sabato 29 maggio 2010

LA RETE MI SEMBRA VUOTA

Giro e rigiro e la rete mi sembra vuota, le maglie strappate, i nodi smarriti, i percorsi senza meta. giro per la rete che da tanti anni percorro con elggerezza, con curiosità, e mi pare tutto inconsistente, troppo diafano.


Forse è il momento, forse è la mia personale insoddisfazione, forse l'avidità ci concretezza.....


...ma la rete mi pare una tela di ragno, pronta ad arricciarsi e raggrinzirsi in un solo istante, col primo colpo di vento.


Ah, homo natus de muliere brevis vivens tempore, repletur multis miseriis, quasi flos egreditur et conteritur, et fugit velut umbra et numquam in eodem statu permanet.


Numquam in eodem statu permanet.


Varrà nelle deu direzioni, si spera. Speriamo, quindi.


6 commenti:

  1. Memento audere semper :-)

    RispondiElimina
  2. boh, non mi pare in tema; va bene osare, che un po' di coraggio, ma che c'entra l'egotismo ciceroniano con le mie lagnanze depressive? se io badassi solo ai cavoli miei, ricompresa in me stessa, nella ricetta ciceroniana della felicità, forse sarei molto meno depressa, ma non sarei io. A meno che io mi sia scordata del tutto il mio latino e non abbia capito i riferimenti, nel qual caso spiegate pure, spiegate.

    RispondiElimina
  3. Positività, suvvia!

    RispondiElimina
  4. Due direzioni? Come se ci fossero solo due stati possibili...

    Gli stati possibili si creano mentre viviamo, e quelli lasciati sono ormai impossibili. E ad impossibilia nemo tenetur, ossia nessuno può aggrapparsi alle cose impossibili ;-)

    RispondiElimina
  5. Ottonieri, amico mio, va bene. Hai ragione. E pure tu, Max. Pensavo in quel momento (lo so che sono strana, non me lo ripetete) ad un grafico su un piano, e al mio livello timico che sale o scende. Uh, non c'entra, ma stamattina guardavo un meraviglioso grafico con un algoritmo diagnostico e il corrispondente terapeutico. Gli ingegneri che si occupano di medicina fanno cose affascinanti. Ecco, sono già tornata un po' più allegra....

    RispondiElimina
  6. Sempre identica a se stessa, sempre più svincolata dalla realtà.. pensavo di essere io.

    RispondiElimina