domenica 21 settembre 2008

CUNILLU A SUCCHITTU

Probabilmente esistono molte varianti di questa ricetta. Io offro la mia, che ho messo per iscritto per mandarla ad un'amica ferrarese.


Occorre:


un coniglio tagliato in pezzi


una manciata di mandorle


due coste di sedano bianco tagliate a rondelle


due carote pulite e tagliate a rondelle


mezza cipolla tritata


cinque chiodi di garofnao


una decina di grani di pepe


un biccchiere di vino bianco possibilmente molto buono (nuragus, prosecco, falanghina, insomma ci siamo capiti)


una manciata di olive denocciolate e tagliate a fettine.


Il coniglio la sera precedente va messo a bagno in acqua acidulata con aceto. La mattina dopo si asiuga, si taglia in pezzi, e si mette in una casseruola capace con un filo d'olio, a fare l'acqua, coperto.


Nel frattempo in una capace padella si rosolano le mandorle sbucciate in olio d'oliva. Appena cominciano a prendere colore si aggiunge la cipolla tritata, si rigira un po, poi si aggiungono sedano e carota, si lascia rosolare a fuoco basso.


Nella casseruola si voltano i pezzi del coniglio perchè rosolino da entrambi i lati, si sala e si incoperchia di nuovo. Nella padella a carota e sedano si aggiungono i chiodi di garofano ed il pepe in grani; il fuoco va tenuto sempre basso. Quando questo soffritto ha l'aspetto rosolato lo si aggiunge al coniglio che nel frattempo ha buttato l'acqua, si bagna col vino, si incoperchia di nuovo. A cottura quasi ultiimata, circa un'ora dopo, si aggiungono le olive, si controlla il sale, si lascia insaporire ancora dieci minuti e si spegne.


Varianti: si possono aggiungere, e ci stanno molto bene, cinque o sei gherigli di noce, una piccola manciata di uva passa, mezza pera di quelle durettine tagliata a tocchetti, un cucchiaino di miele, un cucchiaio d'aceto di vino bianco.


In questo modo si può fare il coniglio, il pollo, oppure un pezzo di girello di vitello, un tocco di petto di tacchino ben legato.


Il lombo di maiale direi di no, lo preferisco al latte.


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