martedì 14 luglio 2009

SNIFF SNIFF ANCORA

La parte terza nelle intenzioni iniziali doveva constare di una serie di esempi, poi ho fatto mente locale ed ho deciso di continuare a dilungarmi sulle fonti d'odore umano.


Mettiamo un piccolo capitolo zero, qui. Anni fa una signora molto acuta che scrive per mestiere, parlò un po' con me dei blog e del web due punto zero. Io le dissi che per farsi ascoltare bisogna accettare di compiere qualche sacrificio umano al Dio del Web, lasciarsi cannibalizzare un po'. Consapevolmente, s'intende. Ora non mi sento in vena di officiare nulla più di un'offerta simbolica. Sub specie, per così dire. Così rimango sulle generali. La teoria, diciamo. E lascio la pratica allo strettamente privato.


Orbene, amici miei, sodali, lettori fedeli e infedeli (una volta voglio parlare d'infedeltà, che parola intrigante e mutevole.), stiamo parlando d'odore di gente, di persone. Io includo i gatti e i cani tra le persone, e i cavalli e gli innumerevoli altri esseri organici in qualche modo coscienti: questo inciso tanto per precisare, ma soprattutto per ricordare come mi sia sempre intesa bene con le dolci persone animali che m'hanno annusato il fiato e si sno lasciati annusare da me. Il fiato. Le persone, umane e non, hanno sotanziamente almeno due, anzi almeno tre odori. No, quattro: pelle, bocca, fiato e genitali. Fisiologicamente parlando si tratta di fonti ben definite sia come origine che come funzione che come significato. ora, raramente il povero medico si trova a dover annusare i genitali diqualcuno. A volte capita, si. Mi ricordo la prima vaginite odorosa, da Gardnerella, che ho sentito. Una fanciulla sedicenne cui stavo preparando la cartella per una interruzione di gravidanza. Il Primario, unico altro non obiettore, fece una lavanda col betadine illico et immediate. Le facevo io le cartelle perché gli specializzandi  gine obiettavano tutti, mentre dei futuri MMG  c'ero io a non credere d' avere una morale da insegnare alle donne gravide, o a chicchessia, se per questo. La morale è lì, non s'insegna, solo ognuno decide quanto spazio farle nella propria vita e, tramite se stesso, nel mondo.


Comunque la vaginite da Gardnerella non si scorda; uhhhh, nononno, non si scorda; si cura facile, per lo meno.


La pelle. Ci sono diversi odori di pelle, odori base per così dire. Non li ho catalogati tutti, ma così, a mente, ne posso rammentare almeno quattro o cinque tipi. quello per me più gradevole è quello che fu di Lei. Lei era la prima madre che mi lasciò orfana. Pelle fresca, compatta, dita magre e gentili, un delizoso odore di pelle ed un sudore limpido, non viscoso; non vi scandalizzate se oso definirlo dissetante. E' raro trovare persone con questo tipo di pelle, e non è affatto detto che altri lo amino quanto me. Poi ci sono pelli asciutte, quasi inodori, magrissime, con sudori sottili ma viscosi e lievemente ma nettamente salati. Il marito, appunto.


Poi pelli inebrianti, acutamente profumate, come quella che aveva uno dei miei figli prima dell'adolescenza; e poi le pelli dei neonati che descrive Suskind in uno dei primi capitoli di Profumo.


Poi ci sono le pelli "selvatiche", dotate d'un afrore particolare, che alcuni trovano particolarmente eccitante, ma che io sgradisco visceralmente. Pelli da felino, pelli da volpe. Avranno i loro estimatori, ma non hanno me.


Poi ci sono le pelli salate e aromatiche, che sanno di carni calde di giovenca, di fegato appena macellato, carni appetitose nel vero senso del termine


Poi le pelli secche e polverose degi anziani.


Poi le pelli speziate dei bangladesi e degli indiani.


Poi le pelli marmoree e turgide, che san di buono, di pane,  dei centrafricani.


E poi le pelli in vario modo ammalate: le pelli febbricitanti, le pelli diabetiche, le pelli morenti....


Va bene, sono arrivata a dieci in men che non si dica, posso passare alla bocca.


la bocca, in realtà, è quella povera colpevole, nel senso di aitìa, della cattiva fama dell'alito, che s'estrinseca nel vocabolo famigerato e indefinito di "alitosi". Se ite è il suffisso delle alterazioni infiammatorie, osi è quello delle degenerative. dunque: degenerazione dell'alito, ch'è andato letteralmente a male.


Stranamente, bastano un congruo numero di euro ed un buon dentista per risolverne la maggior parte. Se poi togliamo i diabetici, i nefropatici, i sinusitici ed i bronchitici cronici, quelli con le gastriti o le duodeniti, che ci resta? La fiatella non è incurabile, ecco cosa rimane.


Ma la parte dell'alito dove risiede il vero profumo della persona sana, viene da laggiù, dal polmone, dove il sangue incessantemente scambia gas e odori col resto del mondo.


Questo tenue profumo svanisce a pochi centimetri dall'ore, e se ci pensate, e ora ci pensate, vero?, la maggior parte di voi conose solo quello delle persone più amate, quelle che ci consentono l'ingresso nel territorio più presso alla pelle, più presso all'anima vorrei dire.


Io ne conosco centinaia, invece.


- Bene, ora apra bene la bocca e dica AHHHHHHHHH.....


Così, se mai mi capita di dire a qualcuno che ha un buon odore, trattasi di parere tecnico e qualificato.


Dixi, e per oggi spero d'avervi accontentato.


Caps

2 commenti:

  1. liberté, egalité, fraternité!

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  2. E questo solo dall'esterno. Figuriamoci se ci potesse aprire :-)


    Capitemi: sono anch'io marito di un medico...

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