venerdì 11 settembre 2009

venerdì

ieri non sono andata all'aggiornamento sulla suina. sono rimasta a casa e ho preparato la cena e ho fatto un misto di yogurth e deliziose pesche mature, tante deliziose pesche morbide, ho messo in tavola per gfc e il piccolo, loro non mangiano lo yogurth, del resto non conosco molta gente che consideri lo yogurth con le pesche una cena, in romagna hanno spiantato il venti per cento dei peschi, pare non si vendano pesche, perché la gente non ama la frutta o non la ritiene cibo?, oppure perché è più cara delle merendine barilla, e cola sugo e appiccica le mani e sporca, poi ho frugato a lungo nelle librerie, alla ricerca di un libro scomparso, nello spazio B forse, e ho ripreso in mano dona flor, stropicciato, gonfio, linfedematoso, quello che mia madre leggeva quando perse la forza di leggere e cominciò solo a dormire, l'ultimo libro che le diedi quando chiese qualcosa di bello, di lieve, ma è lieve dona flor?, ed ho riaperto a caso e le pagine erano quelle della notte al Palace, dei ricordi di flor vedova, quando chiude le pagine del ricordo e ricomincia a guardare l'altra direzione del tempo, così ho scritto delle lettere, ed ho portato l'esettantuno con me sul comodino per non perdere il contatto con chi è di là dal filo, ma poi continuo a pensare al filo anche se sembra che non ci siano più fili, ma ci sono invece, ed ho ripreso la mia ghirlanda, è più bello rileggere con le pagine annotate e scoprire che le note non hanno più senso, che ne scriveresti delle altre, poi mi sono alzata per fare delle cose, ed infine, tardi come sempre, ho dormito, ma ho dormito bene.
non avrò mai il tempo per leggere tutto quel che bramo, che senso ha scrivere dell'altro?
oggi, comunque, è venerdì. la gente continua a stare male, un fiume che scorre verso me.

1 commento:

  1. Ci doveva essere qualcosa nell'aria, ieri sera, perché io ne ho approfittato per fare la marmellata di pesche (metà comprate e metà dal giardino di mammà). Tutta la casa era profumata..

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