domenica 20 dicembre 2009

tema a piacere

Tra un compitino e l'altro della scuola, ho ripreso un vecchio posty, o forse era solo un vecchio file, e l'ho aggiustato.


Mi pare venuto benino, ma sono certa che se lo sottoponessi al mio nuovo istruttore mi farebbe le pulci riga per riga. Ok, leggetevelo voi, che non usate la matita rossa e blù...


baci


Caps


P.S. questa è una fiction mia, non un resoconto tratto dalla mia memoria stenografica; per capirci, la voce narrante è immaginaria, non appartiene ad una persona reale.


Ecco, dottoressa, guardi, come le posso dire? la sua cura va bene. Va benissimo. Non mi ero mica accorta, voglio dire non avevo capito quanto, si insomma lo sapevo che avevo male alla spalla. E' per quello che sono venuta, e per il dolore che avevo sotto al piede sinistro. Ma per la verità, come le dissi, un po' di malino c'era anche al gomito, e all'altro gomito, e sotto al piede destro, ma rispetto al sinistro il dolore era poco: sul destro ci camminavo. La cervicale va da sè, dicevo, l'hanno tutti, e la schiena, mi hanno sempre detto che ci dovevo convivere e io ci convivevo.


La prima volta che uno specialista mi ha detto che col dolore dovevo convivere ho avuto, ho sentito una stizza. Mi sono sentita la rabbia bloccata in mezzo alla gola, come una cosa solida che non mi facesse parlare, lo avrei preso, per il davanti del camice e anche per il maglioncino azzurro che aveva sotto, con le mie mani che fanno male quando stringo, ma non ci avrei badato al male. Uno che si prende pagato per centottanta euro per dirmi che ci devo convivere.


Però alla fine sembrava l'unico onesto di tutta la banda. Ho speso un sacco di soldi in terapie. Ho fatto il laser e gli ultrasuoni, poi un altro fisiatra mi ha detto che il laser che avevo fatto non andava bene e ce ne voleva uno più potente e io ne ho fatti altri dieci. Sono andata a quel centro termale, termale per modo di dire, insomma con le piscine, e ho fatto i percorsi contro corrente e gli idromassaggi. Gli ultrasuoni li ho fatti a secco e con l'acqua e sono stata dall'osteopata a farmi manipolare e mia figlia mi ha portato dalla sua dottoressa che cura con l'omeopatia. Non ho mica risolto niente, così ho pensato che quell'ortopedico che mi ci voleva far convivere forse era l'unico sincero. Poi, alla fine, era un male alla schiena; e alla spalla.


Le dirò che non avevo mica voglia di farla, la sua cura. Ero anzi un po' irritata. Perché anche se nessuno mi ha mai levato il male, tutti mi hanno fatto capire che non era un male grave, e lei invece mi ha dato subito il cortisone. Il cortisone, insomma ho pensato per un po' di male alla spalla mi fa prendere il cortisone, e tutti i giorni pure, il cortisone dicono tutti che è pericoloso, e se poi mi succede qualcosa di peggio? qualcosa con cui non posso convivere? Poi la mia amica, quella che mi ha portato da lei, ha insistito e ha detto prova, questa qui è brava, due settimane che sarà mai, hai provato tante cose, ed ha insistito ancora, in modo anche imbarazzante, ma è la mia amica, non dico che le ho creduto, ma non la volevo scontentare e comunque c'erano quasi venti giorni per l'appuntamento col fisiatra, quello delle terme. Poi le terapie del fisiatra mica hanno fatto mai molto, per la spalla. Era pure mutuabile la sua cura.


Dopo tre giorni, in ogni caso, la spalla mi lasciava dormire quasi tutta la notte, e anche i piedi li appoggiavo bene. Me ne sono accorta così, pensandoci. Ho detto a me stessa: ma i miei piedi? come mai non me li sento? Per sentirli li sentivo, ma dovevo pensarci. Piede sei lì? sì sono qui e sto bene.


A quel punto avevo cominciato e le cose andavano come lei mi aveva anticipato, potevo darle retta ancora un po'; lei aveva detto finisca la cura altrimenti le torna, e io ho continuato, anche se mi andava già bene come mi sentivo dopo i primi giorni, meno di una settimana.


A quel punto è stata la volta del gomito: ha smesso di farmi male il gomito. E quando ha smesso il gomito mi sono accorta che anche il polso e le dita mi facevano male. Un male più piccolo, ma mi facevano male. Perchè siccome potevo muovere il gomito ricominciavo a cercare di fare delle cose,e nel farle sentivo il dolore alle mani, la destra di più, e alle dita.


Allora ho cominciato a tastarmi le dita, le mani, e a provare, per cercare di capire quanto male avevo e dove ce lo avevo. Il pollice destro è quello che sta peggio. Tutto intero mi fa male. Dalla punta, proprio se stringo il polpastrello, fino a dove si attacca al polso. L'altro è l'indice: anche l'indice mi fa dolore per quanto è lungo. Le altre dita hanno ripreso forza per prime. E' incredibile, sa? fa una impressione scoprire che come passa il male torna la forza. le dita, soprattutto, se ti fanno male non le stringi fino in fondo, stringi piano, fin dove non senti dolore, così un giorno dopo l'altro a furia di non usarle non hai più forza e la roba ti scappa dalle dita. Io dicevo ma guarda come sto diventando imbranata in vecchiaia, invece era il dolore alle mani che non me le faceva stringere. Ora la sinistra la chiudo tutta, e sento male solo in fondo alla stretta. Lei dice che alla fine stringerò senza sentire male? E magari aprirò le bottiglie e i barattoli senza l'attrezzo, sa quello con tutte le corone che si usa per aprire le cose. L'ho preso al supermercato e da anni non ne posso fare a meno. La destra, con la destra sono ancora indietro: le due dita che le dicevo, il pollice e l'indice, ora capisco fino a che punto mi fanno male.


Ma senta questo: scendo le scale di corsa! Sì, perché so di nuovo dove si trova il gradino, quasi senza guardare. Non devo stendere piano la gamba fino ad incontrarlo ogni volta, so dove sta e scendo senza paura di perdermelo. Scendo di corsa. Saranno almeno quindici anni che non scendevo di corsa le scale; e non cado mica, neppure mi tengo al corrimano. E quando sono uscita, dopo aver corso per le scale, c'era il sole e ho girato la testa verso l'alto e il collo si è stirato che con la nuca mi toccavo la schiena, quasi, e faceva un rumorino come di carta crespata, come se ci fosse qualcosa che si spiccicava mentre il collo si stendeva e si stendeva pure la schiena e ho detto a me stessa: ma da quanto tempo cammino curva io? un'illuminazione. Se ci penso, a mente fredda, mi viene rabbia per tutte le amiche che non mi hanno mai detto: vai gobba come una vecchia.


Le ginocchia, adesso le dico anche questa, l'altro giorno sono andata giù a chinino per pulire il forno, e mi sono rialzata e per rialzarmi non avevo bisogno di tenermi stretta al piano. Non so da quanto avevo bisogno di aggrapparmi per tornare in piedi. Pensavo che fossero i miei muscoli a non farcela più a tirarmi sù, invece loro funzionano, eccome. Oddio.


Adesso da lei voglio sapere due cose. E' perché sono abituata a sopportare il dolore da troppo tempo che non mi sono accorta di avercene tanto, salvo che della spalla? e poi cosa ho? perchè qualcosa la debbo avere, no? avrà un nome, dato che lei me l'ha curata questa malattia! Se prendo per poche settimane una medicina e la mia vita cambia così tanto che mi sembra di avere di nuovo trent'anni, qualcosa ce l'ho, vero? Che non è possibile, adesso mi alzo tutta in una volta, ho gli occhi aperti e scendo dal letto. Così!. Appena sono sveglia le braccia si muovono subito, non le devo muovere piano piano e poi non c'è più il formicolio, il dolore. Al punto che mi dimentico pure di avere braccia, gomiti, spalle, schiena. Si muovono tutti insieme, mi basta pensare: sù! e sono fuori dal letto. E come sono leggera, anche! Prima? almeno un quarto d'ora ci voleva solo per uscire dal letto. E poi mi facevo il caffè e lo prendevo piano piano e cominciavo le mie cose, ma credo mi servissero almeno tre quarti d'ora per muovervi un po' bene. Insomma, dicono che il cortisone ti gonfia, io invece mi sto sgonfiando. Pure la faccia avevo gonfia, credevo che fossero gli anni, ma guardi la mia bocca, oh, va bene, forse questa sarà una mia impressione, ma la mia bocca è tornata piccolina, il labbro non mi pende più e anche le rughe sembrano meno profonde.


Ora io voglio sapere cos'ho. Come si chiama questa cosa? questa malattia, è una malattia, certo, che sta passando dopo due settimane di cortisone, questa cosa che mi levava le forze? Sembrava normale avere il dolore e la debolezza, roba da menopausa, cos'è? E soprattutto: tornerà? peggiorerà? Perché non la voglio, sa? se posso vivere senza dolore io questa malattia non la voglio più avere, meglio morire piuttosto.


 Non mi voglio più rassegnare ad aver male, a sopportare il dolore facendo finta che sia facile: se qualcuno mi dice ancora di conviverci IO URLO.

3 commenti:

  1. mammaoggilavora20 dicembre 2009 22:57

    a  me il tuo racconto e' piaciuto tanto... anche perche' visto da una asmatica il cortisone in certi momenti ha il suo fascino :-)

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  2. si, è piaciuto anche a me...anche se a me il cortisone non  mi solleva poi così tanto e continua a scivolarmi tutto dalle mani ;)

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  3. No, non puoi farlo finire cosi'!
    Scivola che e' una meraviglia, si legge che e' un piacere... e alla fine sei davvero crudele a lasciarci la curiosità su cosa le risponderà la dottoressa! :P

    -- Worthstream

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