martedì 19 maggio 2009

FRANCESCO CAMPIONE

HO SCOPERTO OGGI CHE SONO INDISCUTIBILMENTE SUA FIGLIA, IN QUALCHE MODO. INFATTI MI RENDO CONTO DI RITENERLO IMMORTALE.
IN UN CERTO SENSO CIO' E' GRAVE.

8 commenti:

  1. Ho provato a reprimermi, Capsicum, perche' non mi va ne' di apparire un provocatore, ne' di scoprire troppo i miei pregiudizi.


    Ma non ci riesco.


    DEVO dirti che mi disturba un po' la tua venerazione per Campione. Non potrei parlare perche' l'ho sentito solo due volte per radio. Eppure mi son bastate per riconoscere un cliche'.


    Tu sei troppo giovane per aver subito l'atmosfera dei salotti intellettualoidi degli anni '70. Io l'ho subita, inalata, prodotta, condivisa e finalmente espulsa.


    Era il periodo delle teorizzazioni ardite, da proclamare con lo sguardo da "Ehsesonfigo?", dei discorsi che sapevano di scienza ma non ne contenevano neanche un po'.


    Di li` e` nata una generazione che ha prosperato nei salotti non piu` solo di sinistra, e che ha invaso le accademie e i supplementi dei TG. Ha lasciato traccia, curiosamente, in circoli insospettabili come CL ("Il Cristianesimo in realta` non e` una religione: e` una testimonianza!"). Ha prodotto schiere di "-ologi": psicologi, sessuologi, politologi, criminologi, semiologi, ecc.


    Ha dato vita a poche, bellissime idee (in epistemologia, in psicologia cognitiva, nella stessa semiotica), ma le ha subito affogate in un mare di chiacchiere ripiegate su se stesse.


    Come ogni buon allergico, non mi serve troppo tempo per sentire la presenza del mio allergene. Campione ha attivato subito le mie difese immunitarie.


    Non riesco, Capsy adorata, neanche a respingere un pensieraccio che preme alle porte della mia corteccia: non e` che ci sia una sotterranea relazione fra la tua stima per quell'uomo e la tua appartenenza al Mensa?...


    Max

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  2. campione? la mia stima per lui risale a quando faceva la supervisione al primo gruppo di medici che lavoravano per quella che sarebbe diventata l'ANT. Allora ne faceva parte il fratello di mio cognato, che ora fa l'oncologo all'opsedale di Rimini. Con Giovanni sono stata ad alcune delle sue supervisioni e mi piacque. Ha fatto per anni la supervisione al gruppo della DanilaValenti all'Hospice di Bentivoglio. Danila ha sempre detto che avrebbe tralasciato qualunque cosa, ma non le riunioni del martedì con lui. Altre cose, più personali, a voce. Oggi come oggi si occupa di lutto, di psicoterapia della crisi, di tanatologia. In particolare ha organizzato un gruppo di psicoogi che, col contrbuto delle signorine Serangoli, offre sostegno ai genitori dei bambini di oncoematologia pediatrica, e puoi immaginare di cosa parlo. Ti potrei far leggere contro la morte, probabilmente l'unico dei suoi libri che vale la pena di leggere. (gli altri poteva rispermiarseli, è vero). E' un gigione, un istrione, uno che si incazza subito e poi si pente, ha tante magagne, e lo conosco davvero da un bel po' d'anni; vorrebbe essere migliore (ed anche mostrarsi) di quel che è, e fa anche finta di esserlo, ma mi è capitato un paio di volte di assistere a dei suoi momenti di sincerità assoluta. Alla fine è una persona che non ha paura di sbagliare, e questo è un pregio che mi fa passare in seconda linea tanti suoi difetti. Come medico e psicoterapeuta ha una qualità che ritengo importante: gli importa davvero del paziente che ha davanti, non in senso personale, ma in senso professionale. Se ne fa carico, se ne assume la responsabilità della cura. Non lo mitizzo, ma sempre a voce ti dirò anche il perché di queste due righe. Baci.

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  3. stella, ti aggiungo questo: le mani nella morte non le vuole mettere nessuno. Puzza, è sporca, e fa maledettamente male. tutti si tirano indietro, e ci lasciano soli, e abbiamo due strade: o ci muriamo dentro noi stessi, e diventiamo dei pessimi medici ma ci salviamo la vita, oppure impariamo a soffrire. Lui ha teorizzato un metodo simile a quello che utilizzo io. ci siamo scontrati su alcune cose, e spero che avremo tempo per scontrarci ancora. Ma ne vengo fuori con delle idee nuove. Se dovessi riscrivere oggi "Nessuno a cui parlare" lo scriverei diversamente, ma questo non toglie nulla al mio debito nei suoi confronti. Io li riconosco, i miei debiti, a prescindere da tutto.

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  4. e non ti ci provare più a reprimerti: è tempo usato male. baci

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  5. mi interessa l'argomento morte - senza nessuna morbosità, difficile da spiegare brevemente - ma su google, ricercando a caso, non trovo niente di preciso. non avresti qualche titolo da consigliare. come dicevi tu, è un argomento che pochi affrontano. in questo paese di superstiziosi medioevali (per così dire)...

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  6. la nera signora, alfonso m. di nola. per cominciare.

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  7. grazie, se lo trovo, gli devo coprire la copertina però, se giro con un libro così per casa mio marito mi caccia o mi entra in depressione ;)

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  8. la copertina è nera, ma è bellissima.

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