lunedì 25 maggio 2009

QUEL CHE NON TI INSEGNANO E' A VOLTE QUEL CHE PIU' TI SERVE

I miei ragazzini-medici escono da una grande e famosa Università. Da un corso di laurea prestigioso. Superano un esame d'ammissione rigido e affrontano una maratona di tirocinii e di seminari che li impegna ben più di otto ore al giorno; e nelle loro domeniche e notti lavorano per guadagnarsi di che vivere.


Non sono miei figli, non sono miei in nessuna accezione, eppure ne sono assurdamente e completamente fiera. Eppure un anno e mezzo fa non li capivo.


Dopo ogni seminario compilano un questionario di grdimento. Dai loro pareri e dai loro commenti era chiaro che desideravano soprattutto avere nozioni tecniche, terapia. lo scrivevano a lettere maiuscole, ci mettevano tre righe sotto: TERAPIA MEDICA!! VOGLIAMO LEZIONI DI TERAPIA MEDICA!!! Tecniche, tecniche, tecniche.


La prestigiosa unversità li seleziona attraverso un test che privilegia le capacità logiche e la memoria. Poi li conduce per sei anni attraverso un corso fortemente scolarizzato, impartendo loro una miriade di nozioni, a tempo di marcia. Tecniche diagnostiche. per riconoscere la tale patologia fate questo esame e quello, e poi di seguito quello e quell'altro. Per la tale patologia fate la tale terapia, e poi seguite questi step, prima qui, poi lì, e poi quell'altro. E loro imparano. E i prof dicono bravi, bravi. e poi vanno in corsia e vedono dei fallimenti, e i prof gli spiegano che c'è stato un errore, che qualcuno ha sbagliato, forse il medico di famiglia, forse lo specialsita, opprue era trascorso il momento propizio, diagnosi tardiva, chessò.


Poi si laureano. Poi si abilitano. Poi cominciano a lavorare da soli. Davanti alle eprsone, le persone con le loro malattie. Scoprono i fallimenti delle tecniche diagnostiche e li attribuiscono alla propria inesperienza. Studiano.


Studiano, studiano, studiano. Sulle riviste, sui libri, sui siti; studiano e danno dei colpi di mazza ferrata alla propria autostima, diventano bravi, questi ragazzi, e troppo grassi a volte o troppo magri.


Come se non bastasse pure quando la diagnosi l'azzeccano brillantemente le tecniche che applicano non funzionano completamente; a volte non funzionano affatto. e loro ne cercano delel nuove. Ci sono sempre dlle ricerche, dei lavori che stanno per uscire, qualcosa in inglese, in tedesco, cercala, cercala!


Io li adoro, non voglio certo che si arrendano, non voglio che smettano, ma ascoltate un attimo  Capsicum: questo è l'oro che noi scavammo, quel  che nessuno ha diviso con voi.


Le tecniche non funzionano MAI completamente. Talvolta NON FUNZIONANO AFFATTO.


Allora c'è quelcosa che non sapete, si, e non è una tecnica, o forse a suo modo E' una tecnica. Ci sono cose da fare quando la tecnica non funziona. E bisogna impararle.


Bisogna imparare ad accompagnare. LAICAMENTE, ragazzi, PROFESSIONALMENTE, e, se mi permettete, anche UMANAMENTE.


L'accompagnaento religioso e fideistico che ha invaso le nsotre facoltà riempie un grave vuoto lasciato nella vostra preparazione, un vuoto che vorrei potervi aiutare a individuare. Non ho la presunzione di farvelo colmare, il senso del vuoto deve rimanere per mantenervi umani, vivi, capaci di sofferenza e , di conseguenz, capaci anche di gioia.


E allora non vi sentite solo "all'altezza". Sapete che quel che fate è quel che va fatto, che il vostro lavoro ha senso, che la vostra vita ha senso, che la sofferenza umana, per il solo fatto di poter essere accolta e consolata, acquista forse non un senso, ma certo una dignità.


Qualcuno crede in un dio, o in più dei. Io credo nella dignità. Una specie di religione immanente, che non toglie nulla alle altre nè vi rende eretici se l'abbracciate insieme alla vostra. Se poi non ne avete una, considerate i vantaggi d'avermi come correligionaria...


Quanto lavoro da fare.


5 commenti:

  1. Me lo sono riletto.

    E siccome era troppo bello me lo sono anche stampato.

    E me lo porto nell'agenda.

    GRAZIE

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  2. grazie a te, epi. nonostante tutto se non ci foste voi, tu e gli altri, non vedrei molta luce in questo interminabile tunnel

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  3. ehhh che dire. son capitata qui per caso, ma forse no!

    ho letto questo post ma un pò mi sfugge. mi scivola via tra le mani, come se fosse qualcosa che non riesco ad afferrare. eppure mi riguarda....ohhh se mi riguarda! parla di me, di una me tra qualche anno.

    boh. tanti pensieri e tante cose nella mia testa. cose per niente scientifiche, eppure così...così mediche, a mio parere. un parere fose troppo mio.

    grazie mille e....un saluto!

    **true**

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  4. Io torno qui da oltre un anno, periodicamente, solo per rileggere questo post.
    Volevo dirtelo.

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