venerdì 12 giugno 2009

Sapete, la fregatura brutta del mio lavoro è che la gente ha veramente bisogno di me nei momenti peggiori della sua vita; così io li vivo tutti, questi momenti peggiori; mentre gli altri ne vedono uno o due o tre, io sono sempre lì, ne contemplo l'ingiustizia, la fulmineità, l'inevitabilità.
Le V2 di Dio. O del Destino, chissà.
Brutta giornata questa. Il mondo va così.
Domani seminario al mattino e lungo pomeriggio in studio; sabato corso. Domenica, spero, un po' di relax.
buona notte.

8 commenti:

  1. Non servirà a nulla ma noi ci siamo sempre pronti ad ascoltare il tuo dolore e la tua rabbia

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  2. burnout.....

    in italiano bruciatofuori sta malissimo

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  3. A una mostra di Salgado qualche anno fa, verso la fine del percorso, due ragazzi commentano davanti a me ad alta voce: "ahò, ma 'sto Salgado stava in tutte le guerre del mondo, non è che portava sfiga!"

    mi fece sorridere. e poi un minuto dopo, mi fece pensare a quanto è faticoso fare certi mestieri. esserci quando è più tosta ed esserci lucidi. un abbraccio

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  4. fulmineita' e inveitabilita', ok. ma l'ingiustizia?

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  5. grazie di cuore a tutti; il concetto di ingiustizia è difficoltoso da analizzare. magari un altro post logorroico un'altra volta? baci

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  6. volevo dire: siamo d'accordo sul fatto che l'ingiustizia in senso oggettivo su una scala e' palesemente una cosa impossibile a determinarsi? se non siamo d'accordo, porrei la domanda: quando e' giusto allora? a 5, 10, 20, 40, 80 anni? se si e' neri, gialli, bianchi, olivastri? se si hanno figli, nipoti, pronipoti? se si e' visto tutto, se non si e' visto niente? quando?

    se invece siamo d'accordo, il discorso si fa interessante, perche' l'ingiustizia diventa una valutazione soggettiva. e qui vorrei chiedere: e' una cosa utile sentire l'ingiustizia della propria sorte? e' utile per se' e/o per quelli che ci stanno attorno?

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  7. si, siamo d'accordo, il concetto di ingiustizia è soggettivo, e si, può essere percepita. e si: è una cosa utile, se ci porta a cercare e possibilmente a trovare un senso. quale senso dipende da quali persone noi siamo, e da questo dipende anche se il senso ci serve anche per le persone che ci stanno attorno, e il senso che va bene per queste ultime dipende anche da quali persone siano coloro che ci stanno attorno

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  8. in effetti la mia domanda era generica, pero' ti ringrazio della risposta comunque. e' un qualcosa che veramente non arrivo a capire. io tendo a sforzarmi di non pensare all'ingiustizia che pure soggettivamente percepisco, mi sembra non sia dignitoso sentirmi vittima. ma forse confondo gli ambiti.

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