domenica 12 ottobre 2008

diari

Come dice "io" c'è una differenza palpabile tra un diario privato e uno che privato non è più.


Per dire, qui bazzicano amici e parenti, e la cosa fa molto piacere, ma di conseguenza ci si dicono le cose che si direbbero ad amici e parenti, poi bazzicano magari anche dei colleghi, e allora ci si dicono le cose che si dicono tra amici e parenti meno quelle che non si direbbero tra colleghi, e ci bazzicano i figli, allora leva le cose  che ai figli non diresti per magari non caricarli di pensieri, e poi leva le cose che i pazienti potrebbero male interpretare, leva questo e quello, alla fine ti trovi con tutta la massa delle cose che diventano, quelle che sono e non sono, quelle che devono essere tenute ancora fuori dal giudizio pubblico, le ipotesi, i sogni, i desideri, e tutta questa massa lievitante non ci può stare, non ci sta.


Si, ci sono altre cose, molte altre cose, il blog comunica col mondo, ma un diario comunica a volte solo con chi lo scrive, un diario è a volte uno specchio. Questo blog come specchio comincia ad essere poco adatto.


Del resto, ora che ho tutte queste borse sotto gli occhi, e le due misères ai lati della bocca, le macchioline a lato dello zigomo, il mento che cede, chi lo vuole lo specchio, eh?

2 commenti:

  1. e non sei ancora passata da facebook!

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  2. ah, si? e allora ci passo. che sarà mai

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