venerdì 2 gennaio 2009

BUONI PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO

Se tornassi indietro la mamma non la farei. Non si adatta al mio carattere.


Sono troppo ansiosa, troppo preoccupata per i miei figli, troppo protettiva.


Va bene per un medico, non va bene per una mamma. Una mamma dovrebbe essere capace di stare a guardare i figli che fanno cazzate senza batter ciglio. Oh, una volta lo ero. Quando mi occupavo dei miei fratelli li controllavo ma non interferivo con le loro scelte, anche con quelle sbagliate. Risultato: hanno fatto i loro sbagli e le loro cose giuste, dei primi si sono pentiti, è vero, ma chi è che fa solo scelte giuste?


Ma con i miei figli è diverso. Intanto sono vecchia, e questo influisce. Ho troppo la percezione della finitezza del tempo. Poi non ho più nessuno con cui consultarmi, con cui parlare, tranne un'amica, che dio la benedica. Ieri sera ho parlato con lei, per esempio, e mi ha aiutato a ridimensionare la mia ansia.


Poi ci sono i problemi concreti. Metti che mi succeda qualcosa, che mi ammalo per esempio. Fine del benessere economico per la mia famiglia. Io sono un lavoratore autonomo, ai fini previdenziali: niente malattia, pensione da schifo e quando guarisci non hai più i pazienti che nel frattempo si sono cercati un altro medico. Successe al Boss, quando era giovane. Si prese la tubercolosi. In sei mesi il suo sostituto gli portò via tutti i pazienti, gliene restarono una quarantina, amici e parenti per lo più, e le poche persone sinceramente affezionate a lui. Fu così che cominciò ad esercitare la specialistica, cosa che infine gli portò fortuna professionalmente ed economicamente. Ma per i due anni in cui fu malato furono problemi grossi e grossi dispiaceri. Erano altri tempi? Si, ma non diversi da questi. Il mio amico e compagno di studi, Francesco, una decina d'anni fa si è preso una epatite C facendo una trasfusione a domicilio ad un paziente. Epatite acuta. Per poco non moriva, due anni quasi di impossibilità a lavorare, e per fortuna potè fare le prime terapie antivirali. Ne è uscito, ma con un diverso atteggiamento verso la vita e la professione. E anche lui in quell'occasione ha cominciato esperienze diverse dalla medicina di famiglia. Il medico di famiglia è un bue da lavoro, fino a che tira il carro va tutto bene, quando per un qualche motivo perde le forze il contadino se ne disfa.


Così la dottoressa Capsicum, dopo aver visto cose del genere, coltiva la consapevolezza del pericolo, si ma mica se ne può parlare coi figli, altrimenti si deprimono, perdono la dìfiducia, la serenità, e magari smettono di cazzeggiare e passano che so, il dieci per cento del loro tempo in attività utili invece che in giochi al pc. Questi figli moderni sembra  che li si debba tenere lontani dalla realtà, perché la realtà è brutta e va riservata agli adulti, che una volta a sedici o diciassette anni si era considerati adulti, più o meno, oggi a trenta si è ancora i bimbi di casa, potenza della pillola contraccettiva, e intanto un venticinque per cento della popolazione adulta si piglia un antidepressivo, e le giovani generazioni cominciano sempre prima, perché la sensazione del pericolo, reale, viene vissuta come una depressione, non ci si abitua mai, non si arriva mai all'equilibrio mentale di chi sa che il pericolo esiste, ma vive come se non ci fosse, che sarebbe la condizione normale dell'essere umano da quando è comparso sulla faccia della terra ad oggi.


Qualcosa tocca in tutto questo, e non solo nel particolare del mio rapporto di madre ansiosa col figliolo brillante e scriteriato. E' l'intrattenimento diffuso, la televisione anestetica, la letteratura anestetica, la musica anestetica, il videogame anestetico:  siamo in coma farmacologicamente indotto, come società.


Ok, cominciamo questo 2009, confidando sulla buona salute della signora Capsicum per una decina d'anni ancora almeno. E rintuzzando l'ansia


Auguri a tutti.



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5 commenti:

  1. la cosa più brutta è quella di non aver nessun con cui parlare, mi chiedo, sopratutto in questi giorni di festa in cui tutti sembrano circondati da veri amici, se sia "colpa" mia. Sarò io che non son capace di parlare?

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  2. "........la finitezza del tempo"...bella immagine, parole esatte per definire una sensazione di madre

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  3. bè, per questo - anche per questo - che non ho voluto figli. non sono adatto.

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  4. povera me, scusa, il commento è uno sbaglio

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  5. bello, sto post.Buon anno.

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