martedì 16 settembre 2008

voglia di stare all'aperto

Ecco, finalmente il figlio ha dato questo esame, ed io sicome è finito il caldo, mi sentirei di stare all'aperto, e magari di fare un po' di movimento.


I nuovi orari scolastici del piccolo mi costringono a mettere dei paletti agli orari di studio. Questo in sè non sarebbe nulla di strano, ma sto riconsiderando l'organizzazione della mia vita. ho finito il mezzo secolo un anno fa, e francamente il tempo m'è passato in un attimo. Ora riflettendoci capisco che anche i prossimi cinquanta, che cinquanta non saranno, passeranno altrettanto in fretta. Se voglio giocare a golf, andare a vedere Londra, portare i miei figli un po' in giro, è adesso che debbo farlo.


così in studio mi chiedo ogni paziente quanto abbia veramente bisogno di me.


Bene, domani abbiamo una riunione con i colleghi e parleremo di tante cose.


Qualche anno fa credevo di migliiorare i miei orari facendomi affiancare da un collaboratore, ma non è stato così. Il collaboratore me lo sono pagato io, la azienda usl non fornisce questi extra, i pazienti hanno avuto la possibilità di rivolgersi più ampiamente allos tudio, anche senza prenotazione, e con attese relativamente brevi, ma il collaboratore alle diciotto e qualcosa si alzava e se ne andava, io restavo fino alle otto di sera, e poi mi facevo pure le domiciliari, perchè lui le domiciliari non gradisce farle.


Così il mio orario non si è alleggerito; per giunta ho appena fatto una scoperta: tra i miei pazienti un certo numero preferisce lui a me.


Niente di male, ma se preferiscono lui forse è meglio se cambiano direttamente medico, nel loro interesse. Così io alla fine guadagno lo stesso, e lavoro di meno, e per giunta non mi tocca rispondere all'azienda usl delle spese  per i farmaci prescritti dal collaboratore quando mi sostituisce, il quale collaboratore è un medico di manica larga sulle note, sui certificati, sui farmaci, mentre io sono notoriamente piuttosto tirata. Non  ne faccio una questione economica. Semplicemente il farmaco è un farmakon, punto e basta.


E' sufficiente leggere i bugiardini: in caso di ingestione accidentale eccessiva rivolgetevi a un medico, recatevi in pronto soccorso, tenete lontano dalla portata dei bambini, non superare le dosi prescritte, eccetera eccetera.


Ma con una ricetta ci si spiccia in fretta, e invece a convincere una persona, che vuole una medicina, che per lui è meglio non prenderla  e metersi piuttosto a dieta, o andare in palestra, o fare due settimane di ferie, ci vuole molto più tempo.


Dalla riunione di domani uscirà anche il nuovo foglio coi miei orari. Speriamo di fare bene.

4 commenti:

  1. Voglia di cambiamenti, voglia di riappropriarsi della propria vita, voglia di non perdere niente da adesso in poi di quello che ancora ci può riservare la vita, la famiglia, i figli, insomma voglia di pensare un po' più a se stessi senza togliere nulla agli altri

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  2. ho sempre il problema opposto...

    tendenzialmente NON voglio farmaci, voglio confrontarmi con un tecnico competente e tentare di sapere diagnosi e prospettive...

    esco quasi sempre deluso e con una ricetta che NON tramuterò in farmaco ;)

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  3. ah!! inutile dire che su queste tue scelte hai tutta la mia approvazione e comprensione :)

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