venerdì 27 marzo 2009

Un brutto anno per la famiglia

Ieri lungo brainstorming col cugino.


I miei cugini ed io ci somigliamo moltissimo. Poi uno dice la genetica non conta. Conta, conta.


Questo cugino è intanto un uomo affascinante, pur se di statura media. Impeccabile, senza stravaganze, il baffo curato che nasconde una brutta ferita di un vecchio incidente da sub. E la maledizione di famiglia: la pancetta.


In apparenza freddo, razionale, analitico, cova passioni forti ed emozioni duramente controllate. L'insofferenza per qualunque forma di costrizione ha reso i suoi rapporti col padre sempre un po' tesi, tanto che chi non lo conosce bene si sorprende della tenera e costante premura di cui l'ha circondato negli ultimi dodici anni, dopo la morte di sua madre.


Insomma, ieri abbiamo parlato a lungo. e non abbiamo finito.


Solo per un momento ha perso il controllo, quando si è lasciato sfuggire che in ospedale paga due badanti, giorno e notte, perché tengano le mani al babbo, in modo che non gli vengano legate. Perché il babbo, nonostante non sia consapevole di quasi nulla, appena lasciato solo  cerca di strapparsi la sonda dell'alimentazione dal naso. Ma perché, dice, ma perché se la strappa di continuo? sembra che sia la sola cosa che gli interessi! E io: forse gli fa male, o gli dà fastidio. Lui si è visibilmente contratto.


Poi abbiamo parlato ancora. A  lungo. E la sua bella moglie ci ascoltava, come sa fare.


Alla fine gli ho detto: non ti crucciare adesso. Stai a vedere. Raccogli i tuoi dati e poi, tu sei molto bravo in questo, li analizzerai e prenderai certamente la decisione giusta. E io la sosterrò.

1 commento:

  1. siamo alle solite. forse il babbo non ne può più e vuole essere lasciato in pace per morire come pare a lui e quando pare a lui, mentre noi figli, egoisticamente, li teniamo qui, ancorati a questa simil vita per non soffrire il distacco irrimediabile da loro

    RispondiElimina