lunedì 14 dicembre 2009

lunedì

Ho tenuto spento il telefono mentre facevo ambulatorio, per riuscire a prestare attenzione a chi visito. L'esperienza è da ripetere ad libitum. ho lavorato meglio, sono soddisfatta. Chi ha telefonato ora sarà incazzato. Una ventina di persone, almeno. Ma adesso il telefono è di nuovo acceso, così proprio non riescoa a sentirmi in colpa. Che diamine! Chiedo solo di lavorare in pace.



P.S. per Melina: devo anche tener presente che la persona seduta sulla sedia davanti a me o sdraiata sul lettino da visita è venuta per un motivo e potrebbe avere un problema serio e HA DIRITTO ALLA MIA ATTENZIONE. Guarda, a me rompe pure quando sono dal meccanico che lui risponda al telefono dieci volte prima di stampare e consegnarmi la fattura, figurati come può sentirsi uno che ha il timore di qualcosa di grave e si vede "passare davanti" due telefonate mentre aspetta di sapere da me se il suo timore può essere fondato. Ecco, Melina, bisogna fare attenzione a quel che si chiede ad un medico. Una urgenza che non può attendere tre ore per essere comunicata è una urgenza da pronto soccorso, non da ambulatorio del medico di famiglia, ne convieni?




P.S. Scrittura "creativa": ho rimediato una meritata stroncatura. Lo sapevo che stavo buttando giù una cosa importante negandomi alla scrittura, con la faccia voltata di là. Lo sapevo benissimo, da qualche parte di me. Scrivere non si fa così. Scrivere delle cose di cui scrivo io si fa col sangue, altrimenti è altro. E' diletto, è accademia, è altro tipo di scrittura. E il sangue deve essere il proprio. Ci si apre una vena, si intinge il calamo, o il dito, e si scrive. Facevo finta di non saperlo, ma lo so. Ricomincerò da capo il pezzo, ma prima pescherò un po' di sangue fresco per farmi da inchiostro. E se mi sentirò troppo dissanguata so a chi aggrapparmi, per fortuna.


Sì, ho  ricominciato ad andare a scuola...

1 commento:

  1. devi anche capire però chi è dall'altra parte... che potrebbe anche avere un problema serio...

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