giovedì 27 novembre 2008

come hai fatto, Alfredo, a passare la tua vita con una donna come quella? Rassegnato, in via definitiva, a che al mondo non esistesse gente della tua specie. Disgustato, sigillato nel tuo roseto virtuale, cullato dalla corrente del fiume nell'attesa di una preda al tuo amo,  eppure felice di quel poco, del tuo tempo, quello che era finalmente diventato tuo solo poco prima di finire.


E io tutte le volte che la vedo, la curo, la vaccino, tutta giuliva, con la v ocetta squillante, io che sento la tua assenza pesare come una cappa sul nostro piccolo mondo, che mi si stringe il cuore quando passo sul fiume, dove l'ultima polvere del tuo corpo ha lasciato un mormorio sul fondo, io me lo chiedo, Alfredo, io mi chiedo perché per noi diversi non c'è rispetto.

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