giovedì 22 gennaio 2009

MEDICINA DIFENSIVA

Da parecchi anni, anche dalle pagine virtuali di questo blog, denuncio la comparsa della medicina difensiva, sull'onda delle pressioni dei pazienti per il risultato sicuro e la garanzia di non morire mai. che chiaramente non esistono. Ma almeno ci fai su un bel po' di quattrini, no?


Il problema è: a spese di chi? Dei medici? No, signori, i medici quello stipendio si pigliano, che non è alto come nel resto d'europa, non ti fa arricchire e figuriamoci se ti lascia margini per pagare quattrini a destra e a manca.


No, signori, chi paga siamo noi tutti nella persona giuridica del servizio sanitario nazionale, finanziato dal contribuente sano o malato che sia.


io in genere non riposrto articolo o altro, ma stavolta faccio una eccezione per questo.


E' il breve resoconto di un convegno della società italiana di chirurgia:


Paura in sala operatoria, di sbagliare, di essere denunciati, al punto da evitare i casi troppo difficili: è forse questo l'effetto più pericoloso della cosiddetta medicina difensiva, l'aumento del contenzioso medico-paziente.
E' quanto emerso da un'indagine promossa dalla Società Italiana di Chirurgia (SIC), coordinata da Gabrio Forti, della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del S.C. di Milano e Maurizio Catino, dell'Università di Milano Bicocca. L'indagine, sulla base di un questionario cui hanno risposto 307 chirurghi, svela che l'82,8% dei chirurghi nell'ultimo mese di lavoro ha scritto in cartella clinica note evitabili, riportate solo per paura, il 69,8% ha proposto il ricovero di un paziente in realtà non necessario, il 61,3% di aver prescritto un numero di esami diagnostici non necessari, il 58,6% di aver richiesto inutili e ridondanti visite da altri specialisti. E non è finita, il 51,5% degli intervistati dichiara di aver prescritto farmaci non necessari, il 26,2% di aver evitato 'casi difficili', oltre le normali regole di prudenza, per il timore di un insuccesso e di dover sostenere una causa a seguito di questo. Se si vogliono evitare errori sanitari, ''è necessario liberare i medici della paura di doverne rispondere penalmente e civilmente. E' necessario riformare la gestione del rischio clinico, altrimenti si continuerà a non dare risposte concrete nè ai pazienti nè ai medici'', ha commentato Ferruccio Fazio, sottosegretario al Welfare, durante il seminario sulla responsabilità professionale nell'attività sanitaria, organizzato dalla Federazione degli ordini medici Fnomceo. ''Il problema del rischio clinico - ha detto - è grave sia in termini di salute pubblica che in termini economici, visto che la medicina difensiva si mangia ogni anno 15 miliardi di euro, in esami inutili e dannosi per il paziente. Inoltre i rimborsi per chi è stato danneggiato sono lentissimi, arrivano in media dopo sette anni e solo al 10-20% delle persone''.
  (Nota di Capsicum: perché il restante 80% delle denunce si rivelano infondate, e pertanto nesun risarcimento viene accordato)


Ieri parlavo con dei colleghi, in ospedale, eravamo tre medici di famiglia e tre pneumologi, e il coro era unanime: non solo siamo costretti a chidere esami, e a fare cose inutili e a volte anche dannose, per seguire il modo di pensare dei giudici, e per prevenire accuse di malpractice, ma questi episodi, pure se ti vedono alla fine riconosciuto "innocente", ti disamorano dal lavoro, ti fanno venire l'odio per il paziente, ti levano il desiderio di essergli utile. Il rapporto umano col paziente finisce in vacca: ogni volta ti ricordi che non hai davanti un alleato, ma un possibile feroce nemico, pensa con che voglia ti interessi alla sua salute!


E allora, dicevano i colleghi, viene meno l'essenza stessa del lavoro del medico. Basta una esperienza così, poi hai voglia di dire a te stesso che la gente non è fatta così, che si tratta di casi sporadici: delle pallottole vaganti ne basta una per ammazzarti.


meditate, gente, meditate. Io mi vado ad aprire una birra e poi di corsa a lezione.

10 commenti:

  1. soledifebbraio22 gennaio 2009 16:11

    quello che dici è giusto. ma i casi che fanno perdere la fiducia dei pazienti nei confronti dei dottori sono molto più che sporadici.

    mio padre, portato al pronto soccorso, fu dimesso per una sospetta frattura dell'osso sacro. dopo due settimane siamo tornati: metastasi dalla testa ai piedi. bastava fare le analisi del sangue, nessun esame inutile e costoso ...


    comunque, non abbiamo denunciato nessun medico per negligenza

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  2. ecco, tu la vedi da paziente, con la convinzione che "bastasse fare delle analisi del sangue", ma non ti sei chiesta quante analisi del sangue bisogna fare se le si mette nel protocollo di tutti quelli che accusano dolore al sacro con o senza trauma. che comunque se uno, come tuo padre, ha metastasi dappertutto saperlo due settimane prima non ti cambia assolutamente nulla, quindi non ti arreca nessun danno o vantaggio, non avete denunciato nessuno, ma anche se l'aveste fatto avreste scoperto che in termini di sopravvivenza il babbo non ha avuto danni, quindi nessuno avrebbe "pagato" per un supposto ritardo di diagnosi di due settimane. ora, questo io dico: i pazienti NON SANNO quali sono i limiti dell'azione del medico e perchè, soprattutto, un medico fa o non fa una determinata cosa. Esistono dei parametri precisi in base ai quali vengono costruite le linee guida, ma esistono anche variazioni dalla media e rischi non eliminabili, e oggi come oggi i magistrati tendono a dichiarare che ogni rischio sarebbe eliminabile, ogni paziente non dovrebbe mai morire, i colleghi mi dicevano che il motivo per cui spediscono a casa i terminali a noi medici di famiglia o all'hospice è che se il paziente muore in ospedale si PRESUME che non fosse senza speranza visto che è stato trattenuto in ricovero, e quindi come mai è morto? Ogni volta che muore in ospedale un paziente loro hanno i sudori freddi. A Bologna siamo a questo livello. Ogni volta che un paziente dice no, dottore, non la voglio fare la broncoscopia, loro 1- non gliela fanno e non insistono perché se poi durante la broncoscopia succede qualcosa sono guai per il medico, e 2 - gli fanno firmare una dichiarazione dove dice che lui l'ha rifiutata, perché altrimenti dopo salta fuori che è colpa del medico se c'è un ritardo di diagnosi in una neoplasia, con realtivo danno. Stiamo cominciando a farlo anche noi medici di famiglia, ma noi abbiamo un problema in più: se io la colonscopia, per esempio, la richiedo ma il paziente non la fa? Come faccio a provare che l'ho richiesta? magari nel frattempo il paziente è morto, e i familiari dicono che non è vero che io l'avevo richiesta....

    QUESTO VA A VANTAGGIO DEL PAZIENTE? NO!!! Non va a vantaggio del paziente, in nessun mpodo e da nessun punto di vista. Perché io medico dovrei poter insistere per la bronco o la colon, perché i benefici sono maggiori dei rischi, ma chi ha avuto i vbenefici se ne va contento, e chi invece ha avuto il rischio me lo fa pagare a me. allora non la vuoi fare? Benessum! Uno di meno. Ma magari quello se ne va all'altro mondo per un cancro che si poteva trovare prima. Oh, io l'ho avuto uno che è morto di cancro allo stomaco perché non voleva fare la gastroscopia. Mai l'ha voluta fare. la mia fortuna? Che anche suo figlio era medico e neppure lui era mai riuscito a convincerlo. altrimenti...

    Vabbè, lo notate anche voi che nessun medico insiste più per farvi fare un esame, o un intervento chirugico. Vuole? bene. Non vuole? avanti un altro. Credevate che foss eper menefreghismo? No, è MEDICINA DIFENSIVA. perché se insisto un domani che succede un qualunque problema è colpa mia che avevo insistito. Ma se non lo fai hai dei danni? Eh, si, ma sono danni che hai liberamente scelto, quindi "anima mia libera" come si dice: quando si dice pilatesco, ecco.

    E chi sta costringendo i medici a cambiare i loro comportamenti? I pazienti, le associazioni di conumatori, il tribunale dei malati, e non ultimi i politici con le loro campagne diffamatorie messe insieme sempre prima delle consultazioni elettorali, non sia mai un medico raccolga consensi e li diriga in qualche modo. Ognuno di voi guarda il suo piccolo orticello, il suo interesse particolare e non vi rendete conto che, come pecore, siete abilmente pilotate lungo il tratturo, e arriverete a Campo Imperatore, da qualunque paese veniate. Ma che lo dico a fare?

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  3. perché, volgio dire, mica crederete che noi medici siamo idioti, vero? se ci mettete nelle condizioni di dover pensare a difenderci invece che di poter pensare solo a curarvi, allora ci difendiamo e peggio per voi. mi spiace molto che le cose stiano andando così, perchè come diceva la colelga noi siamo qui per curare, per portare a termine delle terapie, per compeltare il nostro lavoro.

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  4. soledifebbraio22 gennaio 2009 21:57

    comprendo, cerco di farlo, credimi, ogni tua parola. non c'erano cure per mio padre, lo so. e abbiamo rifiutato le terapie invasive che lo avrebbero fatto sopravvivere una settimana di più. e infatti abbiamo deciso, grazie alla morfina, di fare la sua volontà. morire a casa, nel proprio letto.

    ma vedi, anche a seconda volta, andando in ambulanza, per i medici del pronto soccorso non c'era nula che non andasse in mio padre. nemmeno la dignità di uomo. aspettare 24 ore nell'astanteria che il santo di turno in paradiso trovasse un medico disponibile a un'indagine approfondita.

    spero che non siano tutti così i medici. come quello che ho dovuto rincorrere per il corridoio e sentirmi dire, voltato di spalle, ma cosa vuole che abbia suo padre: è spacciato. nemmeno l'umanità e l'educazione di guardarmi in faccia. e io asciugare le lacrime e tornare da mio padre e rassicurarlo. spero che non sia così. spero che la mia esperienza sia una goccia nell'oceano.

    e ti leggo spesso e so quanto sia difficile il tuo lavoro.

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  5. io, invece, da paziente la penso esattamente come te. io mi fido e sono alleata col medico. una volta che è scattata la fiducia, alla base di un rapporto medico/paziente, io faccio tutto quello che mi dice. non sento altri pareri, non navigo su internet, non prendo iniziative, non giudico, non lo influenzo... insomma, mi fido. :-*

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  6. fiducia o meno, il problema della medicina difensiva è gravissimo. Fatto salvo che esistono anche medici cani, o semplicemente senza umanità, costringere tutti a sospettare e fare braccio di ferro penalizza clienti e professionisti... beh, è l'inizio della fine.


    Gli incapaci andrebbero fermati prima dell'azione, per esempio le assunzioni senza raccomandazione sarebbero un ottimo inizio. E non solo in campo sanitario.

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  7. tutto molto difficile da commentare....


    non trovo le parole giuste


    saluti e baci

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  8. il link era a questa pagina: http://www.ilprimoamore.com/testo_1306.html :-P

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  9. oggi, casualmente, ho letto anche questo! :-*

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  10. ...Beh ma neanche i pazienti sono tutti così...credo che ci sia una maggioranza che ripone ancora tutta la sua fiducia nel medico, senza andare a sospettare a priori. Il fatto è che c'è una generale propensione al risparmio anche se non è colpa della classe medica. ... Qualche volta poi, alcuni pazienti come la sottoscroscritta dovrebbero fare pure un po' di mea culpa per non essersi precipitati prima in ambulatorio, per aver rimandato lasciando peggiorare la situazione invece di chiedere un controllino in più...

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