domenica 18 gennaio 2009

A Teatro con Capsicum

Vita e miracoli di un commesso viaggiatore, di Francesco Freyrie, con Vito e Maria Pia Timo.

 Non siamo nell’America degli anni 50, ma nell’Emilia degli anni 60; ma anche qui c’è un commesso viaggiatore in disarmo, giunto all’ultimo gradino della scala sociale dei venditori: lo stuzzicadenti in plastica Multicolor, brevetto del Cavalier Marcacci di Paderno, confezione da dodici in dodici colori compreso il silver e il gold,  con un misero 7% di provvigione.  C’è una moglie che pensa solo ai soldi, per spenderli, un cognato che insiste per riavere i suoi,  e un figlio che non riesce ad avere un lavoro stabile e  non rivolge più la parola al padre. C’è un tentativo di riscatto fallito e una assicurazione sulla vita il cui premio potrebbe sistemare tutto, a fronte di un semplice e veloce suicidio. Una tragedia in nuce.

Ma però (si, ma però, e tuttavia!)

Ma però e tuttavia, dicevo, questo viaggiatore non si chiama Willy Loman, ma Severino Cavazza (leggi Sceverìiino Cavasssa), e qui c’è l’Emilia, e tutta quella gente là mica c’ha una tortellona  come la Nadiona sciotto le lensuola, veh! Così se Miller vi rattrista e vi angoscia, lasciatelo pure agli americani e godetevi le risate amarognole di questa commedia all’emiliana, se capita dalle vostre parti.

Baci da Capsicum

6 commenti:

  1. Ti trovo per caso, e subito mi sei simpatica.

    Anche io ero all'Arena del Sole ieri a vedere la Cava(ss)a family e sono uscita dal teatro grata a Vito ed anche agli altri bravi attori per il ritratto perfetto di formica ed ambizioni di una famiglia anni 60.

    Mi sa che ti metto tra i preferiti!

    Roberta-Bologna

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  2. dì mo', Roberta, se non ti è piaciuta la Salvarani e il divano avvolto nel goldone? Mia zia ce l'ha ancora la poltrona buona implasticata....

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  3. Certo,sia il divano ricoperto che la Salvarani li ho riconosciuti benissimo!

    Sai che cosa mancava? La pellicola colorata appoggiata sulla tv, quella per intenderci che faceva vedere gli spettacoli a striscie di colore (quanto invidiavo chi la possedeva!) ed anche, altro oggetto magico della mia infanzia, quella specie di cuffia di plastica che si metteva in testa ed aveva una "prolunga", una sorta di tubo nel quale si infilava il phon per far l'effetto "casco".

    A parte Minà,che ci ha rotto troppo con i mitici anni 60, devo dire che ieri mi è venuta anche una puntina di nostalgia....Certi modi di dire, certi personaggi ruspanti mi pare siano pressochè scomparsi. A Vito e Co riconosco il grande merito di raccontarceli ancora, lavoro prezioso oltre al regalo di risate immediate.

    Ciao :_)

    Roberta

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  4. la cuffia asciugacapelli! quante volte l'ho usata! e il telecomando col filo? e lo schermino / colore, si! e la Bialetti della domenica, mentre gli altri giorni si usava la napoletana che consumava meno caffè. E la tovaglia di plastica trasparente sopra il tavolo di formica, ma col centrino ricamato sotto. E i pedalini per non sciupare la cera. E il tegamino di ferro smaltato per scaldare il caffè. La piega coi bigodini, la lacca, i capelli cotonati. Lo specchio appeso basso, che ti dovevi chinare per guardarti bene. La radio. La spesa da fare tutti i giorni, perché senza il frigo il cibo va a male. Le cambiali. Non ho i soldi, le faccio una cambiale. Come, non mi accetta la cambiale? sono una persona perbene, io! Le mie cambiali le accetta chiunque! Il libretto al negozio di alimentari. La bottiglia per andare a prendere il latte. L'Idrolitina. E la bottiglia per l'Idrolitina! I fiori di plastica. La brillantina Linetti. Il pettinino da tasca. Lo specchietto da borsetta. Il ferro da stiro di ferro che si mette nel camino. La cucina economica che va a legna. La stufa in ghisa a carbone. Il colletto di plastica col fiocco degli scolari. La messa alla radio. Uhhh.....

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  5. io la cucina di formica ce l'ho ancora, comperata usata 22 anni fa, e non la voglio cambiare:)))

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  6. Oggi il mio reader mi ha regalato, tutti insieme, i tuoi post da prima di Natale in poi.

    Bentrovata :)

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