domenica 12 aprile 2009

Aria

Così, è proprio il pomeriggio giusto, fresco e senza sole. La salita per San Luca è una meta frequentata, da chi corre e da chi cammina. Completamente riparata da un lungo porticato, non ti devi neppure preoccupare che venga a piovere. Ha due strappi particolarmente ripidi, nessun tratto in piano.
A metà del rpimo strappo in genere comincio a disaccoppiare e prima della fine mi spoglio restando in canottiera. La salita diviene meno ripida, quindi posso accelerare un po'.
Non è tanto lunga, in realtà. Il secondo strappo è quasi tutto una scalinata. A metà circa sono in pochi quelli che ancora corrono. Io mi sono fermata tre o quattro minuti, poi ho ripreso con una andatura vergognosa, da nonnina. Alla fine dello strappo la salita si addolcisce leggermente, per poi ripartire con la scalinata prima del santuario.
Quasi tre quarti d'ora a salire, così chi la conosce può capire fino a che punto io sia fuori forma.
La discesa è esilarante; nel primo tratto ti senti la testa leggera, poi ti diverti, con l'impressione che a metere un piede in fallo potresti ruzzolare in una sola volta fino ai piedi del colle.

1 commento:

  1. che meraviglia... anche io voglio di nuovo correre... ma possibile che una distorsione ti tenga ferma più di tre settimane? buf... grazie della bella descrizione! ciao!

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