mercoledì 5 maggio 2010

ho rotto il ghiaccio

Ebbene, ho avuto i miei motivi per stare lontana dal blog per tutto questo tempo.
Credo di essere finalmente venuta a patti con la consapevolezza di essere osservata in maniera non disinteressata.
stare in rete è un'attività molto interessante e fino a qualche mese fa non mi ero mia sentita pressata dall'attenzione di nessuno dei miei compagni di navigazione. Poi è accaduto invece il contrario.
in parte la persona in questione va scusata perché non conosce nè comprende la blogosfera. Non è vero che noi qui si sia semplicemente in pubblico. Siamo in un pubblico "reciproco"
La maggior parte dei lettori sono anche bloggers, vi è uno scambio, una relazione almeno bidirezionale. la blogosfera è una vera comunità.
Se capita, come è accaduto a me, che un utente diventi tale solo per osservare un blogger, ecco, questo sguardo è necessariamente "diverso". Non è reciproco. Non paga in nessun modo il debito di ascolto che contrae.
Questo mi ha messo molto a disagio per parecchio tempo, al punto che non sono riuscita a scrivere.
Dovevo digerire il problema e trovare una soluzione.
Ecco la soluzione.
Non appartengo a chi mi legge. Non ha nessuna importanza con quanta assiduità o con quanta intenzione mi si legga, io non appartengo a qualcuno solo perché questo qualcuno si prende la briga di leggermi. Ma appartengo, per esempio, in qualche modo a ziacris, a epi, a mare, a ottonieri, a giorgi, e insomma non mi fate fare il lungo elenco delle persone che leggo e a cui sono debitrice di qualcosa. Non dimentico nessuno dentro di me, credetemi, solo siete troppi per un solo post.
Appartengo a loro non perché mi leggono, ma perché mi restituiscono, di tasca loro, qualcosa attraverso la rete.
Una volta, quando ero giovane, mi trovai senza denaro. Non mi accadde una sola volta, ma io ricordo molto bene quella volta lì. In quella occasione un tale, di cui non ho mai conosciuto il nome, mi diede diecimila lire. Io avevo una ventina d'anni e lui forse una cinquantina. Volevo il suo indirizzo per restituirgli il prestito, ma non l'ho avuto. Mi disse invece che ero molto giovane e che certamente negli anni a venire avrei avuto modo di restituire le diecimila lire o una parte di esse, secondo le mie possibilità, a qualcuno che ne avesse bisogno, a nome suo.
L'ho fatto un certo numero di volte, l'ultima pochi giorni fa, non per generosità o per altruismo, ma per correttezza: i prestiti si restituiscono.
La stessa cosa accade in rete: si restituisce.
Chi non comprende questo è fuori dai miei interessi.
Scusatemi per la lunga assenza. Un abbraccio. Capsicum.

10 commenti:


  1. Ti leggo sempre e non ho un blog....quindi il tuo scrivere e' offerto a me in modo completamente gratuito e io non posso contraccambiarti

    Pero' forse " tutti i prestiti" della lettura gratuita in rete  si restituiscono nella vita reale  ...perche' e' la vita rale ad esserne arricchita

    Intanto bentornata e ..grazie del "prestito"

    Mariateresa


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  2. soledifebbraio5 maggio 2010 10:42

    bello, consapevole, adulto, maturo ...quello che hai scritto.
    la reciprocità èl'unica modalità di comunicazione. anche nella vita "reale". non che qui non sia reale, anzi, secondo me lo è di più. ma se non c'è reciprocità non c'è appartenenza.

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  3. Bentornata! :-)

    Per il resto, è complicato: essere visti, lasciarsi vedere, comporta per forza cedere a chi ci vede una qualche forma di potere su di noi. Dal vivo, una certa reciprocita' in questo e' automatica; su internet, no.

    Questo e' il motivo (uno dei motivi) per cui il mio "interessantissimo" blog e' privo di riferimenti personali. Ma tu, che sei diversa da me, puoi convivere, penso, con l'idea che centinaia di persone abbiano una particella di potere su di te. E' un pulviscolo di vulnerabilita' diffusa, che somiglia un po' alla notorieta' e che per qualcuno puo' essere gratificante, proprio come essere riconosciuto per strada, mentre per altri sarebbe allarmante.

    Il problema potrebbe sorgere se qualcuno questo potere cominciasse a volerlo usare, e "one-on-one", non su un terreno pubblico. Ma qui vado fuori tema, e quindi torno a dire che per noi e' un piacere ritrovarti.

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  4. Hai tanta ragione, Filippo.
    Ciucio

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  5. Il discorso fila...
    Ora  però mi sento in colpa perchè ti leggo sempre molto volentieri pur non avendo un blog mio O_o

    Forse potrebbe esser un'occasione per aprirne uno. Chissà se mi riesco a convincere...

    Bentornata,
    -- WorthStream

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  6. il concetto di restituzione indiretta implica che chi mi legge non deve restituire  nulla a me, ma mettersi nella disponibilità di restituire qualcosa di simile  ad altri, nella blogosfera o in altre situazioni, in termini di disponibilità e di comunicazione. 

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  7. noi passiamo, leggiamo, non ci aspettiamo nulla di trascendentale, tranne quel tanto che ci possono dare i tuoi scritti. Non giudichiamo perchè a nostra volta non vogliamo essere giudicati da chi ci legge e ci fa piacere sapere che possiamo dare qualcosa senza che nessuno si apsetti più di tanto.
    Bentornata!

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  8. L'aspettavo, Dottoressa. Sono contenta di poterla legggere ancora.  Quanto ha scritto conferma la spiegazione che ha messo come sottotitolo del blog.
    È bello questo concetto del "dare" come contropartita, come propagazione disinteressata.

    (P.S. : il fatto del prestito "a perdere" mi ha fatto venire in mente "La leggenda del santo bevitore" di Roth...)

    Un saluto

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  9. mi sei mancata. bentornata cara caps

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