domenica 1 novembre 2009

la domanda: è giusto quel che faccio....

.... è ineludibile, credo, anche se rallenta maledettamente le decisioni.
Infatti sino a che la decisione intuitiva e quella razionale non combaciano non è possibile emettere un giudizio di correttezza e "giustezza" della propria scelta.
Una scelta deve essere giusta "per noi", quindi emotivamente e intuitivamente, irrazionalmente in una parola, e contemporaneamente "per gli altri", cioè logicamente, razionalmente.
In carenza di una delle due condizioni la faccenda tocca. Qui potrei passare a scrivere sette-ottomila battute, annoiando a morte tutti o quasi. Meglio lasciare così e passare il pc al mio figliolo nullafacente. Buona domenica.

(però sono soddisfatta, perché il filo del mio pensiero si intorcinava da un pezzo su questo argomento, senza riuscire a distrarsi, e ora posso metterlo da parte, come Lisbet Salander col teorema di Fermat)

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