martedì 24 novembre 2009

MATTINE

Un'altra mattina è andata, ancora due ricette e due richieste e riparto per altri impegni: la lezione della scuola di formazione, il ritiro del figlio da scuola, i compiti, una relazione da scrivere, una zucca da mettere nel forno, i pantaloni costosi del marito da stirare ("tu personalmente, per favore, perché della stiratrice non mi fido") e, forse, se tutto va bene, posso anche leggere qualche pagina del mio libro del momento. Bisogna che tiri fuori un librino leggero, questo universo elegante lo leggo con troppa attenzione, e al momento non ne ho altri in lettura. E' il momento per l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, così mi metto avanti con l'incontro di aNobii di dicembre. Alla pesca dei libri porterò "Sicilia". Lo rileggevo ieri, un pezzetto per volta, per lasciarlo riemergere nella mia memopria.


 "Quando muoiono le stelle sprigionano litri di luce finale, poi corrono postume per anni nello spazio curvo"


Cito a memoria, magari non è esattamente così. Però Sicilia di Marìa Carrazoni è un libro da comprare e da regalare per Natale. Potrei farlo io stessa, anzi, lo faccio proprio.


Le mattine, dicevo. Le mattine sono corte, dense, come piombini da pesca, quelli a forma di goccia o di parallepipedo che attaccavamo alle lenze. Era molto spartana la nostra pesca, quando ero piccola: un sughero con avvolta la lenza, in cima la paratura dell'amo, a due o tre esche, e il piombino, con la lunghezza regolata in base al fondale su cui intendevamo pescare. Ci voleva una manina sensibile, senza galleggiante, e si prendevano piccoli pesci di scoglio, da frittura. Orta non andrei più a pesca. Starei, sto, quando posso, col mio libro accoccolata sullo scoglio, un tuffo quando il caldo m'asciuga, bracciate lente col viso rivolto al fondo, e poi di nuovo al sole, con la carta macchiata dall'acqua salata dove le mie dita umide la toccano. Ah, che nostalgia d'estate, stamattina!


Andrò al mare alla fine della prossima settimana. Un giro al porto, uno in spiaggia, qualche cena a base di crudo e vino bianco gelato, o una spigola al sale. Chissà se il fratello lurker, e naturalmente la cognata, hanno voglia di venire anche loro? Sempre che il lavoro prenatalizio lo consenta, 'o fra',ita 'ndi na'sa? Scrìimmì. O tzerria, chi prefergis. Ah, sorri nostra staid' mellus, funti torraus de accordu, po immoi. Eus' a biri .....


Scusate, era una comunicazione personale. Vado a lavorare di nuovo. Baci. Caps.

2 commenti:

  1. troppo triste il mare in questo periodo

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  2. mammaoggilavora24 novembre 2009 16:52

    se fa bello la domenica in spiaggia si sta molto bene... o almeno cosi' dicono i colleghi che non hanno figli malati :)

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