domenica 2 novembre 2008

UNA STORIA DELLA MIA INFANZIA

... la storia era questa. c'era questa donna il cui figlio era morto. Era giovane e bello, unu gosu, e coi capelli neri e ricciuti e il viso come la luna e l'odore de unu gravellu, era tornatoa  casa una sera ed era sudato, la notte divenne di fuoco e al mattino era morto. La madre piangeva e piangeva e le bussò alla porta  una donna vecchia, che le disse io ti posso portare a riprendere tuo figlio, ma tu devi fare come ti dirò. Io, disse, mi trasformerò in un'aquila, ma per restare aquila devo mangiare un pezzo di carne fresca ogni tanto; tu mi salirai sulle spalle e io ti porterò e ogni volta che girerò il becco mi devi mettere in bocca un pezzo di carne; se non lo farai subito io cadrò e moriremo entrambe, ma se tu lo farai io ti porterò dov'è il tuo figlio e vi porterò indietro insieme.


Così la madre ammazzò la capra e la tagliò in pezzi e mise tutti i pezzi di carne nel sacco della farina, poi salì sulla schiena della donna e la donna aprì le braccia e furono ali e allungò il collo e divenne una testa d'aquila e voltò il becco e la madre mise dentro un pezzo di carne e volarono insieme. Ogni tanto l'aquila voltava il becco e la madre metteva dentro un pezzo dfi carne, e poi volarono sopra un mondo di ombre e giunsero un luogo con una fonte e lì scesero e c'era il figlio della donna, ma aveva gli occhi chusi e non vedeva, allora l'aquila disse metti il grembiule nell'acqua e strizzalo, poi bendagli gli occhi con quello, e la madre lo fece, poi salirono entrambi sulla schiena dell'aquila e tornarono indietro, ma Il figlio era pesante e l'aquila aveva più fame di prima e girava sempre il becco e la carne stava finendo, la madre cun sa leppa segada arrogus sempri prus pitticcus, ma la carne finiva e l'aquila scendeva in basso e perdeva le forze; alla fine il sacco dela farina era vuoto e la madre non sapeva più come fare, il figlio morto era sempre più pesante da portare e la vecchia donna in forma d'aquila non aveva più forze. allora la madre prese sa leppa e si tagliò un pezzo di carne  e la mise nel becco dell'aquila. Ah, disse l'aquila, avevi tenuto la parte migliore per ultima, brava, ora mi tornano le forze, mi torranta in arcas, dammene ancora, e la donna continuò a tagliare pezzi di carne della sua e a metterli in bocca all'aquila  e dove si tagliava la pelle si chiudeva e non usciva il sangue; le ombre si schiarivano e prima del mattino erano arrivati alla casa, quando ormai la donna non sapeva più da dove levarsi la carne. La vecchia si posò per terra e tornò una donna, così stanca che non si poteva rialzare. La madre si voltò e non vide il figlio dietro di sè, allora gridò disperata, ma la vecchia le disse entra in casa e la donna entrò in casa e il figlio era dove l'aveva lasciato, ma aveva il suo grembiule bagnato intorno agli occhi. La madre lo tolse e strizzò l'acqua sugli occhi e nella bocca del figlio e il figlio si svegliò.


Quando la madre uscì per ringraziare la vecchia donna trovò solo una piuma per terra fuori dalla porta.

3 commenti:

  1. Non la conoscevo.Bella e terribile. Non sono madre, ma penso di capire lo stesso.

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  2. le fiabe sarde sono tutte terribili. Poche e terribili. baci.

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  3. ci sono dei libri di fiabe sarde terribili che ci puoi consigliare? mi piacerebbe leggere le fiabe terribili

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