lunedì 9 giugno 2008

tema: il mio preside

era un vecchio matematico, e pianista, e questo era molto strano per un preside di un vecchio liceo classico, ed era anche il vecchio prof di matematica di mia madre, e quando la vedeva la chiamava come se fosse ancora una quindicenne: Perra, vieni qui! E qualche volta invece la chiamava Annina, e io non ne sapevo nulla, perchè erano molto discreti, ho sempre pensato che stare nel mio liceo ginnasio fosse una specie di rifugio tutto mio dove la famiglia non mi potesse raggiungere, se non tramite i soliti colloqui  genitori insegnanti, invece il vecchio Pampurio si tirava dietro mia madre nei corridoi raccontandole le mie gesta e ridevano e si divertivano un sacco, e allora mi avrebbe fato rabbia, adesso loro non ci sono più e io provo solo tenerezza per quei due che, ognuno a suo modo, mi amavano ed erano orgogliosi di me.


E non è tutto, perchè la prof di matematica era la moglie di uno che i miei conoscevano tanti anni prima, ma lei non se ne ricordava e i miei si guardavano bene dal ricordarglielo, era sempre tanto distratta, e pure brutta mi sembrava, se non che mio padre affermava che era stata una vera bellezza, e un genio, anche, e aveva rinunciato a fare carriera universitaria per non far sfigurare il marito, ma queste erano insinuazioni forse, dettate forse dalla poca stima che i miei avevano del di lei marito, e tutto derivava dal fatto che quando avevo più o meno un anno mio padre mi fece vaccinare col vaccino antipolio che passava per essere sperimentale, il Salk, e il di lei marito fu uno di quelli che dissero che era un padre degenere e faceva fare gi esperimenti su sua figlia, povera bambina, e poi l'anno dopo ci fu l'epidemia di polio, l'ultima, credo, brutta epidemia di polio prima del vaccino obbligatorio, e io non presi neppure la febbre, ma a mio padre rimase nel gozzo quella diffamazione, più di tutto perché molti pastori o contadini decisero di non far vaccinare i loro figli nel paesetto in cui abitavamo, e alcuni morirono e altri rimasero zoppi, e ogni volta che mio padre incontrava uno di questi, nipote di un'amica di mia madre, diceva: vedi? la colpa è anche del tale; non ti sposare uno stupido, è uno sbaglio che le ragazze molto intelligenti fanno, a volte, pensando che tanto non troveranno uno intelligente quanto loro, e poi passano la vita a sminuirsi per non fargli fare cattiva figura e per non farla loro stesse con lui, ricordati della tua prof di matematica, ed io spero invece che almeno lei sia stata felice, perchè poi è morta di cancro come mia madre, come la prof di italiano, come tante altre, e allora ti volti indietro e restano solo un po' di ricordi.

2 commenti:

  1. che bel post... stupendo


    e tuo papà ha ragione: per una donna intelligente è un errore sposare uno non all'altezza

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  2. Un salto su ogni blog amico per lasciare un salutino. Ciao da Maria

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