un casino.


Prendiamo un paziente con un dolore post traumatico. Mettiamo che igli antinfiammatori non gli facciano più effetto e mettiamo che anche piccolissime dosi di oppiacei, a partire dalla morfina, gli diano effetti collaterali insopportabili. Allora, mi chiedono, ma possibile che anche usando i farmaci ad alòte dosi non si possa levare il dolore?


Ma  se NON PUOI usare il farmaco perchè non è tollerato, allora NON PUOI  curare il paziente. Allora siamo di nuovo all'età della pietra farmacologica, per quel che riguarda quel paziente lì.


Ok, sono pochi, ma mica tanto. Parliamo di un dieci per cento, forse 15% dei pazienti. Ecco: per quei pazienti spesso non si può risolvere il problema. Si cercano altri approcci, la terapia fisica, per esempio, ma non si tratta di approcci di scarso impegno. Prendere una pillola, ci vogliono trenta secondi e un goccio d'acqua. Fare una riabilitazione fisica come si deve ci vogliono almeno, dico almeno, tre mesi di sedute bi o trisettimanali da due ore e mezza ciascuna.


Il cosdto economico è una cazzata, rispetto al costo in impegno e soprattutto in sofferenza. POerchè le prime sedute sono dolorose.


Io sno una personcina fatta come una casa di mattoni, solida e che non si romep mai, ma anni fa mi sono fatta una piccola frattura ad una caviglia. Robetta, ma avevo sempre male nel fare le scale e non correvo più. Ebbene, le prime quattro o cinque sedute di terapia mi sarei messa a strillare durante il massaggio. Un male cane. Ed era solo una banalissima caviglia.


Sofferenza, impegno, direte voi, ma almeno il risultato è garantito, no?


Eh, no. No. Le garanzie non ci sono, in medicna.


Si garantisce di fare tutto ilk possibile, senza negligenze4 e cercando di lavorare ai livelli migliori oggi conosciuti, ma altre garanzie non ce ne sono. I magistrati pretenderebbero che si desse garanzia del risultato, ma è VERAMENTE UNA IDIOZIA. La garanzia del risultato in medicina non c'è, perché lavoriamo sull'essere umano, la struttura forse più copmplessa del creato a noi noto, e non la conosciamo perfettamente e non la controlliamo perfettamente e spesso, molto spesso, la sua imprevedibilità (e anche la sua fragilità) ha la meglio sui nostri sforzi.


Ecco, non sempre si può. Alla fine il medico perde sempre, vince la morte, vince la vecchiaia, vince la malattia. Tutto quel che possiamo fare è del nostro meglio, medici e pazienti, e sperare di migliorare ancora. Perché la medicina, come le altre scienze, è ancora "da fare".

8 commenti:


  1. solo che non è una gara, è la vita...

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  2. No, cara, non è una gara, mi spiace: è una guerra. E' LA GUERRA. 

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  3. Quella a cui un medico è tenuto legalmente è una prestazione di mezzi, non di fini.
    Cioè sei tenuto ad applicare le tecniche mediche note in quel momento storico, al meglio, non a guarire un paziente (il fine) il che potrebbe essere impossibile dato lo stato dell'arte.
    La quale ultima ovviamente progredisce nel tempo con il progreddire delle conoscenze, come in ogni campo dell'attività umana.

    Quello che invece non va bene è che ci siano presidi sanitari retti da imbecilli fancazzisti. E questo è esperienza personale, ma anche di molte persone.
    Somari matricolati che vanno in giro per le corsie degli ospedali sculettando senza sapere un cazzo di quello che fanno. Pacchi raccomandati, braccia strappate alla vanga, direi io.

    Si dirà che questa è una questione che riguarda un po' tutte le professioni, e questo è sicuramente vero in un paese scombinato come il nostro.
    Ma quella del medico è una professione particolare e in quanto tale ben pagata.
    Si dovrebbe impedirne l'accesso agli imbecilli e a quelli che non hanno voglia di far niente.
    Ma come si fa? Forse il problema è più generale, e attiene più alla politica e ai livelli di coscienza del paese più che alla medicina.

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  4. Ah, liberatorio! Come conosco il "passo da medico in corsia": falcata ampia, bacino protruso, espressione da dio in terra.

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  5. Uno di questi sculettanti ricevette mio padre che camminava, parlava per quanto tre ictus gli consentivano, ricoverato per degli accessi di tachicardia parossistica.
    Me lo restituì una settimana dopo senza tachicardia parossistica, ma incapace di parlare e di sollevare il capo dal cuscino; fin qui tutto accettabile, la vita è così. Quella che non accetto è la soddisfazione con cui Pomponius Medicus mi annunciava di aver sconfitto il problema cardiaco!
    Mio padre morì pochi giorni dopo in condizioni pietose. Certo, senza Sculetto sarebbe morto forse giorni prima, ma in modo più dignitoso. E' quella che chiamo "cacotanasia".

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  6. Caps, il tuo collega Pomponius senz'altro era specializzatissimo! Dopo la sua terapia l'elettrocardiogramma era pulito che più pulito non si può. Ma che vada affanculo!!

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  7. ...A proposito di vecchiaia e morte che vincono sempre....Mi viene in mente la frase del premio Nobel per la Medicina Drauzio Varella, (che non oso citare testualmente) secondo il quale nel mondo si spende 5 volte di più per i medicinali che aiutano l'impotenza dei maschi o per il silicone delle femmine, anzichè investire sulla guarigione dell'Alzheimer...
    Saremo anche condannati in ogni caso a morte, però...

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  8. Ciao, prrof! Sentivo la tua mancanza!
    Comunque credo che delle favole ce ne raccontiamo anche senza accorgercene...

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