sabato 4 aprile 2009

gare

tanti anni fa ebbi la fortuna straordinaria di fare paracadutismo. Il corso preparatorio era sponsorizzato dalle forze armate. Molto ben fatto, comprendeva un corso palestra di tre mesi per la preparazione fisica al lancio.


 Non c'era un corso femminile. Anche perché con tre ragazze contro quarantasette giovanotti non avrebbe avuto molto senso. Così noialtre dovevamo star dietro ai colleghi,  molto divertente, perché il divario tra le rispettive capacità fisiche poteva essere colmato solo da una adeguata dose di tenacia e patologica incapacità d'arrendersi.


Tuttavia i giovanotti ci consideravano, come dire, fuori gara. La gara era tra loro.


Ben presto apparve chiara una demarcazione tra i più atletici, il gruppo e la "coda". Debbo dire, orgogliosamente, che non mi sono mai fatta staccare dal gruppo di coda, anzi. Ma è stata durissima. C****, quando quei ragazzi  di testa cominciavano ad allungare bisognava controllare bene il proprio fiato e il propro ritmo, altrimenti nel tentativo di starci dietro si finiva stracciati. E' incredibile come sia facile esaurire del tutto le proprie energie quando ci si concentra solo su chi ti precede e si perde il contatto  coi segnali del proprio corpo.


Comunque noialtre donne eravamo fuori gara e quindi nella posizione ideale per osservare le dinamiche. Non che altri fossero interessati ad osservarle: si tratta di una patologia mia personale.


Quelli di testa avevano prevalentemente due atteggiamenti da "gestirsi". alcuni dovevano governare la propria impazienza d'essere raggiunti dagli altri: personaggi particolari .  Facevano gruppo, tiravano tutti, erano più felici se riusciva un altro a far bene di quanto non lo fossero per sè; non avevano bisogno di dimostrare niente. Pure se non erano primi, erano meglio del primo. Tre di loro diventarono istruttori nel corso successivo.


Altri invece dovevano imparare a controllare i sentimenti di disprezzo per i più deboli.  E l'aggressività.


Tra i meno forti, invece, v'era una parte divisa tra l'ammirazione e l'invidia, ed altri che invece avevano il problema di gestire o di sfogare l'odio verso chi li surclassava.


Ok, i popoli fanno esattamente lo stesso.


 


P.S.: per chi se lo chiedesse, delle tre donne il brevetto lo presi solo io. Era proprio dura.

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