sabato 18 luglio 2009

SCEGLIERE UNA VOLTA SOLA

Ho detto altre volte che sono stata una bambina precoce, e che sono vissuta in un altro tempo, in un meridione italiano degli anni sessanta senz'acqua corrente, senza elettricità, senza strade asfaltate e senza televisione. Senza cinema, anche. E, ohimè, senza letture per le donne salvo i fotoromanzi e Sorrisi e Canzoni; un mondo in cui il passtempo era cucirsi e ricamarsi il corredo, dopo aver terminato tutti i propri lavori, sedute sulla soglia di casa dopo aver spazzato e lavato la propria spettanza di strada. Un mondo dove una donna emancipata faceva la parrucchiera o la sartina, e le intellettuali erano l'ostetrica e la maestra: Dove si lavava al fiume. Dove gli uomini facevano i pastori e stavano via giorni, settimane, di più. E le donne se la cavavano da sole. Schiena dritta e occhio asciuttto.


Dove una scopata era probabilmente una gravidanza. Dove una gravidanza fuori dal matrimonio era la morte civile, l'espulsione dalla famiglia e dal paese, la fine della tua vita. Dove si aveva un grande bisogno d'amore, ma una grande paura d'affidare la propria vita alla persona sbagliata.


Dove un uomo (uomo, insomma, si era uomini presto allora, sedici, diciotto) sentiva una grandissima responsabilità e una donna (idem, quindici, sedici) passava le notti sveglia cercando di capire a chi stava affidando, come si diceva allora, la propria rispettabilità ed il proprio onore.


Perchè non era necessario farsi ingravidare, bastava appartarsi con un maschio e che poi questo, sia pur mentendo, si vantasse d'un atto sessuale frettolosamente consumato, e voilà, festa finita.


Uno stupro, se mi permettete di ricordarvelo, non era un reato contro la persona. Uh, diranno le fanciulle, e contro chi allora? contro la morale. Sottile, dirompente differenza.


L'aborto era gravissimo quanto comunisssimo reato, ma vi erano attenuanti incredibili per l'infanticidio per causa d'onore. Per causa d'onore. 


Amore a vent'anni si intitolava il film a episodi che ha entusiasmato David. Per via della maggiore età, che era a ventuno. ma a ventuno si era quasi tutti sposati, a ventidue si era zitelle. Amore a quindici anni sarebbe la dicitura più realista.


A quindici anni dovevi scegliere, sedici, diciotto. Scegliere una sola volta, scegliere per sempre.


Ora, io dico che era diverso. Non era un amore sereno come quello d'oggi: si prova, si gioca, si ride, si cambia. Magari si convive per un po'.  Magari si comincia una gravidanza e poi ci si sposa. O non ci si sposa. E si divorzia. E i genitori dicono meglio così piuttosto che vivere in disaccordo.


Era un amore shakespiriano, era pirandelliano, era terrore puro misto a desiderio infuocato (che da adolescenti infuocato è), erano aspettative, era il progetto della propria vita, era una battaglia in prima linea, vincere o morire, era il clou dell'esistenza, era la prova d'iniziazione della razionalità e dell'autocontrollo, del coraggio e persino della temerarietà,  nella bufera dell'esplosione ormonale.


E non ricordo male.

5 commenti:

  1. Scusa, probabilmente l'hai gia` scritto; a che eta` sei andata via dall'Ottocento?

    RispondiElimina
  2. non era l'ottocento, max, mannaggia. Era la seconda metà del novecento poche centinaia di km più a sud di casa tua... ;-)

    RispondiElimina
  3. millenovecentosettantotto, comunque

    RispondiElimina
  4. no, mi sono sbagliata, era il settembre del settantasette; mi sbaglio sempre su questa data, devo essere diventata troppo vecchia, oppure non me la voglio ricordare.....

    RispondiElimina
  5. settantasette: l'anno della morte di Lorusso, di Bologna messa a ferro e fuoco, un anno di matrimonio, ma ancora con la testa dell'adolescente che vive da adolescente giocando a fare la mamma, per poi ritrovarsi a fare la nonna nel 2000 e rotti

    RispondiElimina