domenica 19 luglio 2009

realtà e irrealtà

Intanto, verosimilmente la realtà non ha molto a che vedere con quel che crediamo sia.


Quel che crediamo sia realtà è tutto nella nostra testa; innescato, sostenuto, certamente, da qualcosa di esterno che matematici e fisici cercano di tracciare, come dire, in astrazioni rappresentabili e comunicabili da individuo a individuo. Poi ci siamo noi medici, e tutti gli adepti delle cosiddette scienze naturali, che, talvolta sfruttando il lavoro di costoro e in maniera parziale e un pochetto all'acqua di rose i loro metodi, scopriamo trucchi per fare andare le cose nella realtà esterna e/o in quella interna in modo più vantaggioso o più gradito a noi stessi e/o ai nostri clienti.


 Fine del capitolo zero.


 La realtà nella mia testa. E' diversa da quella vera. Solo che io lo so. E non me ne frega, sostanzialmente niente. Poiché mi rompe maledettamente che la realtà vera si allontani progressivamente da quella che io vorrei, così coltivo nella mia mente deformazioni della stessa che me la rendano più tollerabile.


 Oh, lo fanno tutti, è vero. Ma magari non di proposito come me. E di tanto in tanto mi procuro dei complici, anche. Magari qualcuno che guardandomi veda quel che voglio mostrare io e non quel che c'è nella realtà.


Non era questo il post che avevo intenzione di scrivere, quello lo scriverò più tardi e sarà un gran bel post. No, solo è accaduto poco fa che mi sono guardata allo specchio, uno specchio nel mio ingresso che racchiude tutta l'antipatia che ho sempre nutrito per la mia casa quando era piccola. Ho visto una cinquantenne in marcato sovrappeso con un vestito blù che dovrebbe essere buttato via perché odiosamente impietoso; ho convenuto con me stessa che neppure dieci chili in meno cancellerebbero uno solo degli anni che stanno scritti sulla mia pelle, sulla mia faccia e sulle mie gambe, anni spesso trascorsi a fare le cose che dovevo, non quelle che volevo, anni la cui unica ricompensa è una coscienza meno sporca di quella che avrei potuto avere, anni in cui ho sperato che potesse realizzarsi un comportamento morale, onesto, dedicandovi sufficiente impegno, che fosse possibile fare spazio alla morale, nel mondo, attraverso la propria vita e la propria persona, e durante i quali ho imparato che nessuno è innocente, solo un po' meno colpevole e un po' più in buona fede.


 E i figli, da cui mi aspetto forse troppo, in sostanza che condividano la mia scala di valori in cui onestà ed impegno stanno abbastanza in cima. E invece coltivano la noia.


Così mi guardo nel grande specchio fortemente antipatico, faccio un bilancio e so che non ne vale la pena, non ne vale mai la pena in quanto è impossibile. Allora mi rifiuto di invecchiare, nella mia mente. Mentre il compagno della mia vita, anno dopo anno, si adegua lentamente e saggiamente alla propria età, io continuo imperterrita a chiudere gli occhi, e ad occhi chiusi ad utilizzare le modalità di pensiero, valutazione, decisione, che utilizzo da circa tre decenni, solidamente testarda, caparbia, come quando nuoto una bracciata dopo l'altra, tre per ogni fiato, senza guardare altro che il fondo e la linea d'orizzonte ogni volta che mi sollevo per raccogliere una boccata.


Un giorno mi stancherò, al di là della caparbietà, e finirò a fondo. E poiché non v'è alcun traguardo, la differenza tra il prima e il dopo sarà solo il punto in cui il mio corpo s'abbandonerà alla corrente.


Divergono i miei ritmi da quelli dell'uomo con cui vivo praticamente da sempre, ed il torto è mio. Sono io che dovrei cambiare. Invecchiare. Almeno un poco. Invece di procurarmi dei complici che mi facciano sentire una ragazza. Che mi invitino ad incredibili kermesse sull'acqua, che mi coinvolgano in ubriacature collettive. O altri, che facciano ancor di peggio, o di meglio a seconda dei punti di vista del momento.


Io dovrei sgridare i miei figli, stirare, cucinare, correggere gli elaborati che raggiungono ormai un volume spaventoso, e leggere gli ultimi numeri delle riviste mediche, e lasciar perdere questo blog da adolescente stantia.


E però. Però, visto che comunque anche questo spiraglio d'autunno finirà...


Ho fatto tanto spesso quel che dovevo, mi chiedo se non ho accumulato una qualche specie di credito, per il presente e forse per un pezzetto ancora di futuro.


P.S. ai post che non gradisco siano troppo facilmente rintracciati, io non ce li metto, i tag...

15 commenti:

  1. Passi per il vestito blu, ma io "una cinquantenne in marcato sovrappeso" non l'ho mai vista...


    Quando ho provato a ri-organizzare il sig giovani su facebook (e prima o poi ci riprovo) l'ho fatto per cercare di abbassare l'età media dei partecipanti. Nonostante questo, sono arrivate varie richieste di iscrizione da parte di ultra-quarantenni. Richieste ovviamente tutte respinte.


    Ci tengo al fatto che un gruppo di giovani sia frequentato da persone giovani... Giovani fuori o dentro, dato che quello che scrivi non e' legato all'età anagrafica ma a quella interiore. Per questo saresti stata la benvenuta in quel grupppo, cosi' come lo sei nel SIG.


    Il fatto che penso che tu sia una persona importante in un gruppo di giovani, (e che continuo a cercare di convincerti a tornare) dovrebbe farti capire perche' non sono mai riuscito a vedere la cinquantenne che credi di aver visto nello specchio.


    L'età anagrafica ha un significato molto marginale, salvo per i tuoi colleghi quando ci si trova a discutere della salute fisica.

    Forse quello che hai visto nello specchio e' conseguenza di una deformazione professionale? ;)


    -- Worthstream

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  2. Volevo fare un'altro commento sul tema della realtà percepita, che e' un tema che mi affascina moltissimo, ma sono le 20.35 e devo riuscire a finire un paio di capitoli, preparare la valigia e dormire un pochino prima di svegliarmi alle 5 di domattina, fare tre ore di viaggio e affrontare un'esame... c'e' tempo solo per un commento, almeno che sia importante ;)


    WS

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  3. La tua sincerità mi dà sempre una sberla, ed allo stesso tempo mi consola. Lo so che non te ne fai niente ed è solo irritante sentirselo dire, ma se vuoi trovare un senso al tempo speso per dovere più che per piacere, è questo: vedere persone imperfette, dubbiose, mai del tutto innocenti (persone e basta), fare comunque la cosa giusta a dispetto di ogni tornaconto, è contagioso. Magari a scoppio ritardato, ma contagioso.

    Le persone come te sono quelle che meno godono dell'incredibile quantità di bontà che elargiscono al prossimo. E la cosa fa davvero incazzare.

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  4. Fra parentesi nemmeno io ho visto una "cinquantenne in marcato sovrappeso", ma una Donna dagli occhi vivi come quelli di una bambina davanti ad un regalo.

    Anche Claudia Sciìffer, per dire, ha gli incisivi spaziati, se vuoi vederla male.

    Puoi vederti come fai ora, abbandonare interessi, hobby, attività, ed adeguarti pedissequamente alla trista media dei tuoi coetanei. Fico. Per questo principio io dovrei andare per feste tutte le sere, studiare economia per fare i soldi, e iniziare a farmi il giro di "maschi giusti" per tenermene qualcuno buono, quando non sarò più autorizzata all'allegro meretricio adolescenziale.

    Non prendiamoci per il culo, por favor.

    Dimmi come procurarmi il tuo libro, e scrivine un altro.

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  5. "E i figli, da cui mi aspetto forse troppo, in sostanza che condividano la mia scala di valori in cui onestà ed impegno stanno abbastanza in cima. E invece coltivano la noia."


    Ma non ti ricordi? La noia e` la strana compagna che ci si attaccava da subito prima a subito dopo l'adolescenza. Proprio quando potresti essere continuamente vivace, se non addirittura allegro, quando ti si apre la vita sociale, ecco che ti si affiancano solitudine e noia, e ti sembra che non possano mai staccarsi.


    Per fortuna, alle volte con grande sorpresa dei genitori e dei figli stessi, arrivano gli interessi di studio, di lavoro, culturali o anche interessi meno "nobili", ma che comunque vivificano e spazzano via la nebbia. Non succede sempre; dobbiamo vigilare a che siano presenti le condizioni che lo permettono. E soprattutto, non puoi ancora sapere quale sia il peso che danno ai valori; non ne hanno ancora avuto l'occasione. Al momento giusto, scommetto che avrai bellissime sorprese.


    Almeno cosi` mi pare. Mi trovo odioso, quando pontifico.


    Al resto del post non faccio commenti, perche' direttamente o di riflesso le tue frasi fanno troppo male.

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  6. ok, ho preso tre lavate di capo, va bene, va bene.

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  7. Mapperl'amordiDio...lavare, stendere, stirare, ma cosa dici mai? E' questo il finale ultimo che ci aspetta? Beh, allora io voglio vivere ancora con la mia testa di adolescente, anche se non lo sono più da un pezzo. Cetamente ogni tanto mi gioro anche io indietro a sistemare casa, ma non è il mio fine ultimo, vorrei continuare così a fare quello che mi piace, che mi gratifica, che mi fa stare bene ancora per molto, vorrei continuare a vestirmi come se avessi 15 anni di meno, non mi interessa nulla di come mi vedono gli altri, va bene come mi vedo io

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  8. ah, io pensavo piuttosto a libri, musica, scrittura, e magari riprendere in mano la matita, se mi ricordo ancora come si fa e prima che l'artrosi ....

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  9. Sulla noia, ci sarebbero da scrivere volumi (e già ne sono stati scritti), e in termini molto più lusinghieri.


    Diciamo che secondo me non c'è altro come l'idea che ogni minuto debba essere fatto fruttare che ci divide dai "veri" ragazzi...

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  10. Sulla noia ci sarebbero da scrivere volumi (e già ne sono stati scritti), e in termini ben più lusinghieri di quanto tu fai.


    Secondo me, non c'è altro come l'idea che ogni minuto debba essere utilizzato al meglio che ci divida dai "veri" ragazzi...

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  11. Oops, ho duplicato un commento. Vedi come uso male il tempo io...

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  12. amico mio, sono convinta della tua diagnosi: qualcosa dobbiamo pur avere imparato, no? e il valore inestimabile di ogni minuto è una di quelle. per quanto riguarda la noia, io preferisco l'ozio. nell'antico senso del termine. la noia, il tedio per intenderci, non mi sento di raccomandarlo. Un'ultima cosa: non vorresi essermi spiegata male. La grande fortuna della mia vita è poter contare sui miei strani, inconsueti, mai sufficientemente apprezzati complici: quelli delle kermesse sull'acqua, quelli degli ozi improduttivi, quelli delle attività ludico ricreative ad alto contenuto intellettuale... eccetera. baci. Caps.

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  13. Ah, ma quale mai ozio ti concedi tu? Ascoltare musica nottetempo davanti a un computer affacciato sui baratri della Rete, ti par ozio? Organizzare weekend ludici per amici indisciplinati, e passarlo in buona parte a far spola tra stazioni, domicilii e agriturismi, ti par ozio?

    I ragazzi hanno il talento per quell'ozio che a noi, nel ricordo, sembra noia, eppure è una fonte di maturazione più feconda dei corsi di impagliatore poliglotta o dei master in cosmetica manageriale. Avere un fine per ogni minuto, e nessun buon fine, è il segno della "maturità" in questo nuovo millennio...

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  14. uh, mica faccio solo quello, sai? ci sono diverse cose che non rientrano nelle categorie di questo blog, ma si, ascoltare musica nottetempo affacciata sugli abissi del più profondo web, si, è un ozio affascinante, e chattare con moderni odissei, pure; e guardare un cielo scuro punteggiato di stelle distesa sulla prua d'un barcone; inseguire emozioni adolescenziali; leggere; assaporare un favo di miele d'acacia succhiandolo dalla cera e, col calore delle guance, trasformarla in una pallottola farinosa privata d'ogni stilla di dolce; raccogliere prugne mature sotto il sole cocente; bere caffè con amici, e ritrovarsi, domani, con un branco di ragazzi a parlare di libri; e quanti di questi deliziosi ozii mi sono possibili grazie alle ore che, da adolescente, ho trascorso ad imparare ad apprezzare gli esseri umani e le loro opere, e soprattutto a distinguere, tra essi, uomini ed opere, quelli che aggiungono bellezza al mondo. E a goderne.

    E ogni volta ho ancora sedici anni, venti, forse, qualche volta, persino venticinque. Ti dirò: in serate come questa mi pare un miracolo, la mia più grande fortuna; poi ci sono i giorni come ieri, in cui mi chiedo se non sarebbe più giusto essere diversa. Mah. Stasera è tutto dorato e luminoso, e domani sarà un magnifico, indimenticabile giorno.

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  15. ti abbraccio capsicum.

    giulia

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