venerdì 18 settembre 2009

nati poveri, morti soldati

 siamo nati poveri, alcuni di noi, e ci ricordiamo l'angoscia che ci aspettava ogni mattina, appena messi i piedi fuori dal letto, e altri che non sono nati proprio poveri, ma in mezzo ai poveri, se la vedevano vicina la stesa angoscia, tanto da temere che da un giorno all'altro potesse riguardarli direttamente, come riguardava gli amici, i parenti, i compagni di scuola.
siamo nati dignitosi, pure, abbastanza da ricordare che tra fare le guardie e fare i ladri era più onorabile la prima scelta, pure se non altrettanto remunerativa e ugualmente rischiosa.
e siamo nati fieri tanto da credere che, se qualcuno bisognava servire, era meglio servire lo stato piuttosto che uno spocchioso padroncino o, infima scelta, un boss.
e siamo nati pure un po' ambiziosi, tanto da credere che valesse la pena di fare sacrifici personali per offrire ai nostri figli (figli, sì, abbastanza generosi da avere dei figli, dimenticavo) la serenità che avremmo voluto per noi stessi.
Il punto è: abbiamo abbastanza coraggio da ricordarcelo? se non ce l'abbiamo è ora che cominciamo a darcelo, perché aveva torto don Abbondio. Il coraggio, se uno non ce l'ha, se lo può dare.

5 commenti:

  1. brava Capsi in mezzo a tanta becera retorica almeno qualche cosa di sensato si trova...


    poveretti lontan dai loro in un paese qui che li vuol male.......(giusti)


    sono comunque disgustato dal fatto che ci dimentichiamo che:


    comunque siamo un esercito di occupazione e siamo là per uccidere (e lo facciamo)


    nell'altra grande guerra che si chiama lavoro tutti i giorni abbiamo quei caduti, senza nessuna adeguata commemorazione, ed anche lì chi muore sono i più poveri


    ecc..ecc...ecc.

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  2. valerio, sai che ha detto gino strada ieri? i mezzi militari qui in afganistan sono un bersaglio perché HANNO BERSAGLI. senza tanti giri di parole, sono lì per sparare e colpire. che poi siano i polli di renzo a beccarsi tra loro...

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  3. Capsicum,


    ho letto l'articolo di Saviano e l'ho commentato da me in tanti modi confusi, ma su uno siamo d'accordo. È un lavoro in cui ti pagano per fare il bersaglio. Soldato, poliziotto, non conta. Quello sei, quello ti fanno, spero che mio figlio scelga (e possa scegliere) una strada diversa. lui che può.

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  4. ehi mamma..........


    in italia le polizie uccidono (federico, sandro, carlo ecc........)

    bastonano (valdisuse e piazze varie) saccheggiano (qualunque sgombero di centri sociali)


    tu sei il bersaglio, non loro, questi NON seguono le LORO regole nel loro lavoro


    distinguiamo il nesso sociale che già aveva visto Pasolini a valle giulia dal comportamento reale e molto spesso fascista delle nostre polizie ed eserciti (dimenticato già la somalia ed ilaria alpi)


    scusa ma non sono riuscito a vedere il tuo commento

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  5. Lascio perdere il commento di Prrrof, ne ho sentiti troppi di questo genere, e faccio i miei più vivi complimenti a Caps.

    Bel post, mi ci riconosco. E' vero, in A'stan si uccide e si viene uccisi. E' la guerra, ed è vecchia come il mondo. Quello che fa più male non è vedere il tuo collega esangue a terra o rivedere il suo bambino in aeroporto, quello che fa più male è sapere che nel Paese per cui combattiamo c'è troppa che la pensa come prof.


    Comunque ti ringrazio ancora.


    Una Guardia che avrebbe potuto essere un ladro.

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