giovedì 31 dicembre 2009

TERMOLI A FINE ANNO, COL SOLE E IL VENTO

Sono qui, nella casa tranquilla, silenziosa, con marito e figlio piccolo, tra libri, compiti, qualche lavoro arretrato; passeggiate, cene in ristorantini raccolti, giornate tiepide e soleggiate, ma ventose, e cibo locale.
Quando ero piccola, in Sardegna, mio padre sognava le crespelle. Che si chiamano anche Zeppole.
Mia madre faceva il Zipulas sarde, quelle imbriagas e quelle Reginas, preparazioni semplici le prime, sofisticate le seconde, ma entrambe dolci e profumate di zafferano o acquavite artigianale. E mio padre desiderava le zeppole/crespelle. Che sono semplicemente acqua, farina, sale e lievito, tagliate a bastoncini e fritte, con o senza un ripieno d'acciuga salata.
Ieri ho comprato pizza e crespelle, per la somma favolosa di cinque euro in totale, e metà della pizza non siamo riusciti a finirla, in tre.
La restauratrice, che esibisce un taglio di capelli sbarazzino quale insegna del desiderio di novità (anno nuovo, si sa...), mi ha chiesto impudicamente dove preferirei trascorrere la mia vecchiaia, se qui o a Bologna. Una domanda che non m'ero mai fatta, ma la cui risposta è: tra le due alternative starei volentieri qui.
BUON ANNO.
CAPS.

4 commenti:

  1. Dio che bello! Mia madre è di Campomarino, che nostalgia!

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  2. Vedi cosa fanno pochi chilometri di costa abruzzese: nel teramano le crespelle o scrippelle sono una specie di crepes con cui fare tra le altre cose le lasagne, che si chiama timballo di scrippelle. E le tue crespelle sono invece le pizze fritte, che in questo momento mi stano lievitando.

    Un abbraccio e auguri,

    Ba/Mammamsterdam

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  3. Cari auguri a te

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  4. Impudicamente??? ehm...
    desiderio di novità??? ehm...
    Ma auguri di cuore!!!
    ..ed auguri di novità positive e sfrontate ;)

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