sabato 3 ottobre 2009

Orazione funebre

Oggi ero al funerale dello zio.


Ok, io sono strana.


E i miei cugini, l'ho detto altre volte, sono strani. Un giorno qualcuno scoprirà la genetica delle stranezze, ma intanto vi racconto dello zio e del suo funerale strano.


Ecco, se voi foste stati lì vi sarebbe sembrato un funerale molto normale d'un vecchio signore, con un paio di vecchi ed un folto gruppo di nipoti più o meno posizionati attorno alla quarantina (che poi siamo tutti un bel poco più anziani, ma di stoffa buona). Giunti all'orazione, il simpatico frate comincia a raccontare la vita del Bepin, e di come si inventò la famosa attrezzatura per disegnare i modelli, e delle scuole di taglia e cuci che faceva con le suore missionarie, e dell'agenzia di posta che poi aveva venduto, e della caccia e dei gatti randagi. Tutto vero, un lavoratore, un uomo serio, ed io mi chino verso mia cugina e sussurro: ma delle cose birichine al frate non gliene ha parlato nessuno, vero? e lei comincia a ridacchiare  e un paio di nipoti si voltano e ridacchiano e mia cugina dice: è perché era tanto bello, e un'altra dice no, è perché era tanto alto, e la prima cugina: era un metro e novanta? e l'altra: oh, poco più o poco meno, e io rincaro: ma era per via ch'era così elegante e profumato, e un cugino borbotta: e ci sapeva fare. Sì, dice la prima; aveva dei bei modi, sempre così generosi e gentili, e qualche nipote maschio ridacchia anche lui sulla parola "gentili": oh, sì, molto gentili!


 E poi, mentre la salma se ne andava a Mantova per essere cremata, noi siamo andati a brindare allo zio e a mangiare biscottini, e a fare chiacchiere, e ricordare le notti d'inverno a Lerino, senza riscaldamento e con il solo camino, e la polenta con lo scopetton, e la zia che disquisiva sulla differenza tra l'aringa femmina e lo scopetton, e il cugino che invitava a prendere esempio dal suo babbo, che s'era sempre divertito e cosa vuoi di più? vivere a lungo? pure a lungo è vissuto!


Quando siamo uscite io e la cugina più piccola, parlavamo ancora di come gli altri zii lo prendessero sempre in giro, e lui tranquillo li lasciava dire, un signore, dice lei, tra le iene. Poi la cugina parte con la cinquecento celestina ed io rimango a pensare e mi ricordo.


Ogni domenica andavamo a casa sua, io e la nonna, per fare da sparring partners alla zia e alle sue due amiche in interminabili partite a scala quaranta. Si giocava a soldi, cinquanta lire ogni carta. La nonna aveva cura di perdere ogni volta non meno di cento e non più di trecento lire; mi istruiva perché non vincessi MAI più di duecento lire. "se vinciamo noi, mi spiegava, non ci chiamano più e a me non va di passre le domeniche da sola". Così verso metà del pomeriggio faceva un rapido calcolo e cominciava a perdere; poi calcolava le mie vincite e corrugava la fronte. E dovevo perdere, o costringevo lei a perdere anche le vincite mie.  Uh, come mi costava lasciare le monetine guadagnate!


Una domenica arriviamo e troviamo la zia chiusa in camera. La nonna insiste per entrare e lei comincia a parlare, sempre più concitata e poi sfuria proprio. Quel disgraziato, quel fedifrago, quel ridicolo pagliaccio! S'è tinto i peli del petto! E non solo del petto!


Oh, credo che fosse vicino ai sessanta allora, bello e alto e prestante e coi capelli tutti neri, solo qualche filo di grigio alle tempie, ma s'era imbiancato dal collo in giù. E la sera prima era rientrato ritinto.


Niente scala quaranta quella domenica, solo irosi rimbrotti, discussioni, tante sigarette e tanto caffè. Alla sera l'altro zio ci accompagnava a casa in macchina, la nonna seduta davanti ed io sul sedile dietro. "Credo, disse la nonna, che oggi tua sorella abbia fatto una vera scena isterica immotivata."


"Ah,no, dice lo zio ridendo, il motivo c'è e lei lo immagina, anche se non lo sa". e sempre ridendo passa a spiegare.


Il Bepi aveva, la settimana prima, intortato una giovane donnetta dichiarandosi un maturo quarantenne (siii, meno venti, e che sarà?); ma, giunti alla stretta finale, la fanciulla, non essendo sufficentemente oscura la location, aveva constatato il biancore del pelo e l'aveva respinto e deriso, dandogli del vecio.


Rientrato in sede aveva rimuginato. E rimuginato. Poi, deciso, s'era rivolto ad una vecchia amica, ex tenera amica, pare, di professione parrucchiera. Costei, con l'aiuto d'una valida assistente, l'aveva accuratamente e ubiquitariamente colorato. Ma, aveva confessato imbarazzato al cognato, aveva preteso d'essere pagata, anzi AVEVANO ENTRAMBE  preteso d'essere pagate. Razza di pirla, chiede il cognato, e quanto ci hai dato? Ah, magari, risponde lui, in natura han voluto essere pagate.... e lì per lì! Una faticata.....


Un'altra volta s'era innamorato. Innamorato proprio, disperato, al punto che mio cugino, disse la nonna, impietosito, era giunto ad intercedere con la di lui lei dopo una rottura per una litigata e stabilito in un orologino d'oro il prezzo della riconciliazione, entusiasticamente pagato.


La zia discuteva a lungo con la nonna la questione: cos'ha costei, cos'offre ch'io non possa dare?


Ah, dice la nonna, mia cara! Fa la cassiera in un cinema coi film vietati! E certo li guarda, e sai, guardando s'impara...


Così dopo altre discussioni, le pragmatiche signore decidono una serie di spedizioni. Infrasettimanali, per evitare "la folla", e mia nonna, in quanto anziana signora, farà da scorta. Ma sorge un problema: la nipotina in vacanza estiva dalla nonna, che se ne fa? diciotto non li ha ancora, e neppure sedici per la verità, però è alta e prosperosa. Ah, decidono le suffragette, la vestiamo con un vestito da adulta, la pettiniamo un po', e poi, aggiunge la nonna, così impara anche lei, che per tenersi un uomo al giorno d'oggi, saper qualcosa in più male non fa.


Così quell'estate, in cinema semivuoti, mi sono vista una serie di film non soltanto vietati, ma porno proprio, di quel porno anni settanta che oggi fa sorridere, è vero, ma sufficiente a darmi una solida base teorica per quando, anni dopo, avrei praticato il nobile sport che non è il pugilato.


Debbo dire che neppure una volta in quei cinema vietati ai diciotto mi chiesero la carta d'identità ...

6 commenti:

  1. Gaudenti gli zii e gaudente la nipote...che spettacolo!!!!

    RispondiElimina
  2. Fantastico, adottatemi per favore. Che noi martedì abbiamo il funerale della nonna di mio marito e per quanto strani anche loro, 'sti parenti olandesi, giùsto con l'ex-marito della nonna in questione potremmo arrivare vagamente alle vostre altezze, ma lei, santa donna, a parte tutti i tranquillanti che si è presa in vita sua quando non erano ancora su ricetta o proibitissimi e i due tentativi di suicidio, no, decisamente niente film porno da quelle parti. Il che è un gran peccato.


    Capsicum, solo da questo post viene una gran voglia di conoscerti in carne ed ossa, ma una cenettina il giorno che le nostre traiettorie si incrociano? (io facevo kung-fu)

    RispondiElimina
  3. mammaoggilavora4 ottobre 2009 00:49

    A parte lo zio sangre caliente la tua famiglia in quanto a educazione sessuale era, a suo modo, all'avanguardia :)

    RispondiElimina
  4. Un bel ricordo, direi anche affettuoso....mi sta simpatico questo zio che non c'è più.....

    RispondiElimina
  5. Più lo leggo e più mi sbellico...mi fa morir dal ridere l'idea dello zio tutto pennellato....

    RispondiElimina
  6.  fa morir dal ridere anche me, in piedi senza potersi appoggiare, e ti immagini il risciacquo sotto la doccia? con le due che esigono il saldo del dovuto' mi fa morire ogni volta che ci penso, io poi ho il vantaggio di conoscerlo, alto alto,  snello, capello fitto e riccio, sicuramente imbarazzato, e le due che lo mettono in mezzo....

    RispondiElimina