venerdì 17 luglio 2009

da facebook al blog

Sapete, diceva qualcuno che facebook sta uccidendo i blog. Non questo, direi. Gli accessi sono più o meno stabili, e i blog che io leggevo continuo a leggerli, perché sono belli e ricchi e importanti, e se magari leggo meno è perché lavoro di più. FB mi ha dato delle cose; mi ha fatto conoscere meglio le persone che già conoscevo, mi ha fatto ritrovare i miei vecchi amici, le mie cugine bellissime e brillanti (i cugini sono interessati solo al sesso, salvo rarissime eccezioni...)e mi ha fatto conoscere un paio di persone, amici di amici, con cui condivido passioni inusuali quali la musica classica (in particolare il barocco), i vecchi film, vecchie canzoni e pezzi jazz. Nascono, dai link, ricordi e riflessioni. David, un giovanotto notevolissimo, ha citato Antoine e Colette di Truffaut, un episodio del noto L'amore a vent'anni, e a tal proposito ha affermato che l'amore a vent'anni nel 62 probabilmente non era diverso da adesso. Io ho fatto mente locale. Era diverso. Ci sono un sacco di motivi per cui era diverso. Magari io penso più al 72 che al 62, ma le cose sono cambiate dopo. Ora mi preparo per andare a lavorare, ma stasera continuo a scrivere in questo post e se sarò riuscita a raccogliere le idee e a chiarire a me stessa questa viva impressione, vi racconterò. Nel frattempo potreste pensarci anche voi. Soprattutto quelli "giovani dentro" come me, no?

9 commenti:

  1. E aribentornata! :)

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  2. Timido comment:

    l'amore a 20 anni è un po' più informato (poco), ma avendo vagliato vari reperti archeologici, credo sia sostanzialmente lo stesso.

    My useless 2 cents.

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  3. ciao C, bentornata..

    il mio amore a vent'anni e' stato solo dieci anni fa, ma mi sembra comunque diverso dall'amore di ora. piu' intrepido forse, coraggioso.

    e parte di questo passa proprio da cellulari, facebook e quant'altro. quando veramente piacevi a qualcuno, anni fa, dovevano chiamarti a casa, passare dalla cornetta di tuo padre, affrontare una presa di posizione, una scelta piu' difficile di un post su facebook o di uno sms notturno (non che io li disdegni, anzi, in particolare quest'ultimi).. quando ti piaceva qualcuno dovevi dirglielo, scriverglielo, urlarlo.. e sperare.


    non era un lancio sui grandi numeri, era un investimento.


    non piu' difficile, non piu' facile, forse solo piu' facile per me, dal temperamento troppo romantico per un "approccio globale"


    madlyMad



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  4. Tendenzialmente mi vien da assumere il punto di vista dello "sfigato" di vent'anni.


    Forse adesso, con le infrastrutture che permettono - e quindi impongono - maggiore fluidita` e velocita`, lo sfigato si sente ancora piu` sfigato che 20, 40 anni fa??

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  5. non lo so, max. David mi ha lanciato una citazione di amos oz: "Il nostro vero guaio è che non ci lasciamo entusiasmare da niente. Questa è la vera tragedia. Chi non si attizza più per nulla si raffredda e così si comincia a morire. Bisogna cominciare a desiderare.Trattenere forte, con tutte e due le mani perché la vita non scappi, spero capiate quel che intendo dire. Altrimenti è tutto perduto."


    Io non lo so, anche quando torna adolescente, il mio cuore è nato nel 57, come vuoi che faccia a sapere?

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  6. non so se posso capire questo nuovo secolo, max. uso le mani di questo ventunesimo secolo, le sue macchine e la sua comunicazione, ma al servizio di un'anima antica, se mi capisci. più antica ancora dell'ottocento; quella della nike che s'allaccia il sandalo, probabilmente...

    potrei scrivere su papiro...

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  7. Ma il bello e` proprio compiere il passo, no? Prima o poi ti devo parlare di mia suocera, donna intrisa di tradizione ma tanto intelligente da saperla separare da se'.


    Quanto a quella citazione, mi irrita molto. Certo, dovrei leggere il contesto. Comunque se ad Amos Oz non gli tira piu` il cervello (scusa la pseudo-volgarita`) son fatti suoi e non dovrebbe generalizzare.


    Matematica, musica e si`, be', sesso mi entusiasmano ancora fino all'ubriachezza.

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  8. david credo volesse parlare della sua generazione. che non è la nostra. non so, attendo lumi; e proverò a leggere il libro, sai, nel contesto... Vorrei capirli, questi figli così simili a noi e così diversi.

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  9. Si`, lo so: io reagisco in modo spropositato.


    Pero` se il discorso e` sulla nuova generazione e` anche peggio; io ci vivo in mezzo e trovo entusiasmi preziosi. E` vero che c'e` molta piu` consapevolezza dei problemi del futuro lavoro, rispetto a una volta, ma non so dar loro torto...


    Per fortuna qui non mi e` mai capitato di leggere l'orribile incipit "I giovani d'oggi...". E` una locuzione che mi mette subito in stato di allerta. Pochi giorni fa ho quasi rovinato un pranzo di nozze e un'amicizia per questo :-)

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