mercoledì 9 settembre 2009

illusioni

Che poi io da un po' di mesi sto ragionando sulle decisioni irrazionali e sulle illusioni e nonostante io non sia ancora arrivata a capo di nulla, ho una ipotesi che ritengo interessante, e cioè che sia le une che le altre siano parte di un sistema di protezione dell'integrità indispensabile al mantenimento in vita di un sistema biologico autoconsapevole e dotato di intelligenza.

Detto in sintesi.

In termini più poetici si tratta di dimostrare quel che i romanticoni di ogni epoca hanno creduto per fede, diciamo, e cioè che senza sentimenti, e in particolare senza amore, non si possa vivere.

Questo nel nome della composizione delle contraddizioni ad un livello superiore di intelligenza.

Un bacio a qualcuno e molti baci al resto del mondo.

8 commenti:

  1. ...e cioè che senza sentimenti, e in particolare senza amore, non si possa vivere...


    no, no... si vive... magari molto tristemente :(

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  2. oh, si tratta di definizioni estensive. alla prima occasione ti racconto i miei ultimi delirii, se ti va. Ti invidio il cervo nel Limentra...

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  3. ottima riflessione per cominciare la giornata. l'altro giorno parlavo con un mio collega di qualcosa di simile: lui diceva che non perdo occasione di mettermi di spalle alla vita, io cercavo di fargli capire che per me la vita è una cosa un po' migliore e molto più romantica, leale, onesta, larga...

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  4. Io sarei decisamente meno romantico. E poi, di quel che pensiamo di non poter vivere senza, prima o poi la vita ci priva, senza perciò terminare.

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  5. caro ottonieri, ho cominciato a pensarci dopo il tuo articoletto da incompetente sulle decisioni irrazionali, come e perché. Avevo già delle idee, parziali, sul perché vi siano diversi atteggiamenti nella relazione terapeutica, poi ho continuato a pensarci. Ho anche messo giù qualcosa, ma vi sono tanti e tali punti di vista, e io non ho il tuo dono della sintesi, però quel che ho detto mi è chiaro. metti insieme l'autoconsapevolezza, un esame di realtà, una capacità cognitiva elevata, piazza il tutto nella condizione umana e se questo è tutto quel che ci hai messo appena giunto a maturazione il sistema si autodistruggerà. a meno che non vi siano clamorosi difetti nelle capacità cognitive. Ci devi incorporare un sistema di protezione che faccia andare in corto la razionalità ogni volta che si avvicina all'autodistruzione. Che ci metti? un sistema di doping, una sovrapposizione biochimica, una rete ubiquitaria di amine biogene che ti leghi alla vita, malgrado la tua intelligenza. Tu dici la vita te lo toglie, ma non del tutto. Può lasciartene molto o poco, ma fino a che ne hai, hai abbastanza sistema di sicurezza per distoglierti dal portare la logica fino in fondo.

    in altre parole fino a che ti piace vivere, anche un poco, o fino a che speri che domani potrà piacerti un po', stai al mondo, ti ci aggrappi con le unghie e con i denti, al limite creandoti costrutti proiettivi funzionali alla tua serenità. uff, che discorso lungo. spero che potremo farlo, prima o poi, a voce. Con ciò, lo sai, io non sono certo una "ragazza" triste e incline all'autodistruzione. Sfrutto il sistema serotoninergico, noradrenergico, eccetera, più che posso, e lo doperei anche, se necessario. Non lo vedo come sovraimposto, ma come intrinseco, fondante. Ma mi disturba non poterlo capire fino in fondo, o comunque non poterlo ricacciare in faccia a chi l'ha messo insieme, e che forse è polvere da miliardi di anni, o forse fuori da quei miliardi di anni. Mi secca, insomma, non aver nessuno a cui sbattere in faccia un non serviam. Bah! Deliri notturni. Buonanotte, amico mio.

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  6. Avevo ben capito che c'entrava anche il mio articoletto; quel che intendo, comunque, è che non sono le grandi cose della vita a farci vivere, le ricchezze, gli amori, i trionfi... quelle cose, infine, che vengono in mente quando dici "senza questo non potrei vivere".

    Senza quello, si vive eccome, anche se a te pare che la logica vorrebbe l'autodistruzione. Perdiamo le grandi cose e siamo consolati dalle piccole, un cioccolatino, una partita di calcio vinta, uno squarcio di sole, un gesto di un amico.

    Diceva il mio Autore che il "non serviam" è ragionevole ma non umano, e che "aver per nulla il dolore della disgiunzione e della perdita dei parenti, degl’intrinsechi, dei compagni; o non essere atto a sentire di sì fatta cosa dolore alcuno; non è di sapiente, ma di barbaro".

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  7. hai ragione, naturalmente; ma quel che intendo non è molto diverso da così.

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  8. "costrutti proiettivi funzionali alla tua serenità", quasi un pezzo di poesia.

    questi costrutti devono pero' di tanto in tanto anche solo un pochino trovare risposta nella realta' esterna, senno' perdono il loro valore. hanno bisogno saltuariamente di un piccolo feedback positivo (fosse pure originato da un misunderstanding.)

    fjo

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