sabato 6 giugno 2009

DORMIRE, SOGNARE

Non ho proprio voglia della pillolina, stasera. Ieri mi sentivo troppo pigra per spezzarla, così l'ho presa intera. Ecco, non debbo rifarlo. Sto ascoltando una versione bellissima di una vecchia canzone francese. E francamente non ho desiderio di dormire. C'est une chanson que nous ressemble, diceva. E mia madre la cantava con la sua bella voce da contralto. Tanti anni fa. Ci sono cose peggiori dell'invecchiare. Invecchiare non è nulla, alla fine. Bene, lo dico io che mi ritrovo in dotazione un corpaccio indistruttibile, di quelli che crolleranno di schianto e tanti saluti. Ah, e se così non fosse, ci sono sempre serpentelli gialli nel deserto, pronti a parlare ed entrare in trattative con piccole principesse lontane da casa, ad abbracciare le loro caviglie come gioielli definitivi. No, invecchiare è nulla. Ma l'assenza, l'assenza si. E tutte queste variazioni, come le avrebbe amate, ed avrebbe chiuso gli occhi per ascoltare meglio, il piano e le spazzole, poi la voce della cornetta. E mi avrebbe fatto notare, mais la vie sépare ceux qui s'aiment, mi avrebbe fatto notare quanti particolari, li avrebbe cantati a mezza voce, quanti ricordi ho dovuto cancellare, quando il respiro si fece atroce, quando la voce da contralto non riusciva neppure più a sussurrare, quando soltanto il sonno le diede sollievo, e quando vegliammo il sonno con delle piccole ninnenanne gialle sino a che il respiro non finì. Nessuna voce da contralto. Né io più canto.

5 commenti:

  1. hai ragione... non farlo più... chissà che buona robina che è quella pillolina, sembra un po' che ti sei fatta... la prossima volta fai lo sforzo di spezzarla... se non ne puoi fare a meno della pillolina :)

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  2. era solo un po' di malinconia. Non bisogna nuotare troppo a fondo, sai.

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  3. si, prrof, va bene, l'ho spezzata ieri sera.

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  4. Lo vedi, che il piccolo Principe non si può odiare impunemente, rimane a farci compagnia.

    Il fatto è che ci piacerebbe non saperlo, che quando cominciamo ad aver capito qualcosa di questo mondo ci tocca lasciarlo...

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  5. peggio, è peggio: cominciamo a desiderare disperatamente di lasciarlo. Tu mi conosci troppo.

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