martedì 30 giugno 2009

NOTIZIE DA UN'AMICA

Ricevo, in un commento al post di qualche giorno fa, notizie non felici da parte di un'amica, a riguardo della sua "piccolina".


 In certe situazioni si prova un grande imbarazzo, una specie di pudore, e non si parla per non ledere la riservatezza e la dignità di chi soffre. Ma io ringrazio l'amica sia per le notizie che per avermi dato modo di parlare di un argomento che merita grande considerazione.


Contiene, questo commento, delle riflessioni rilevantissime che vorrei ascoltaste. Sono espresse con semplicità, ma non senza amarezza. La "piccolina" merita solidarietà, rispetto, appoggio. Vorrei che ve ne ricordaste e, se ve ne capita l'occasione, vorrei che agiste ricordandovene. Non solo nei prossimi giorni, ma sempre. Un abbraccio, per quel che vale, da Capsicum.



" La “piccolina”…è una persona con una sola cifra negli anni che non arriverà forse mai ad averne due... non viene neppure definita malata terminale, non viene ascoltata, non viene accudita come un adulto. Solo nei reparti pediatrici riceve un po' di attenzione, nei limiti della tensione alla sopravvivenza, poi la guerra di trincea fra vita e morte la fa da sola, magari a casa in famiglia se è fortunata. E se ha un dolore forte, grande, inesprimibile, non si sa che fare. Non è questione di Chiesa o no, sarebbe bello se fosse solo quello il problema! Credo che abbia ragione il prof. che cura la piccolina: i bambini fanno audience, attirano donazioni e quindi se ne parla nel corso di campagne di raccolta fondi, ma poi i fondi raccolti per la ricerca finiscono nei progetti per gli adulti, che sono numericamente di più e protestano di più, e ai bambini restano le briciole. Però sono i bambini che hanno capacità di rigenerazione maggiori, che hanno un percorso di vita più lungo davanti se sopravvivono allo sconquasso del corpo e della mente delle loro malattie, che devono patire meno effetti collaterali per preservarsi per tanti anni a venire, che devono soffrire per tanto più tempo… E da domani la piccolina torna in ospedale, sperando in una terapia di supporto alla quotidianità! "

2 commenti:

  1. Tanto coraggio, tanto di cappello a questa mamma, tanto di tutto e non sarà mai abbastanza

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  2. si, è una gran donna. e la piccolina è grandissima.

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