sabato 16 gennaio 2010

IL MIO NUOVO LIBRAIO GUADAGNA PUNTI

Un amico mi dice, qualche settimana fa: dovresti leggere Thomas Bernhard, e me lo dice perché, lascia intendere, quel che sto cercando di fare scrivendo va nella direzione in cui si trova lui. Regalatelo per Natale, mi dice. Ed io vado nella pausa pranzo nella nuova libreria davanti al mio studio, e trovo un paio di libri interessanti e poi mi fermo alla cassa; vorrei parlare col libraio che mi ha suggerito "I migliori anni della nostra vita", ma è impegnato in un lavoro che sembra avere a che fare con l'inventario di inizio anno, così mi rivolgo alla ragazza e le chiedo se hanno qualcosa del Nostro. Ora guardo, dice lei, e cerca nel PC e chiede al libraio come si scriva Bernhard, allora lui alza lo sguardo, aveva chiaramente ascoltato tutto, e dice dovrei avere parecchia roba, e neppure guarda me o lei, ma gli occhi si voltano verso uno scaffale, e si dirige lì, e a colpo sicuro allunga la mano, la destra, verso destra e tira fuori un libro, e intanto allunga anche la sinistra, verso sinistra (un altro ambidestro vero, caspita, affinità inattese!), e tasta una fila di libri, poi con entrambe le mani ne tira fuori almeno sette o otto, tutti in fila e dice: ecco, Bernhard, scelga quello che vuole, e io dico sono tanti, non so, non lo conosco, non ho mai letto nulla di lui, lei con cosa comincerebbe? e lui senza esitare tira fuori Il soccombente e dice: questo, certamente questo. Poi aggiunge: è un po' peso (nel gergo locale vuol dire angosciante, o anche difficile da digerire, da capire), è un po' peso, è vero, ma è enormemente significativo. Io ne vorrei scegliere anche un altro e lui ride e dice li prenda tutti. Io rispondo no, ho almeno venti libri da leggere a casa, e lui, io ne ho degli scaffali interi, ma non importa, se porta a casa dei libri porta comunque della ricchezza, i libri che io non ho letto forse li leggeranno i miei figli, o forse lo farò io, avere in casa libri da leggere è come avere cibo da mangiare, e poi parliamo ancora un momento e lo ringrazio per l'altro libro, e parliamo ancora un po' e io mi porto a casa Il soccombente ed eccomi qui. Sono debitrice al mio amico, che si chiama Francesco Tacconi e che trovate al link sopra, ma anche qui (ma non mi seccate se lo trovate esplicito, vi avverto qui ed ora, è esplicito), che mi ha consigliato l'autore e al libraio che mi ha suggerito il titolo. Quel che fa Bernhard con questo libro è straordinario, è proustiano ma è di più, ritaglia un pezzo della sua anima, del suo passato e del suo presente, uno scorcio di tempospazio lasciandone i brodi scabri e taglienti, vivi, senza cosmesi, lo ritaglia, appunto, e lo ripiega elegantemente e ce lo mette davanti, come una comunione cartacea, carta e inchiostro come pane e vino, e alla fine mi prudono le dita per il desiderio dei tasti d'avorio ed ebano, io che non so più suonare, e non ascolterò mai più Glenn Gould suonare le Variazioni Goldberg senza pensare a lui che abbatte un frassino dal tronco largo mezzo metro, in una giornata inclemente, e non ascolterò mai più le Variazioni suonate da nessuno senza "vedere" Wertheimer impietrito sulla porta di uno studio, mentre piovono fuori le note di uno Steinway animato da Gould e ad una ad una gli uccidono l'anima. Buona lettura, non ve lo lasciate scappare.

10 commenti:

  1. lo trovo di un pessimismo così totale - al confronto Cioran è un compagnone -  da irritarmi.

    RispondiElimina
  2.  io, ogni estate, rileggo "gelo" che è ovviamente una folgorazione.

    RispondiElimina
  3.  a me interessa la tecnica; il contenuto ognuno ha i suoi, di contenuti, ma la tecnica è un pungo allo stomaco

    RispondiElimina
  4. ... è tempo di tornare a suonare il pianoforte!!! :D

    RispondiElimina
  5. Caspita Cecilia,
    ma questa è la cronaca di tanti amori!!! E come la scrivi!
    Un libraio che ama i libri va sostenuto a qualsiasi costo!( ma dove è, che lo vado a trovare???)
    Baci
    Roberta

    RispondiElimina
  6. E' vicino, è comodo, lo andrò a trovare

    RispondiElimina
  7. bernhard è un'ossessione, un tunnel. l'anno scorso non ho letto altro. sono felice per te e sicura che sarà un'altra bella avventura. e che ti lascerà cambiata. un bacio, come sempre.

    RispondiElimina
  8.  manu, tesoro mio, è una gioia risentirti; la colpa è mia che sono talmente incasinata che non vado più tanto girando per la rete, ma sei nel mio cuore. Grazie, bernhard è come dici tu, e credo che mi stia già cambiando. Non cerco più di "regolarizzare" quello che scrivo, lo lascio scorrere. O meglio, danzare. Mi ha tolto la paura, sia quel che sia. un bacione. caps

    RispondiElimina
  9.  ciao caps, non ti mollo.
    è così, amo bach e le variazioni le ho ascoltate in plurime versioni da quando ho 4 anni; non credevo che un romanzo poetesse aggiungerci niente di nuovo. Mi sbagliavo.

    RispondiElimina
  10. Il libraio è troppo lontano, ma Bernhard potrei leggerlo, mi hai fatto venire una gran voglia di farlo! 

    RispondiElimina