martedì 29 settembre 2009

c'è sempre da fare ....

... sempre: c'è sempre chi resta e sta male, soffre, e non si dà pace, c'è chi chiede aiuto e chi non riesce a farlo; c'è chi muore e chi resta.


Sapete che per cremare una salma a Bologna bisogna che il defunto fosse iscritto, da vivo, alla So.Crem? Chi non lo era andrà cremato a Ferrara o a Mantova, nel primo crematorio disponibile. Poi, un funerale costa quasi quanto un matrimonio, allora magari uno decide di disperdere le ceneri.


Per disperderle nell'apposito campo della Certosa di Bologna ci vogliono duecento euro; invece ve le potete portare a casa gratis, ma dovete dichiarare dove le disperderete. Però, se avete già un morto in una tomba, potete mettergli le ceneri vicino.


La signora straordinaria del post precedente sarà tumulata domani insieme alla madre quasi centenaria che ha accudito fino a un anno o due prima di morire lei stessa. Ah, e sua sorella stamattina ha rifatto i conti con me, e gli anni erano dodici e mezzo, e l'oncologo, il SUO oncologo, avvisato della morte, ha commentato: mia cara signora, il miracolo è finito; ma dovrebbe consolarvi il fatto che le abbiamo donato almeno cinque anni.


Cinque anni, aggiungo, bene spesi, con altruismo, con abnegazione, cinque anni in cui lei, gravemente malata ma indomita, ha assistito in casa la vecchissima mamma con l'Alzheimer, ha aiutato la figlia a crescere il nipotino. Cinque anni in cui è stata il pilastro della sua famiglia, come per tutta l'intera sua vita.


E ora, dove lei era c'è la sua assenza, pesante, che grava sulle anime di chi l'amava, il dolore travolgente per cui ho solo delle parole e un po' di serotoninergico e qualche goccia di tranquillante. Poco più di niente, in confronto con l'enormità del dolore, con l'inesorabilità della fine.


P.S.: Ottonieri, hai ragione, come al solito: poco più di niente è meglio di niente. Forse persino molto meglio di niente. Ma se cominciassi a misurare le cose che faccio invece che quelle che non faccio, guarderei indietro e non avanti, sarei ferma e non percorrerei più la strada su cui invece voglio camminare. La strada che è la meta.

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